(Adnkronos) – Seggi aperti per le presidenziali in Iran con tutti gli occhi puntati sul dato chiave dell’affluenza, mentre cresce la consapevolezza in tutti i candidati accreditati di chance di vittoria che un negoziato con gli Usa sulle sanzioni è ormai ineluttabile. Le elezioni in Iran rappresentano l’ennesima occasione per un Paese che dalla rivoluzione del 1979 ha seguito un percorso sempre accidentato, tra sanzioni ed isolamento internazionale.
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I democratici sono "preoccupati" dalla performance di Joe Biden dopo il dibattito tv contro Donald Trump. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn parlando di "forte panico" nel partito. Qualcuno avrebbe persino commentato "siamo fottuti" e qualcun altro avrebbe ventilato l'ipotesi che il presidente si faccia da parte. .
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Si aprono oggi le urne per le elezioni anticipate del successore del presidente iraniano Ebrahim Raisi, ucciso in un incidente di elicottero lo scorso maggio. Una corsa iniziata con sei candidati selezionati (tra 80 iscritti) dal Consiglio dei Guardiani che finisce nell’apparente dualismo tra conservatori e riformisti, entrambi con minima credibilità tra la popolazione. DOPO L’ELIMINAZIONE di quasi tutti i candidati pro-riforma nelle ultime elezioni parlamentari di marzo, l’unico…
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L’approvazione della candidatura di Masoud Pezeshkian per le prossime elezioni presidenziali in Iran, sostenuta dal Fronte Riformista e dall’ex presidente riformista Mohammad Khatami, ha generato un acceso dibattito sulla possibile evoluzione della politica interna della Repubblica islamica. La candidatura viene vista da molti iraniani delusi e stanchi dell’attuale situazione politica, sociale ed economica come una nuova speranza, ma non senza critiche e scetticismo.
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Oltre sessanta milioni di iraniani sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente della repubblica sciita dopo la tragica morte di Ebrahim Raisi, precipitato con il suo elicottero lo scorso 19 maggio. Un passaggio cruciale per il regime degli ayatollah, reduce da una lunga stagione di proteste di piazza che ne hanno scosso le fondamenta, alimentando allo stesso tempo la feroce repressione delle forze di polizia e del sistema giudiziario nei confronti degli oppositori, in…
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Vigilia delle elezioni presidenziali in Iran, con un colpo di scena. In realtà quanto accaduto si prospettava da giorni, ovvero che alcuni candidati ultraconservatori con meno chance di vittoria si ritirassero dalla corsa alla presidenza per non disperdere il voto. E così Alireza Zakani, sindaco di Teheran, e Amir-Hossein Ghazizadeh Hashemi, vicepresidente della Repubblica iraniana, hanno fatto un passo indietro.
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Gli iraniani sono chiamati alle urne per scegliere un nuovo presidente. Le elezioni presidenziali si terranno venerdì 28 giugno, un anno prima del previsto, a causa della morte del presidente ultraconservatore Ebrahim Raisi in un incidente aereo lo scorso 19 maggio. Se nessuno dei candidati raggiungerà la maggioranza, si andrà al ballottaggio il 5 luglio. La scelta del presidente è cruciale, perché gestisce quotidianamente il governo e ha una responsabilità…
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Di Roberto Paglialonga Nel sistema istituzionale della Repubblica islamica dell’Iran — controllato da Guida suprema e ayatollah — solitamente non c’è molto spazio per i cambiamenti. Anche le votazioni del 28 giugno, anticipate di un anno a causa della scomparsa un mese fa del presidente, Ebrahim Raisi, e del ministro degli Esteri, Hossein Amirabdollahian, in un incidente con l’elicottero, non dovrebbero fare eccezione.
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