Diversificare i mercati, per il vino italiano, che nei soli (ed insostituibili) Usa, Germania e Regno Unito realizza ancora oltre la metà del suo export, è un imperativo, una strategia non più rinviabile, e in parte avviata da tempo. E che diventa stringente soprattutto oggi, in un contesto di mercato che risente dall’incertezza causata dalle tensioni geo-politiche, del calo dei consumi che caratterizza molti Paesi e dei dazi che hanno frenato le…
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Nuove rotte per l’export di vini italiani e per i vini italiani più graditi nei 13 mercati emergenti, secondo l’analisi Wine monitor di Nomisma, il primato della crescita più elevata tra il 2019 e il 2025 per fermi e frizzanti imbottigliati spetta alla Thailandia, seguita da Angola e Romania. Per gli spumanti spicca invece il Marocco, seguito da Colombia e ancora Tailandia. Tra le denominazioni, il Prosecco primeggia verso i Paesi dell’Est Europa.
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