Ci risiamo, si torna a parlare di «flessibilità». Lo ha fatto Giorgia Meloni al Consiglio europeo informale che si è tenuto a Budapest venerdì scorso. La premier ha chiesto «flessibilità» per le spese militari. Come è noto, i Paesi europei dovranno aumentare l’ammontare di risorse destinate alla difesa fino a raggiungere almeno il 2% del Pil. Meloni ne è consapevole: serve diventare «autonomi nel…
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Giorgia Meloni a Budapest impartisce una sonora lezione alla sinistra anti-Trump. Quella sinistra che dai banchi del Parlamento, esattamente come quella che ne riecheggia allarmi e gesta sui giornali del mainstream, dimostra di non aver ancora capito che urlare al pericolo di un fascismo di ritorno, in casa come oltreoceano, è un boomerang. E un boomerang dagli effetti devastanti… Eppure, dopo le…
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'Il ritorno di Donald Trump alla presidenza Usa e il vertice europeo di Budapest. Cosa cambia sul fronte geopolitico e per l'economia con il neo - inquilino della Casa Bianca? Poi, i tifosi israeliani... Leggi tutta la…
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La speranza di costruire un nuovo scenario di pace in Ucraina con il sostegno determinante dell'Occidente. La necessità di sedersi attorno a un tavolo per ragionare sulle spese per la difesa, eventualmente sottraendole dal computo del Patto di Stabilità. La necessità di comprendere quali effetti produrrà la vittoria di Donald Trump sull'Unione Europea. Giorgia Meloni, in occasione del Consiglio europeo informale di Budapest, il primo dopo le elezioni statunitensi, forte del suo consenso elettorale e anche di un…
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BUDAPEST. La via non è agevole: aumentare la spesa militare tenendo conto dei vincoli di bilancio e anche di quelli politici. In una cosa l’imprevedibile Donald Trump è prevedibile: chiedere ai partner europei di contribuire al budget della Nato in maniera più sostanziale. L’obiettivo è il solito, il 2% del Pil, lontano per l’Italia, quasi irraggiungibile secondo Giorgia Meloni con le attuali reg…
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BUDAPEST — Trumpiana di ritorno, dispensatrice di lodi per Elon Musk, che «fa cose straordinarie, è un valore aggiunto e dev’essere un interlocutore», Giorgia Meloni al Consiglio europeo informale di Budapest vive la contraddizione di non poter assecondare la principale richiesta all’Ue del presidente eletto degli Stati Uniti: aumentare le spese militari, portarle almeno al 2% del Pil se non oltr…
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Una ventata di concretezza. La chiede, a Budapest, Mario Draghi. E la invoca, nelle riunioni coi partner dell’Ue, Giorgia Meloni. Che prima di varcare l’ingresso del nuovissimo stadio della nazionale ungherese, teatro del consiglio europeo informale a casa di Viktor Orban, consegna ai cronisti una citazione di John Fitzgerald Kennedy: «Basta chiedersi cosa gli Stati Uniti possano fare per noi, chiediamoci cosa l’Europa possa fare per se stessa».
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Sul tavolo del Consiglio europeo riunito a Budapest c’è il rapporto Draghi sulla competitività, già illustrato in settembre al Parlamento europeo. Il testo è lo stesso. È il contesto a essere cambiato drasticamente con la vittoria di Trump. Se l’allarme rosso suonato da Draghi era rumoroso due mesi fa, ora è assordante. L’Europa deve preparare una risposta alle possibili politiche della nuova amministrazione americana e lo deve fare nelle condizioni peggiori.
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Mario Draghi la pensa in modo opposto, ma non ha responsabilità di governo. Partecipa al Consiglio europeo per presentare ufficialmente il suo rapporto sulla competitività della Ue e non condivide i tanti dubbi dei capi di Stato e di governo presenti nella capitale ungherese: «Se si prendono le decisioni sugli obiettivi strategici, poi i soldi comunque li trovi». Ma per Giorgia Meloni, poco distante dall’ex premier italiano ed ex presidente della…
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Meloni a Budapest: “Sì a investimenti sulla difesa” I nuovi scenari mondiali dopo il ritorno al centro anche del vertice informale dell’ Unione Europea, a Budapest, dove si incrociano Giorgia Meloni e il suo predecessore a Palazzo Chigi Mario Draghi. Servizio di Augusto Cantelmi Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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La priorità è trovare prima le risorse o decidere prima cosa farne? E' su quale delle due strade prendere per rafforzare l'Unione europea che sembrano dividersi l'ex presidente della Bce ed ex premier Mario Draghi e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.Stamane, arrivando al vertice europeo informale di Budapest, l'ex premier, incaricato di redigere un rapporto sulle ricette per rafforzare la competitività Ue, tema del summit ungherese, sembra…
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Viktor Orban ha di che festeggiare, e non solo per il successo di Donald Trump alle elezioni presidenziali americane. Il primo ministro ungherese è stato l'unico leader comunitario in carica a sostenere esplicitamente il candidato del Partito Repubblicano al voto del 5 novembre, e in cambio ha ricevuto più volte da Trump calorosi apprezzamenti. In Europa Orban è oggi presidente
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, arrivando allo stadio Puskas di Budapest per il Consiglio Europeo informale dedicato al futuro della competitività nell’Ue, cita John Fitzgerald Kennedy, parafrasando il suo discorso di insediamento alla Casa Bianca del 20 gennaio 1961 ("And so, my fellow Americans, ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country"; "E quindi, concittadini americani, non chiedetevi che cosa possa fare il vostro Paese…
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In tanti si stanno interrogando sul perché di questo vertice informale dell’Ue a Budapest. Oggi venerdì 8 novembre i capi di stato e di governo dell’Ue si sono autoinvitati a casa di Viktor Orbán: qualche malevolo suggerisce per redarguire e silenziare il premier magiaro. Infatti, solo Orbán e lo slovacco Robert Fico (premier anche lui) avevano denunciato all’inizio del conflitto in Ucraina come le politiche dell’Ue avessero sposato la linea dell’industria delle armi consigliata dai poteri finanziari…
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BUDAPEST. La nuova era è cominciata e l'Europa dovrà attrezzarsi. Giorgia Meloni arriva allo stadio di Budapest dedicato a Ferenc Puskás per il Consiglio europeo informale e azzarda una parafrasi di John Fitzgerald Kennedy per spiegare l'atteggiamento da prendere davanti al ritorno di di Donald Trump alla Casa Bianca: «Non chiederti cosa gli Stati Uniti possano fare per te, chiediti cosa l'Europa debba fare per se stessa».
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