Pescara, la vicenda del ragazzo morto dopo il taser. Ecco il racconto della lite: «E’ entrato urlando, ci minacciava, poi la colluttazione in strada» PESCARA. Meno di tre mesi fa era finito sulle pagine del Centro per la sua grande umanità: nella sua officina, in strada Comunale piana, il meccanico Angelo De Luca, 60 anni, 4 figli e cinque nipoti, ha dato alloggio a Gianfranco, un vecchio cliente che con la salute ha…
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Sono due i fascicoli d’indagine aperti per la morte di Riccardo Zappone, 30enne pescarese deceduto dopo essere stato colpito con un taser. Uno per lesioni aggravate, l’altro per omicidio colposo come conseguenza di altro reato: spunta “una presumibile intossicazione da cocaina”. L’autopsia è andata avanti fino a tardi. Dovrà far luce sulle cause della morte del 30enne Riccardo Zappone, pescarese residente a San Giovanni Teatino
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La morte di Riccardo Zappone, avvenuta a Pescara il 3 giugno scorso, è stata causata "da 'sommersione interna emorragica da trauma toracico chiuso'" e "l'utilizzo del taser da parte del personale di polizia non ha avuto alcun ruolo ai fini del determinismo della morte". Lo rende noto la procura di Pescara in una nota in cui riporta quanto chiarito "dal consulente tecnico medico legale del pm, professor Cristian D'Ovidio dell'Università G.
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