Adolfo Macías, alias «Fito», e Fabricio Coln Pico, detto «el Selvaje» (il Selvaggio) o «Capitn Pico». Sono loro i principali protagonisti – fra gli altri – della clamorosa evasione dal carcere del narcoboss Adolfo Macías che ha provocato la dichiarazione di stato di emergenza in Ecuador. «Fito», considerato il principale boss del narcotraffico del Paese e leader del gruppo criminale Los Choneros, una gang formata da 8 mila uomini e…
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Macias detto Fito è il ricercato più pericoloso del Paese: dal carcere controllava la principale gang e da dietro le sbarre si è laureato in legge. Dopo la sua fuga è scattato lo stato di emergenza. Colón Pico, ribattezzato «il selvaggio», evaso ieri nonostante le misure speciali: ha partecipato all’assassinio del candidato presidenziale Villavicencio
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Situazione drammatica in Ecuador. Il paese sudamericano è in stato di emergenza per le feroci rivolte interne ad opera delle bande criminali, sempre più in aumento nella nazione. Gli attacchi sono cominciati all’inizio di questa settimana, con rivolte nelle carceri e in molte città del paese. L’Ecuador è nel caos, c’è tanta paura nel paese e si contano anche dei morti. Almeno 10 persone, tra cui due agenti delle forze dell’ordine…
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Chi è Adolfo Macias? Una domanda questa che in molti si staranno facendo viste le ultime notizie che arrivano dall'Ecuador, con il Paese sudamericano a un passo dalla guerra civile tanto che il presidente Daniel Noboa ha decretato lo stato d'emergenza. Le immagini dell'irruzione in diretta negli studi della tv pubblica nella città di Guayaquil da parte di un gruppo di uomini armati hanno fatto subito il giro del mondo, ma scontri e saccheggi si stanno…
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La Procura generale: "Saranno accusati di terrorismo" Hanno fatto irruzione armi in pugno e mascherati in uno studio televisivo dell’emitttente TC Television durante una trasmissione in diretta. Per questo, 13 persone sono state arrestate a Guayaquil, in Ecuador, all’indomani della proclamazione dello stato di emergenza da parte del presidente Daniel Noboa dopo che il Paese è precipitato in una spirale di violenza.
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Almeno 10 persone, tra cui due agenti delle forze dell'ordine, sono state uccise in violenze legate a bande criminali in Ecuador, ha detto martedì la polizia. Otto persone sono state uccise e altre tre sono rimaste ferite a Guayaquil, città portuale dell'Ecuador, epicentro dell'ondata di violenza generalizzata che attraversa il Paese andino. Sempre ieri, le autorità hanno annunciato la morte di due agenti "vilmente assassinati da criminali armati" a Nobol, a una quarantina di km a nord di Guayaquil, nella…
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Roma, 10 gen – L’Ecuador a un passo dalla guerra civile? Difficile a dirsi ma i segnali non sono confortanti, soprattutto per l’esplosione di violenza in tutto il Paese che ha portato a un vero “scontro” tra la politica ufficiale e le organizzazioni di narcotrafficanti, il che la dice lunga sullo stato di legalità in cui versa la comunità sudamericana… Ecuador, la guerra civile dei narcotrafficanti Come riporta Tgcom24, tutto è cominciato con la decisione del presidente Daniel Noboa di decretare lo stato di…
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Ecuador, irruzione armata in uno studio televisivo: 13 arresti 10 gennaio 2024 LaPresse) Hanno fatto irruzione armi in pugno e mascherati in uno studio televisivo dell'emitttente TC Television durante una trasmissione in diretta. Per questo, 13 persone sono state arrestate a Guayaquil, in Ecuador, all'indomani della proclamazione dello stato di emergenza da parte del presidente Daniel Noboa dopo che il Paese è precipitato in una spirale di violenza.
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L'Ecuador è un Paese nel caos ad un passo dalla guerra civile: nel pomeriggio di ieri un gruppo di uomini armati e incappucciati ha fatto irruzione in uno studio del canale pubblico, in diretta, della città di Guayaquil, epicentro da mesi delle violenze. Il presidente Daniel Noboa ha dichiarato «il conflitto armato interno» e «guerra ai narcos», ordinando l'evacuazione immediata del Parlamento e di tutti gli uffici pubblici della capitale Quito
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I soldati arrivano al Palazzo Presidenziale Carondelet di Quito, un giorno dopo che il presidente ecuadoriano Daniel Noboa ha dichiarato lo stato di emergenza in seguito alla fuga dal carcere di un pericoloso boss della narcotraffico. Almeno quattro agenti di polizia sono stati rapiti in Ecuador in seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza di 60 giorni l’8 gennaio dopo che il pericoloso leader della banda Adolfo Macias, noto anche come “Fito”, è fuggito dalla detenzione di massima sicurezza.
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Apocalisse in Ecuador: il Paese a cavallo dell’equatore che si trova sulla costa occidentale del Sudamerica è nel caos. Di più: a un passo dalla guerra civile, con bande criminali e di narcotrafficanti che hanno preso d'assedio tv e università. Un gruppo di uomini armati e incappucciati ha fatto
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Sudamerica col fiato sospeso. L’Ecuador è nel caos totale. Dopo l’irruzione di un gruppo armato in uno studio televisivo nella città portuale di Guayaquil e la presa di ostaggi, che si è fortunatamente conclusa in breve tempo con la loro liberazione e l’arresto degli assalitori da parte delle forze di polizia, altri episodi di violenza si sono verificati nel Paese e hanno provocato la morte di almeno 10 persone e il ferimento di tre persone.
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Da Brasilia, il governo di Luiz Inacio Lula da Silva «segue con preoccupazione e condanna le azioni violente compiute da gruppi criminali organizzati in diverse città dell'Ecuador. Esprime inoltre solidarietà al governo e al popolo ecuadoriano di fronte agli attacchi», riferisce una nota. Il Segretariato generale della Comunità andina «in linea con i principi e gli ideali fondanti del processo di integrazione andina, esprime il suo più profondo rifiuto di fronte agli atti di violenza compiuti da gruppi terroristici criminali in uno dei…
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In Ecuador almeno dieci persone sono morte, tra cui due agenti della polizia nazionale ecuadoregna, e tre sono rimaste ferite, negli scontri scoppiati nel quadro del "conflitto armato interno" dichiarato da Quito a causa della spirale di violenza scatenata da gruppi "narcoterroristici". Inizialmente, si era parlato della morte di otto persone e di tre feriti, tra cui un agente di polizia a Guayaquil: a riferirne erano state le forze di polizia in una…
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L'Ecuador è sempre più nel caos e ad un passo dalla guerra civile: almeno dieci persone sono morte, tra cui due agenti della polizia nazionale ecuadoregna, e tre sono rimaste ferite, negli scontri scoppiati nel quadro del "conflitto armato interno" dichiarato da Quito a causa della spirale di violenza scatenata da gruppi "narcoterroristici". Inizialmente, si era parlato della morte di otto persone e di tre feriti, tra cui un agente di polizia a…
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Il commando ha fatto irruzione, a poche ore dalla fuga dal carcere di due boss, nella sede del canale Tc a Guayaquil lanciando un chiaro segnale al governo che ha istituto lo stato di emergenza Sono stati tutti arrestati gli uomini armati con i volti coperti da passamontagna che hanno fatto irruzione in diretta tv nello studio di un canale pubblico nella città portuale di Guayaquil, in Ecuador, una zona devastata da tempo dalla violenza e dalla droga.
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Il Paese è a un passo dalla guerra civile dopo che ieri un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in uno studio del canale televisivo pubblico prendendo in ostaggio giornalisti e tecnici, poi liberati dalle forze speciali. Il presidente ha dichiarato lo stato di emergenza per 60 giorni, decisione che ha generato una serie di rappresaglie dei narcos contro istituzioni e forze dell'ordine
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Il presidente Daniel Noboa ha decretato lo stato di emergenza per l’intero Paese. Tredici persone arrestate con l'accusa di terrorismo Uomini armati a volto coperto hanno fatto irruzione nello studio di un canale televisivo pubblico in Ecuador in diretta tv, minacciando alcune persone. Gli uomini sono entrati sul set della rete TC Television nella città portuale di Guayaquil urlando di avere delle “bombe”.
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In Ecuador almeno dieci persone sono morte, tra cui due agenti della polizia nazionale ecuadoregna, e tre sono rimaste ferite, negli scontri scoppiati nel quadro del "conflitto armato interno" dichiarato da Quito a causa della spirale di violenza scatenata da gruppi "narcoterroristici". Inizialmente, si era parlato della morte di otto persone e di tre feriti, tra cui un agente di polizia a Guayaquil: a riferirne erano state le forze di polizia in una conferenza stampa tenuta con il…
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L'Ecuador è nel caos totale. Dopo l'irruzione di un gruppo armato in uno studio televisivo nella città portuale di Guayaquil e la presa di ostaggi, che si è fortunatamente conclusa in breve tempo con la loro liberazione e l'arresto degli assalitori da parte delle forze di polizia, altri episodi di violenza si sono verificati nel Paese e hanno provocato la morte di almeno 10 persone e il ferimento di tre persone.
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Alcuni uomini armati con i volti coperti da passamontagna hanno fatto irruzione in diretta tv nello studio di TC Televisión, un canale pubblico nella città portuale di Guayaquil, in Ecuador, una zona devastata da tempo dalla violenza e dalla droga. Gli uomini hanno preso in ostaggio diversi giornalisti e tecnici. «Non sparate, per favore non sparate», ha gridato una donna mentre risuonavano gli spari e gli aggressori, armati di fucili e…
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Barbuto, labbra contratte, sguardo fisso e la scritta «wanted» in sovrimpressione: il volto di Adolfo Macias, alias Fito, è oggi il più conosciuto in Ecuador . Le forze di polizia danno la caccia al ricercato più pericoloso del Paese che, dopo essere evaso dal carcere da dove comandava la principale banda criminale della nazione, ha fatto sprofondare l’Ecuador nel caos e nella violenza. Del…
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Il presidente ecuadoriano, Daniel Noboa, ha proclamato lo stato di emergenza per stabilire il controllo in tutte le carceri del Paese all'indomani della fuga del narcotrafficante Adolfo Macías, soprannominato 'Fito', evaso domenica 7 gennaio dalla prigione di Guayaquil, e la rivolta in alcune carceri. "È finito il tempo in cui le persone condannate per narcotraffico, omicidio e criminalità organizzata dettavano legge al governo in carica.
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In aggiornamento Un gruppo armato ha fatto irruzione in uno studio tv di Guayaquil, in Ecuador, prendendo alcuni ostaggi. Dopo poco il blitz è fallito, con la liberazione degli ostaggi. Ma è solo uno dei numerosi episodi di violenza avvenuti nel Paese, che hanno provocato la morte di almeno 10 persone e il ferimento di altre tre. Il presidente Daniel Noboa con un decreto ha dichiarato che il Paese si trova in un "conflitto armato interno" ordinando…
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L'Ecuador è in subbuglio. Un commando di uomini incappucciati e armati pesantemente ha fatto irruzione sul set di una trasmissione televisiva in diretta, aprendo il fuoco e costringendo lo staff faccia a terra prima che fossero interrotte le trasmissioni. Tutto è iniziato intorno alle 14.40 di ieri, martedì 9 gennaio, il gruppo armato è entrato negli studi di Tc Television nella città orientale di Guayaquil
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ROMA. Ecuador sempre più nel caos e ad un passo dalla guerra civile: un gruppo di uomini armati e incappucciati ha fatto irruzione in uno studio del canale pubblico, in diretta, della città di Guayaquil, epicentro da mesi delle violenze. Si contano almeno 8 morti. Il presidente Daniel Noboa ha dichiarato "il conflitto armato interno" e "guerra" ai narcos, ordinando l' evacuazione immediata del Parlamento e di tutti gli uffici pubblici della capitale…
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Attentati dinamitardi, violenze nei confronti della popolazione e delle forze dell’ordine, saccheggi, sparatorie, rapine, incendi dolosi. L’Ecuador è sprofondato in un “conflitto armato interno”, come l’ha definito il presidente Daniel Noboa, che in una sola giornata ha provocato otto morti nella sola Guayaquil. La seconda città del Paese è l’epicentro dell’ondata di violenza che da tempo attanaglia l’Ecuador e che è esplosa dopo l’evasione dal carcere di due…
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La polizia ecuadoriana ha liberato gli ostaggi presi con una irruzione in uno studio televisivo del Paese e ha annunciato al canale tv Teleamazonas che 13 uomini armati sono stati arrestati. Ha anche precisato che gli ostaggi sono tutti vivi e che è stato un "atto di terrorismo". Il Presidente Noboa ha dichiarato con decreto che il suo Paese è in un "conflitto armato interno" e ha ordinato la "neutralizzazione" dei gruppi criminali coinvolti nel…
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Otto persone sono morte nelle violenze a Guayaquil, città portuale dell’Ecuador da cui è partita l’ondata di violenza. Il presidente Daniel Noboa ha dichiarato lo stato di conflitto interno e ha accusato le organizzazioni di narcotraffico per le violenze. Un commissariato è stato colpito da un attentato, 14 persone sono state arrestate. La città si prepara al secondo giorno di coprifuoco. Il trasporto su gomma e la circolazione sono sospesi.
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Il ministero della Salute dell'Ecuador ha disposto la sospensione a data da destinarsi di tutti i servizi ambulatoriali, ricoveri e interventi chirurgici programmati, sottolineando che nel Paese saranno garantiti solo i servizi di emergenza negli ospedali. La misura segue la decisione del presidente Daniel Noboa di dichiarare lo stato di "conflitto armato interno" a seguito delle violenze generalizzata messe in atto da parte di organizzazioni criminali di narcotrafficanti.
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TO Il ministero della Salute dell'Ecuador ha disposto la sospensione a data da destinarsi di tutti i servizi ambulatoriali, ricoveri e interventi chirurgici programmati, sottolineando che nel Paese saranno garantiti solo i servizi di emergenza negli ospedali. La misura segue la decisione del presidente Daniel Noboa di dichiarare lo stato di "conflitto armato interno" a seguito delle violenze generalizzata messe in atto da parte di organizzazioni criminali di narcotrafficanti.
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Il governo del Perù ha disposto l'invio immediato di un contingente della Direzione delle Operazioni Speciali (Diroes) della Polizia a confine con l'Ecuador "per rafforzare la sicurezza alla frontiera" con il Paese vicino, attraversato da un'ondata di violenza criminale generalizzata. Dopo la decisione del presidente ecuadoriano Daniel Noboa di decretare lo stato di emergenza, diverse organizzazioni di narcotrafficanti hanno condotto una serie di azioni di rappresaglia in tutto il territorio…
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Da lunedì sera in tutto l’Ecuador vige lo stato di eccezione, con coprifuoco dalle 23 alle 5. Il presidente Daniel Noboa ha annunciato la decisione al termine di due giorni convulsi: domenica si è scoperto che José Adolfo Macías Villamar, conosciuto anche come “Fito”, capo del gruppo dei Los Choneros e reputato il criminale più pericoloso di tutto il paese, era fuggito dalla prigione di Guayaquil. LUNEDÌ MATTINA sono invece scoppiate rivolte in sei istituti penitenziari del paese.
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Quito (Ecuador), 9 gen. (LaPresse/AP) – Dopo l’irruzione di uomini armati a volto coperto nello studio di un canale televisivo pubblico a Guayaquil, in Ecuador, il presidente Daniel Noboa ha emesso un decreto in cui si dichiara che il paese è entrato un “conflitto armato interno”. Noboa ha annunciato che dichiarerà lo stato di emergenza nazionale, misura che consente alle autorità di sospendere i diritti delle persone e mobilitare i militari in luoghi come le carceri.
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Fabricio Colón Pico, detto el Selvaje (Il Selvaggio, in italiano), leader del cartello Los Lobos in Ecuador, associato al cartello Jalisco Nueva Generación (CJNG), è evaso dal carcere dopo essere stato arrestato meno di una settimana fa. “El Selvaje” ha partecipato al crimine di Fernando Villaviencio e ha cercato di porre fine alla vita del procuratore generale dell’Ecuador Diana Salazar. La Salazar aveva denunciato il piano per attentare alla sua vita lo scorso 3 gennaio…
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È caos in Ecuador, dove un gruppo di uomini incappucciati e armati ha fatto irruzione in uno studio della tv pubblica mentre era in corso la diretta. È successo nella città di Guayaquil, dove da mesi avvengono saccheggi e violenze. Come mostrano le immagini drammatiche durante la diretta tv, gli uomini incappucciati e armati di granate e mitragliatori hanno minacciato di morte giornalisti e tecnici, che a mani giunte implorano di…
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L'Ecuador è sempre più nel caos e ad un passo dalla guerra civile: nel pomeriggio un gruppo di uomini armati e incappucciati ha fatto irruzione in uno studio del canale pubblico, in diretta, della città di Guayaquil, epicentro da mesi delle violenze. Il presidente Daniel Noboa ha dichiarato «il conflitto armato interno» e «guerra» ai narcos, ordinando l'evacuazione immediata del Parlamento e di tutti gli uffici pubblici…
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In Ecuador un programma televisivo in onda sulla rete pubblica Tc Television è stato interrotto dall’irruzione nello studio di uomini armati e incappucciati. La rete, con sede a Guayaquil, stava trasmettendo in diretta quando i criminali hanno preso in ostaggio diversi giornalisti e membri dello staff mentre in sottofondo si sentivano spari e urla di persone. Le unità di polizia nazionali di Quito e Guayaquil si sono precipitate sulla scena nel tentativo di sbloccare la situazione.
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Dilaga il caos in Ecuador, paese in cui da ieri è in vigore lo stato di emergenza dopo la fuga dal carcere di Adolfo Macias, leader della banda criminale Los Choneros che ha stretti legami con il cartello di narcotrafficanti di Sinaloa, e il diffondersi di rivolte. Persone incappucciate e armate hanno fatto irruzione nel corso di una diretta della stazione televisiva TC costringendo il personale a sdraiarsi sul pavimento, mentre in sottofondo…
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Nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza dopo l’evasione del re del narcotraffico Uomini armati e con il volto coperto hanno fatto irruzione negli studi del canale televisivo «Tc Television» nella città di Guayaquil in Ecuador, minacciando le persone in studio. Il tutto è stato ripreso in diretta. Poco meno di un’ora dopo «unita’ specializzate» delle forze di sicurezza hanno fatto ingresso nello stabile per cercare di risolvere la…
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Un fotogramma della diretta televisiva con i narcos armati e mascherati - Web Armato di Kalashnikov e granate, il commando ha fatto irruzione nello studio del canale tv “Tc” di Guayaquil durante il programma in diretta del pomeriggio. Subito ha costretto il personale a sdraiarsi sul pavimento mentre uno dei giovani mascherati si è piazzato di fronte alla telecamera e ha detto: “Perché vi ricordiate che non si gioca con le mafie”.
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Un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione negli studi di TC Television network, nella città di Guayaquil in Ecuador, minacciando di avere delle bombe. Nelle impressionanti immagini trasmesse in diretta si vedono alcuni uomini con il volto coperto e i fucili in mano minacciare e terrorizzare il conduttore e tutta la troupe. Gli uomini sembrano avere anche mitra e granate. In queste ore…
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Uomini armata fanno irruzione in diretta nello studio di una tv in Ecuador. Un commando è entrato nello studio di TC Television a Guayaquil. Gli uomini, armati e dotati di esplosivi, hanno infilato un candelotto di dinamite nel taschino della giacca del giornalista José Luis Calderon. Le news fanno riferimento all'esplosione di diversi colpi di arma da fuoco dopo l'arrivo della polizia sul posto. Il segnale è stato interrotto.
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E indisturbata - fuga dal carcere di un principe del narcotraffico, ennesimo episodio del clima di insicurezza e violenza che ormai da anni attanaglia l'Ecuador, ha spinto il presidente Daniel Noboa a decretare lo stato di emergenza per due mesi su tutto il territorio nazionale. La misura, la prima di questo genere adottata da Noboa, insediatosi al potere a novembre, prevede l'immediato intervento dell'esercito in…
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Stato d'emergenza in Ecuador dopo evasione del super boss della droga 09 gennaio 2024 Quito, 9 gen. - L'esercito è schierato nelle vicinanze del Palazzo Carondelet a Quito, il palazzo presidenziale ecuadoriano, mentre l'Ecuador ha dichiarato lo stato di emergenza dopo la fuga del nemico pubblico n. 1, Adolfo Macias, leader dei "Choneros", una banda che ha monopolizzato il fiorente traffico di droga in Ecuador.
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Mo: Blinken al coordinatore Onu a Gaza, “rafforzare” meccanismo di aiuti Antony Blinken sottolinea l’“importanza” di rafforzare il meccanismo che fornisce aiuti umanitari alle popolazioni palestinesi ed agevolare il ritorno degli sfollati. Assieme al coordinatore delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari e la ricostruzione della Striscia di Gaza, Sigrid Kaag, il segretario di stato americano “ha sottolineato…
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Alabama – Nuova tragedia negli Usa legata alle armi. Questa volta la vittima è un bambino di soli 5 anni. Il piccolo è stato ucciso da colpi di arma da fuoco mentre era dal barbiere. Il bimbo era all’interno di un’abitazione a tagliarsi i capelli, quando qualcuno ha iniziato a sparare contro la casa a Bessemer, in Alabama. Colpito anche il barbiere, che è stato trasportato in ospedale. “È terribile quanto accaduto”, afferma la polizia di Bessemer, che indaga sull’accaduto per…
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Commando armato irrompe in uno studio televisivo: spari in diretta scritto su
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