Un videocontest con 6mila euro di montepremi ideato da Confartigianato Donne Impresa: scadenza il 20 marzo. Elisa Sedda e Norella Orrù (Confartigianato Donne Impresa): “Un contributo per creare una cultura d’impresa più aperta e inclusiva”. DONNE IMPRESA: Concorso Confartigianato per scuole per educare a parità genere Raccontare in un video di 1 minuto le imprese al femminile. E’ questa l’occasione che il Movimento Donne Impresa di Confartigianato vuole offrire alle studentesse…
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“Lo Stato italiano non ha seguito un approccio sistemico e strutturale nel colmare il gender gap. Non ha implementato politiche o strategie di investimento riguardanti il caregiving, il lavoro, l’empowerment, lo status economico, la segregazione verticale e orizzontale delle donne, gli stereotipi e la violenza contro le donne. Persiste l’inesorabile tendenza a reinterpr…
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Notizie decisamente preoccupanti per l'Italia dal Global Gender Gap Report stilato ogni anno dal World Economic Forum dal quale emerge che il nostro Paese occupa la 79esima posizione nella classifica dei paesi che lo hanno compilato: "un dato molto negativo, peggiore di quello dello scorso anno, quando eravamo al 63esimo, oggi siamo tra Uganda e Mongolia". Lo ha detto Naila Pratelli Program Manager Learning & Development, Valore D.
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Carriere discontinue e retribuzioni più contenute anche a parità di ruolo presentano il conto alle donne al momento di andare in pensione. Un gap di genere che può essere quanto meno ridotto, se non del tutto annullato, agendo dal lato della pianificazione finanziaria. Questione di sensibilità Uno studio di Boston Consulting Group rileva che un terzo della ricchezza globale privata è in mano alle donne.
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Cose da donne, insomma, dove si applicano «toppe» qua e là e i fondi si trovano e si allocano secondo le spinte variabili dell’opinione pubblica. Ma dove non si vuole sollecitare e sostenere un cambio culturale complessivo, l’unico che, coinvolgendo uomini e donne, può portare un miglioramento duraturo. Una miopia storica che ha portato l’Italia a uno spreco insensato di risorse umane e cervelli, a un mancato sviluppo economico e al gelo demografico.
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Sono ancora pochi i paesi che stanno cambiando le leggi in grado per ridurre le diseguaglianze di genere tra uomini e donne. Nonostante alcuni progressi, l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla disuguaglianza di genere sottolinea che il mondo stia sostanzialmente fallendo nel garantire alle donne gli stessi diritti di cui godono gli uomini. In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, istituita nel 1999, ecco una panoramica della…
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Il capo è uomo e il collega maschio guadagna almeno il 10% in più. I dati diffusi in occasione dell’8 marzo parlano chiaro: il gender gap in Italia e nel mondo non migliora e ci vorranno 131 anni per raggiungere le pari opportunità di genere, 169 anni se si guarda al solo campo economico (Global Gender Gap Report). Una questione di diritti, di legalità ed economica, visto che la parità di genere, anche solo del tasso di occupazione, porterebbe ad un aumento del Pil di dodici punti.
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Non solo nel mercato del lavoro, ma anche tra le mura domestiche, a scuola e all’università: il divario di genere tocca molteplici realtà. Secondo il Global Gender Gap Report, l’uguaglianza di genere è un obiettivo ancora lontano, specialmente per l’Italia, che raggiungerà le pari opportunità di genere tra 131 anni e l’equilibrio tra uomini e donne in campo economico tra 169 anni. In occasione dell’8 marzo, proponiamo una serie di grafici per esplorare le disuguaglianze che caratterizzano le principali fasi…
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La direttiva europea sulla trasparenza salariale, entrata in vigore lo scorso agosto, ma vincolante solo a partire dal giugno 2026, rappresenta un importante passo avanti nella lotta al gender gap. Niente più colloqui di lavoro al buio: sarà diritto del candidato conoscere prima le condizioni economiche offerte per una specifica mansione né d'altro canto le imprese potranno richiedere ai potenziali lavoratori informazioni sulla loro retribuzione nell'attuale posto di lavoro o anche…
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Sanremo. «In questa importante giornata internazionale per i diritti delle donne, vorrei dare un contributo concreto ai festeggiamenti di oggi, nella speranza di accendere un faro sulle reali condizioni delle donne. Credo che sia il modo giusto per omaggiare sinceramente le donne di tutte le età, religione e nazione che si trovano a vivere la propria quotidianità in una società ancora troppo dominata dalla figura maschile».
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M inistro iniziamo dall’appuntamento dell’8 marzo. Nonostante i miglioramenti in Italia continuiamo ad avere il tasso di occupazione femminile più basso d’Europa. Come governo, che strategia intendete mettere in atto per ridurre questo gap? Poco più di metà delle donne italiane hanno un lavoro. Una proporzione che è molto lontana dall’alta occupazione femminile, soprattutto del Nord Europa. È un problema, a mio parere, anzitutto di giustizia sociale ed è una priorità del…
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Quello della parità di genere non è un tema superato. A parlare sono i numeri. Secondo i dati Istat 2022, raccolti in questi giorni dal collega del «Cittadino» Aldo Papagni, nel Lodigiano, le donne occupate erano 43mila e 57mila gli uomini. Il tasso di occupazione femminile era del 60.3 per cento e quello maschile del 70,8. È vero che la situazione per le donne è migliorata, ma la differenza è marcata.
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In Italia quando si parla dei problemi delle donne, ci si concentra soprattutto – giustamente – sui diritti civili non rispettati o minacciati: aborto, nidi, congedo parentale, eccetera (come fossero problemi solo femminili e non di tutti). Ma sui diritti, purtroppo, il discorso politico-mediatico finisce subito in stallo, perché i partiti – come le persone nei bar e sui social – puntualmente si dividono.
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Dalla scuola alla pensione, il gap per le donne aumenta con l'eta' Dalla scuola alla pensione, il gap per le donne aumenta con l'eta'. "Serve una strategia integrata, no misure spot". Cosi' la statistica Linda Laura Sabbadini. (immagini di Enrica Di Battista) 05:26
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Le donne al lavoro in Italia aumentano e superano quota 10 milioni ma la fotografia dell'8 marzo resta sfocata. Per oltre sei donne su 10 (63%) l'attuale livello di parità di genere è insufficiente. Negativo è anche il giudizio sulla stabilità lavorativa (per il 62%) e, ancora, sulla sicurezza lavorativa (per il 59%) e sulla possibilità di fare carriera (per il 58%). Peggiore ancora il giudizio sulla parità di retribuzione rispetto agli…
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Divario retributivo di genere, («gender pay gap»), disparità di genere, lavoro domestico, welfare, investire sul lavoro femminile: sono termini e formule che abbiamo sentito ripetere spesso e che tornano attuali, ogni anno, in occasione dell’8 marzo. Chissà, forse perché il lavoro continua ad essere uno degli ambiti in cui i divari di genere sono più visibili. Molto spesso le donne incontrano maggiori difficoltà a trovare un impiego e a coprire ruoli di prestigio e responsabilità.
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TRENTO. Aumenta il gap salariale tra uomini e donne. Nel giorno simbolo delle politiche per la parità di genere (oggi, venerdì 8 marzo), i dati rilasciati dall'Istituto provinciale di statistica Ispat segnalano una realtà che appare molto diversa rispetto a quanto si propongono le campagne tese a riconoscere una piena omogeneità tra maschi e femmine. Nel 2022, secondo i dati Inps, per le lavoratrici a tempo pieno in…
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Oggi, venerdì 8 marzo, auguri a Giovanni; Faustino. Oggi è la Festa della donna. Mercati settimanali: Chiavari; Framura; santa Margherita Ligure. Proverbi: "Chi meno sa più presume". LA NOSTRA RASSEGNA STAMPA Il Secolo XIX. Festa della donna: "Donne e lavoro, Riviera sopra la media, ma la qualità dei contratti resta bassa"; "Contadine per coltivare l'amore. La scelta di Barbara e Raffaella"; "Il femminile nell'artte alla Società Economica"; "Festival comunicazione…
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Destò scalpore a Bologna nel 1525 la notizia della prima donna, Properzia de’ Rossi, entrata a far parte dell’importante cantiere di San Petronio: la “femmina schultora”, l’unica artista femminile presente nelle Vite cinquecentesche di Giorgio Vasari, aggiungendo scandalo a scandalo ottenne per le sue sculture una paga simile a quella dei colleghi scultori maschi. Una parità di stipendi per cui 500 anni fa non c’era alcuna sensibilità, ma che purtroppo ancora oggi è ben lontana…
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Il tema della parità tra uomini e donne ha molte facce, molti ostacoli e tanti orizzonti ancora lontani. Ma c’è un ostacolo più alto, quello che in qualche modo impedisce la piena realizzazione di tutti gli altri diritti: le poche donne che in Italia lavorano e la disuguaglianza in termini di opportunità, retribuzioni e carriere. Vorrei parlarne partendo da mia madre Laura. Erano i lontani anni ’60, poche donne a quel tempo non stavano in casa: lei aveva sempre rifiutato di fare solo la casalinga.
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L’Inter si appresta a viaggiare in direzione Bologna, dove andrà in scena un altro importante capitolo di questa Serie A. In ogni caso non sarà un giorno come tutti gli altri, per questo il regalo è meglio scartarlo in largo anticipo anziché aspettare l’ultima occasione a fine stagione IL GIORNO – L’8 marzo come ogni anno ricorre la Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, volgarmente chiamata “Festa della Donna” ma di festa in teoria non ha granché.
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