Come può diventare produttivo, cioè generatore di crescente fatturato e di benessere per le aziende italiane, il riavvicinamento politico con la Cina avvenuto durante il viaggio dei giorni scorsi a Pechino e Shanghai della presidente del consiglio Giorgia Meloni? Non solo con la vendita crescente di prodotti italiani in Cina, anche se queste avvengono attraverso alleanze fra aziende dei due paesi. Infatti, sono emerse nuove e interessanti opportunità nei numerosi colloqui che ho avuto personalmente, durante il viaggio di Meloni, con i vertici dei maggiori gruppi editoriali…
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Giorgia Meloni torna da Shanghai, e la domanda sul cibo è d'uopo: il suo piatto preferito sono stati gli spaghi, "quelli nel brodo". Il ramen, in altre parole. Una di noi: un po’ sbadata, che alle stranezze degli altri (aiuto!) preferisce la rassicurazione della cucina della nonna, e che ‘ste parole strane proprio non riescono a rimanerle in testa. Qual è stato il piatto preferito di Giorgia Meloni durante la sua visita in Cina? Gli spaghi, come se chiamano, quelli che stanno nel brodo.
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Si è conclusa la prima missione in Cina della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La premier, che si è trattenuta nel Paese orientale per 5 giorni, è ripartita da Shanghai alla volta di Parigi, dove insieme alla figlia Ginevra sarà a tifare azzurri alle Olimpiadi."Risultati concreti dalla missione in Cina: abbiamo aperto una nuova fase dei nostri rapporti bilaterali, soprattutto sul fronte economico e commerciale, adottando un Piano d'azione triennale e firmando 6 intese su…
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Ai tempi del governo Renzi, Giorgia Meloni vergò un tweet ferocemente contrario agli accordi commerciali che l'allora premier si accingeva a sottoscrivere a Pechino. «Visto che #Renzi è amico della #Cina chieda conto della concorrenza sleale che le imprese #cinesi fanno al nostro #madeinItaly», scrisse. Era il 14 ottobre del 2014. Oggi, il fondatore di Italia Viva si è tolto lo sfizio di ripubblicare il tweet meloniano, così…
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"Risultati concreti dalla missione in Cina: abbiamo aperto una nuova fase dei nostri rapporti bilaterali, soprattutto sul fronte economico e commerciale, adottando un Piano d'azione triennale e firmando 6 intese su materie cruciali, dalla cooperazione industriale alla tutela delle indicazioni geografiche, passando per la sicurezza alimentare. Obiettivo: aprire nuovi spazi alle nostre imprese e rimuovere gli ostacoli all'ingresso dei prodotti italiani nel mercato cinese
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Chiude il viaggio a Shanghai, centro nevralgico dell’economia e della finanza del gigante asiatico, tassello fondamentale del mercato cinese per le aziende italiane che muovono il loro business nel Dragone. Giorgia Meloni lascia la Cina dopo una missione di 4 giorni, tra le più lunghe da quando è al timone di Palazzo Chigi, per poi volare a Parigi, dove, ancora una volta con la figlia Ginevra al suo fianco, assisterà a una gara dei giochi olimpici per poi visitare Casa Italia.
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Chiusa, con la tappa di Shanghai, la missione del primo ministro Giorgia Meloni, si lavora a fissare i paletti della collaborazione industriale tra Italia e Cina sulla falsariga del nuovo Piano di azione triennale. Eredità di una missione estremamente pragmatica, in particolare rileva il piano industriale, ma ora tocca ai tecnici ministeriali di entrambi i Paesi ottimizzare il cambio di passo con Pechino coinvolgendo anche le istituzioni cinesi in Italia, tra cui Camera di…
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Giorgia Meloni, la Premier incontra a Shanghai il segretario municipale del Partito Comunista Chen Jining La premier Giorgia Meloni prosegue la sua visita ufficiale in Cina. La Presidente del Consiglio è arrivata a Shanghai dove ha incontrato il segretario municipale del Partito Comunista Cinese a Shanghai Chen Jining. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Giorgia Meloni ha incontrato a Shanghai il segretario del Partito Comunista cinese, Chen Jining. Oggi si conclude la missione diplomatica del governo italiano in Cina. Dopo una permanenza di 5 giorni, ora la premier è attesa a Parigi, dove seguirà gli azzurri alle Olimpiadi,
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Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi a Shanghai il Segretario del Partito Comunista Cinese della Municipalità di Shanghai, Chen Jining. Al centro dei colloqui i rapporti economico-commerciali con la Provincia di Shanghai, che ospita la più ampia comunita' imprenditoriale italiana. Condivisa la volontà di rafforzare la collaborazione in settori chiave quali l'industria, l'innovazione, il turismo e la cultura.
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Più fiere e sportelli bancari. Maggiori tutele dei brevetti e una gestione meno monodirezionale degli e-commerce dei colossi cinesi. Ma pure la ripresa degli incontri annuali tra i primi ministri e il gemellaggio dei rispettivi siti Unesco. Sono alcuni dei punti cardine delle sei intese su cui poggia la nuova cooperazione tra Italia e Cina improntata da Giorgia Meloni e dal premier Qi Liang, in occasione della prima visita a Pechino dell’italiana.
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Le interviste di Euronews a Roberto Vavassori, Presidente dell'Associazione italiana dell'industria automobilistica, e a Silvia Menegazzi, professoressa associata in studi cinesi all'Università Luiss di Roma PUBBLICITÀ È la prima volta dal 2019 che un premier italiano visita in Cina e la prima di Giorgia Meloni da quando ha assunto l'incarico. Un modo per rilanciare i rapporti tra Roma e Pechino e rafforzare la cooperazione economica dopo l'uscita dell'Italia dalla Via della Seta.
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Il viaggio di Meloni in Cina ha avuto l'effetto di guarire l'amnesia selettiva che spesso coglie i leader dell'opposizione, ma di mostrarne un certo analfabetismo funzionale o, più probabilmente, la solita malafede. Sia Giuseppe Conte che Matteo Renzi, infatti, in queste ore hanno correttamente ricordato che Meloni si è
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"Ovunque, insieme. Ti amo topolina mia": Giorgia Meloni lo scrive sui social postando la foto del suo arrivo in Cina per la visita ufficiale, con una dedica non politica ma legata alla sfera personale visto che il vezzeggiativo è rivolto alla figlia, Ginevra, che infatti accompagna la presidente del
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Ecco come l’Italia vuole inondare la Cina di esportazioni alimentari L'Italia vuole aumentare le sue esportazioni alimentari in Cina, che oggi ammontano solo a 580 milioni di euro. Ci sono però degli ostacoli che frenano la crescita, dai requisiti fitosanitari ai problemi legati alla diffusione della peste suina nel nostro Paese. Si temono inoltre ripercussioni dovute ai dazi imposti da Bruxelles sulle auto elettriche.
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