Il 18 febbraio, in aula a Los Angeles, Zuckerberg ha testimoniato nel processo che prova a spostare la discussione dai “contenuti” al design, accusando Meta di aver progettato i social per massimizzare permanenza e dipendenza
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L’industria tecnologica sta affrontando la sua crisi più profonda, un punto di svolta che molti osservatori paragonano ai grandi processi contro le multinazionali del tabacco degli anni Novanta. Al centro della bufera c’è Mark Zuckerberg, fondatore di Meta, ma con lui sfilano idealmente tutti i giganti della Silicon Valley, da TikTok a Snap, accusati di una colpa specifica e gravissima: aver progettato piattaforme che funzionano come…
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A Los Angeles si apre il primo grande procedimento giudiziario contro le piattaforme digitali, accusate di aver generato dipendenza e danni a migliaia di minori. L'ipocrita difesa di Zuckerberg davanti alla giuria, mentre le famiglie chiedono conto di ansia, depressione e suicidi dei propri figli Mercoledì scorso, in un’aula stipata della Corte superiore della California, contea di Los Angeles, un avvocato ha preso un pennarello e ha tracciato un omino stilizzato, accigliato.
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Dipendenza social nei giovani, Zuckerberg alla sbarra a Los Angeles in processo storico Il primo storico processo in corso a Los Angeles sulla dipendenza dai social. Testimone d’eccezione il fondatore del gruppo Meta che detiene anche Facebook. Chiamato a chiarire se le sue piattaforme siano state progettate per creare deliberatamente dipendenze. Servizio di Barbara Masulli
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Luca De Biase su Il Sole 24 Ore commenta oggi la deposizione di Mark Zuckerberg nel processo in svolgimento a Los Angeles contro alcune piattaforme accusate di aver creato pericolose dipendenze nei minori. Il patron di Meta si è semplicemente scusato per non aver potuto impedire l’iscrizione addirittura di bambini (il caso più clamoroso, quello dietro l’acronimo Kgm era su Instagram dall’età di 9 anni) e ha promesso che in futuro le sue società saranno più attente.
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Il fondatore di Facebook ha negato che massimizzare il tempo degli utenti su Instagram fosse l'obiettivo delle piattaforme Un’azienda dovrebbe aiutare, ignorare o approfittare delle persone «meno fortunate in termini di opportunità educative» o provenienti da contesti difficili? È la domanda provocatoria che l’avvocato dell’accusa, Mark Lanier ha posto in tribunale a Mark Zuckerberg, Ceo di Meta Platforms, la società madre di Facebook, Instagram e WhatsApp con oltre 3,5 miliardi di…
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Per qualcuno è una causa storica, simile a quelle contro le multinazionali del tabacco negli anni Novanta. Per altri non invertirà l’onda di marea che sta spazzando il mondo. A Los Angeles, il Processo ai social network dovrà rispondere a una domanda: le piattaforme come Instagram e YouTube hanno fatto abbastanza per proteggere gli utenti più vulnerabili, bambini e adolescenti in primis? A rispondere intanto è…
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Zuckerberg a processo, le accuse di una 20enne e le Big Tech che tremano L'accusa nei confronti di Zuckerberg è di "creare dipendenza per il profitto", ai giudici il compito di stabilire se sia vero. I dodici giurati dovranno decidere entro la fine di marzo se i social siano in parte responsabili dei problemi di salute mentale vissuti da Kaley. Il processo dovrà stabilire se Google e Meta hanno volutamente progettato le…
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Alle 9 in punto di mercoledì Mark Zuckerberg è entrato in un'aula della Corte superiore della contea di Los Angeles con un passo un po' ingessato, dopo essere stato accompagnato nell'edificio da una scorta che comprendeva due agenti del dipartimento di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti. L'udienza, presieduta dalla giudice Carolyn Kuhl, era gremita di spettatori e giornalisti, in molti casi accalcati sulle panche del tribunale.
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Mark Zuckerberg è tornato a sedersi al banco dei testimoni. Di fronte a lui una giuria, gli avvocati e una domanda che lo segue da anni. Durante un processo storico sulla presunta dipendenza dei giovani dai social media, ha ripetuto che l’azienda proprietaria di Facebook e Instagram non consente ai minori di 13 anni di utilizzare le sue piattaforme, anche quando gli avvocat…
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IL Ceo di Meta Mark Zuckerberg ha testimoniato il 18 febbraio 2026 davanti a una giuria del tribunale superiore della Contea di Los Angeles in un processo civile che accusa Instagram di aver progettato piattaforme che creano dipendenza nei minori, causando danni alla salute mentale. Il processo è un caso pilota intentato da Kaley G.M., una ventenne californiana di Chico, che sostiene che l'uso di Instagram iniziato a 9 anni abbia aggravato la sua depressione…
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Processo Meta, le reazioni dei genitori dopo testimonianza Zuckerberg 19 febbraio 2026 Los Angeles, 19 feb. - Dopo la testimonianza di Mark Zuckerberg nel processo di Los Angeles che accusa Meta e altre piattaforme di social media di progettare servizi dannosi per i minori, alcuni genitori hanno rilasciato dichiarazioni forti all'uscita dell'aula. Il procedimento è considerato un caso "campione" negli Stati Uniti, con migliaia di cause simili in attesa di essere giudicate.
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Dipendenza da social media, Zuckerberg testimonia al processo 19 febbraio 2026 Il Ceo di Meta Mark Zuckerberg è stato chiamato a testimoniare a Los Angeles in un processo storico che mette sotto accusa i social media per i danni causati ai giovani utenti. La ragazza che ha presentato querela, oggi 20enne, sostiene che l’uso precoce delle piattaforme l’abbia resa dipendente e abbia aggravato depressione e pensieri suicidi.
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Mark Zuckerberg ha testimoniato in un processo che vede Meta sul banco degli imputati insieme a Google per aver congegnato i social in modo da dare dipendenza e indurre gli utenti a passare più tempo sulla piattaforma
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— Il ceo di Meta Mark Zuckerberg chiamato da un tribunale di Los Angeles per testimoniare in un processo senza precedenti sulla dipendenza dai social media. L'accusa è che Instagram e altre piattaforme, fra cui anche Google, sarebbero state deliberatamente progettate per rendere dipendenti i giovani utenti. Il
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Quando Meta ancora si chiamava Facebook, nel 2021, il giornale britannico Guardian aveva lanciato una copertina piuttosto iconica. Un pollice in giù fuoriesce da un pacchetto di sigarette con scritto «Facebook». Ma al posto del “fumo uccide”, sulla confezione c’è scritto: “I social network sono diventati l’industria del tabacco del 21esimo secolo?”. Ascolta: Da Francesco a Papa Leone XIV, il borgo verde e tecnologico di Castel Gandolfo: un'esperienza aperta a tutti L’ANALISI È una domanda provocatoria ma quantomeno puntuale.
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NEW YORK – È arrivato poco prima di mezzogiorno alla Corte Superiore di Los Angeles, atteso da una folla di giornalisti e da un momento storico: il volto di un’epoca digitale, Mark Zuckerberg, fondatore di Meta, a cui fanno capo Facebook, Instagram e WhatsApp, ha deposto per la prima volta davanti a una corte, sotto giuramento, sulla sicurezza delle sue piattaforme usate da miliardi di persone. A…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 1' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Nell’ambito di un processo contro diverse piattaforme, il numero uno di Meta Mark Zuckerberg si è scusato del fatto che il filtro di Instagram per individuare e quindi bloccare l’accesso ai minori di 13 anni non abbia funzionato. Zuckerberg ha testimoniato a Los Angeles davanti ad una giuria in un processo che vede coinvolte diverse…
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«Se crei qualcosa di utile, le persone poi vorranno usarlo in modo naturale». Ha esordito così Mark Zuckerberg nella sua testimonianza al tribunale di Los Angeles. Nonostante le varie udienze che hanno visto il suo intervento al Congresso americano, è la prima volta, per il ceo di Meta, davanti ai giudici. «Se il consiglio di…
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Il ceo della holding che controlla Fb, Instagram e Whastapp chiamato per la prima volta a testimoniare – sotto giuramento – sulla sicurezza delle sue app Mark Zuckerberg testimonierà oggi a Los Angeles ad un processo storico sulla dipendenza dai social media, rispondendo agli avvocati della ‘vittima’ che accusa Instagram e altre piattaforme di essere progettate per creare dipendenza tra i giovani. Sarà la prima volta che il capo di Meta, con le sue controllate Facebook, Instagram, WhatsApp…
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Un aula di tribunale, dodici giurati e un testimone d’eccellenza, Mark Zuckerberg. Il fondatore di Meta – che tra i suoi prodotti include Facebook, Messenger, Instagram, WhatsApp e Oculus – sale oggi sul banco dei testimoni per affrontare quello che gli analisti definiscono un processo “spartiacque” per l’intera Silicon Valley. Il Ceo della Big tech, 41 anni, dovrà rispondere di fronte a una giuria popolare di un’accusa pesantissima: aver…
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Il procedimento in corso in California si concentra sugli algoritmi e le funzioni di piattaforme social come Youtube (di proprietà di Google) e Instagram, che indurrebbero dipendenza nei giovanissimi. Il processo potrebbe fare da apripista per migliaia di cause legali simili nel Paese Il ceo di Meta, Mark Zuckerberg è arrivato, circondato da una folla di giornalisti, al tribunale di Los Angeles dove testimonierà nel processo sulla dipendenza dai social media
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Il ceo di Meta, Mark Zuckerberg, salirà oggi sul banco dei testimoni in un processo considerato spartiacque, che potrebbe stabilire se i big dei social abbiano consapevolmente «agganciato» i minori alle loro piattaforme per profitto. Il 41enne a capo di Meta, che possiede Facebook, Instagram e WhatsApp, è il testimone più atteso nel processo in corso in California che si concentra sui danni alla salute mentale dei giovani e sulla creazione di dipendenza da parte di piattaforme…
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Il CEO di Meta, Mark Zuckerberg, salirà oggi sul banco dei testimoni in un processo considerato uno spartiacque giuridico. Il procedimento punta a stabilire se i colossi dei social media abbiano deliberatamente "agganciato" i minori alle proprie piattaforme per massimizzare i profitti, ignorando i rischi per la loro salute mentale. Il leader di Meta – società che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp – è il testimone più atteso del processo…
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