Di Alessandro Cammarano C’è stato un tempo in cui il Festival di Sanremo era un campo di battaglia simbolico: estetiche contro, generazioni contro, Paese contro se stesso. Quest’anno è stato un centro benessere. Luci soffuse, toni pacati, emozioni tiepide. Un’edizione talmente rassicurante da sembrare progettata da un comitato per la tutela del sonno leggero. La conduzione? Un esercizio di galateo istituzionale.
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Approfondimenti:
Un’edizione segnata dai drammatici venti di guerra. Parlare del Festival, in questo momento, fa rievocare la citazione cult di Boris, la celebre serie tv: “Un Paese di musichette mentre fuori c’è la morte”. Non è la prima volta che Sanremo deve fare i conti con quanto accade fuori dal palco. L’attualità che infuria e le canzonette: non deve essere stato facile nemmeno per i conduttori, che si sono limitati a qualche messaggio (facile e retorico) e a qualche appello alla pace, probabilmente inutile.
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Questo moscissimo Festival della canzone ha avuto due protagonisti, o forse tre. Il primo, naturalmente, è Carlo Conti. Davanti a Mara Venier, il conduttore ha difeso la sua direzione artistica respingendo i sospetti sulle presunte pressioni esterne per l’invito di Andrea Pucci: «Preferisco si dica che non so fare il mio mestiere piuttosto che si pensi che qualcuno mi obblighi a fare qualcosa». Ebbene, ci sia perdonato l’ardire: se proprio dobbiamo scegliere…
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Anche questo festival, per citare in qualche modo i sommi Vanzina, ce lo siamo tolti dalle scatole. Ma attenzione, è stato un festival molto importante perché ha detto tre o quattro cose su ciò che siamo diventati. Lo share che anche nella finale è diminuito non è una tragedia. E anche in prospettiva futura facciamocene una ragione. Cambia il mondo e perché non dovrebbero cambiare gli indici di ascolto? La società è frammentata e perché dovrebbe ritrovarsi in una cerimonia unificante? La realtà è secolarizzata…
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Facendo due conti, viene fuori che Sanremo 76, nonostante l’avvio enfisemico, ha finito per tirarsi su. Come il malato sollevato dalla pillola giusta. In finale il raccolto è un 68 per cento di share che fa rumore, con l’Auditel a certificare oltre undici milioni: numeri che rimettono in asse anche il format più notarile. Ma serviva davvero quel corposo plotone di reggileggio al servizio della litania da presentazione? Se la Rai avesse puntato fiches pesanti su un very very…
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Sicché Sanremo lo ha vinto la sigla del Boss delle cerimonie. Se non altro Nu matrimonio napulitano, che apriva il programma di Real Time, conteneva un filo d’ironia, che invece non sfiora minimamente il brano di Sal Da Vinci: "Con la mano sul petto / Io te lo prometto / Davanti a Dio / Saremo io e te / Da qui / Sarà per sempre sì". È il 2026 ma potrebb…
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Si potrebbe evocare una canzone, peraltro cantata durante la serata delle cover, per dire ciò che la giornata di ieri, da mattina a sera, ci ha fatto vedere. Insomma, era già tutto previsto. Era previsto che si sarebbero intrecciate la Storia e una delle microstorie che riempiono i vuoti della prima. Quando queste non vengono a sovrapporsi e un legame non ci può essere tra la “decapitazione” del regime degli ayatollah iraniani (e nessuno mi toglie dalla testa che è una lotta tra autocrazie consumate dal potere e altre che nascono, anche e forse soprattutto nelle…
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C'è il 20enne che ripudia la TV generalista, che vive di Tik Tok e sarcasmo. Eppure guarda Sanremo, anzi lo abita per fare a pezzi gli abiti della Pausini o per inventarsi i meme su chi capita. Cerca il "momento". Se succede un caso Blanco o Bugo e non lo vede in diretta, l'indomani rischia di essere un fantasma. C'è lo spettatore della terra di mezzo, ha 40 o 50 anni ed è cresciuto a pane e Festivalbar
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Sanremo. Non era facile per il bravo presentatore Carlo Conti districarsi tra le drammatiche notizie di guerra e l'altra faccia della realtà, un Festival di Sanremo da portare comunque a termine. C'è riuscito con grande professionalità e toni giusti, aiutato dalle altre persone sul palco, a cominciare dalla giornalista del Tg1 Giorgia Cardinaletti. E Festival sia, dunque. Il più omologato degli ultimi anni, senza squilli…
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La kermesse ha una chiara vena sociale: sul palco si sono susseguiti temi cari alle famiglie tradizionali, senza comizi e lustrini Lgbt. Per qualcuno è un difetto, in realtà (lo dice anche l’Auditel) questo festival piace.Un Festival di Sanremo più sociale e meno social. Più nazionalpopolare e meno ...
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Il commento Sanremo Top e Flop: comici e artisti internazionali evitano la noia, ma niente più belle statuine CASTAGNERI, CAVALLERI, SCARPA Si è conclusa una delle edizioni più noiose (almeno nella memoria recente) del Festival di Sanremo. Sul palco dell'Ariston, tutto è stato estremamente prevedibile e lineare, tanto che gli unici momenti a cui ci siamo aggrappati per non cadere nel torpore sono stati quelli che hanno coinvolto i comici: da Ubaldo…
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Chiusa la settimana di passione festivaliera, la città ligure pian piano si svuota dall’oceano di folla composto da curiosi, fan, uffici stampa e televisivi, troupe e quant’altro che l’hanno presa d’assalto per sette giorni. Al solito Sanremo fagocita tutto – anche se questa volta a strappargli l’apertura dei giornali e soprattutto siti online, è l’orrore della guerra e dell’attacco in Iran. Non è il centro del mondo, ma poco ci manca per un curioso cortocircuito interpretativo… Come è stata questa 76esima edizione? L’impressione – confermata da una perdita…
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Dalla conduzione agli artisti in gara, dagli ospiti ai brani sul podio. Ecco il pagellone dell'ultima edizione del Festival di Sanremo Saranno pure canzonette, ma quelle di Sanremo da sempre plasmano l’identità di un Paese e lo rassicurano sulla sua incapacità di musicare altro che non sia sole, cuore, amore. Un amore che spesso si strugge per Laura che non c’è e si dispera per Marco che è andato via: avrà anche ragione il…
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Sempre così il giorno dopo: sopravviveremo a Sanremo? Pare di sì. Anche questa volta ce l’abbiamo fatta, siamo ancora qui, reduci da cinque sere di luci, paillettes e televoti che cambiano il destino dell’umanità più di un vertice internazionale. Malgrado il presidente dal ciuffo biondo abbia tentato di cambiare i palinsesti imponendo un po’ di guerra sugli schermi, come se non ce ne fosse già abbastanza, ma imponendola con sobrietà, nel suo solito stile, spacciandola per qualcosa di sempre mosso da buoni propositi – ricorderete quello che sembrava…
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Anticipazioni TV All'indomani della finale di Sanremo 2026, arrivano i bilanci complessivi della 76° edizione del festival, l'ultimo di Carlo Conti (almeno così dice!). Sanremo 2026 è finito e all’indomani della finale della kermesse posso fare alcuni commenti su questo 76° Festival della Canzone Italiana. Carlo Conti è pronto ad abbandonare il timone, e stavolta davvero, dopo due anni di direzione artistica, che si sommano ai 3 precedenti, per un totale di 5 Festival organizzati e…
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Giunti a questo punto del Festival, si possono addurre tutte le giustificazioni possibili; una cosa, però, appare evidente: Sanremo 2026 non funziona, o quantomeno non è all’altezza delle edizioni precedenti. Sarebbe fin troppo semplice attribuire ogni responsabilità a Carlo Conti, che pure non ne è esente. Il nodo sta piuttosto nel «format Conti», poco adatto a una manifestazione di tale portata: eccessivamente…
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Dunque, da che cosa cominciare, con quali parole? Con quelle di Pippo Baudo, dall’oltretomba. Giusto dedicargli il Festival, senza dimenticare che negli ultimi anni si sentiva abbandonato dalla «sua» azienda. Accanto a Carlo Conti come co-host principale c’è Laura Pausini: una coppia che mescola tradizione e pop, lei con quella sua voce «brillantinata e birignaosa», brava come cantante ma aggiunge poco alla…
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Il Festival di Sanremo 2026 ha attirato l’attenzione non solo per le sue performance musicali, ma anche per le controversie legate al suo conduttore. Durante la serata conclusiva, Carlo Conti si è lasciato andare a un commento che ha acceso un acceso dibattito sui social media, mettendo in evidenza problematiche di genere e relazioni. Le polemiche sulle parole di Carlo Conti Il finale del Festival è stato caratterizzato da un’interazione tra Carlo…
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