La bella stagione e le vacanze estive si avvicinano, ma sempre più viaggiatori temono di rimanere a casa. Soprattutto dopo che Aci Europe, che rappresenta gli operatori aeroportuali dell’Unione europea, ha lanciato un preoccupante allarme sulle scorte di carburante in esaurimento. Se il blocco dello Stretto di Hormuz dovesse proseguire per ancora tre settimane, il carburante non basterebbe per rifornire gli aerei negli aeroporti europei.
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Tempo di revisione per le previsioni sui risultati annuali delle compagnie aeree statunitensi. Oltre un mese di conflitto con le conseguenze sul prezzo del petrolio e sulle possibili difficoltà di approvvigionamento del carburante hanno spinto gli analisti dei principali istituti specializzati a rivedere le stime, con movimenti al ribasso anche pesanti. E ulteriori indicazioni potrebbero arrivare anche dalle prossime trimestrali delle compagnie.
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L’attuale crisi in Medio Oriente, ha posto l’attenzione sul fatto della prossima scarsità del carburante per gli aerei. E se a breve non cambiera’ la situazione, le compagnie avranno due problemi : il costo del carburante residuo a disposizione per chi non ha hedging e la forzatura di ridurre gli operativi. Il tutto per non perdere troppi soldi e lasciarci le penne dal punto di vista finanziario e gestionale.
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I grandi aeroporti italiani, Roma-Fiumicino, Milano-Malpensa e Bergamo-Orio al Serio, ma anche Napoli-Capodichino, Roma-Ciampino e Milano-Linate, al momento non hanno alcun problema di carenza di carburante. E, almeno per ora, tranne per alcuni voli in Asia e in Medio Oriente, con alcune compagnie orientali e Lufthansa che hanno già annunciato riduzioni, non si prevede alcun taglio ai voli nazionali e internazionali da maggio ad agosto.
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Legata alla guerra in Iran e alla sostanziale chiusura dello stretto di Hormuz – rende l’adozione dei Saf (Sustainable Aviation Fuel) una priorità programmatica, soprattutto se si considera che per la loro produzione adesso si è scoperto anche che si possono impiegare energie rinnovabili. Un gruppo internazionale di ingegneri, capitanato dall'Università di Sheffield, ha sviluppato infatti un nuovo metodo che potrebbe azzerare la dipendenza dall'olio da cucina esausto, oggi usato come…
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Voli a rischio a causa del carburante. A lanciare l’allarme è l’Aci Europe, che rappresenta gli aeroporti dell’area Ue. Se lo stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane, scrive l’associazione in una lettera inviata al commissario europeo ai Trasporti Tzitzikostas, di cui dà notizia il Financial Times, a partire da maggio saremmo in una situazione di carenza sistemica di carburante per gli aerei.
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Se la situazione in Medio Oriente non si sbloccherà, si prospetta un’estate molto difficile non soltanto per i voli aerei ma per l’intera economia europea: il contenuto della lettera del Consiglio internazionale degli aeroporti europei
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Il Financial Times ha riportato che ACI Europe, l'associazione che rappresenta gli aeroporti dell'Unione Europea, ha inviato una lettera al commissario UE ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas in cui lancia un allarme esplicito: se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà "in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di jet fuel è destinata a diventare una realtà…
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«Con i prezzi del carburante raddoppiati nel mese di marzo, prevediamo costi più elevati sotto forma di tariffe aeree più costose durante e dopo Pasqua». Ryanair lo annuncia senza troppi giri di parole: i prezzi dei biglietti sono destinati a schizzare alle stelle. E per la Marca non è una cosa da poco. Basta pensare che la compagnia aerea opera di fatto oltre il 90% dei voli che decollano e atterrano all’aeroporto Canova
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