Reuters Il Consiglio presidenziale di transizione resta sulla carta. Nella realtà l'organismo incaricato di trovare una via d'uscita al caos in cui è precipitata l'isola non riesce a formarsi a causa dell'opposizione della gang - rappresentante dal boss Jimmy Chérizier alias Barbecue - e dei loro referenti politici. Dopo il rifiuto del partito Pitit Dessalin, legato all'ex presidente Jean Bertrande Aristide, a partecipare come gli altri componenti delle forze parlamentari, il Consiglio - che dovrebbe sostituire il…
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Chi è Jimmy Chérizier, detto Barbecue, diventato l'uomo più potente di Haiti che si trova sull'orlo di una guerra civile dopo gli attacchi delle gang criminali a uffici e carceri e le dimissioni del primo ministro Ariel Henri: "Vorrà diventare un politico prima o poi. Dice che non è un gangster e che sostiene il popolo ma non deporrà le armi".
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Si aggrava ulteriormente la crisi ad Haiti: il più grande carcere di Port-au-Prince, il penitenziario nazionale, è stato incendiato nella notte, riferiscono i media locali. L'incidente avviene a poco meno di due settimane di distanza dalla fuga dalla stessa struttura di 3.597 detenuti. Dopo l'evasione del 2 marzo, il carcere è stato completamente evacuato e non ci sono più reclusi, anche se ancora non è chiaro se il rogo possa aver messo a rischio il personale penitenziario eventualmente presente sul posto.
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Il ponte aereo annunciato dall'Onu tra Haiti e la Repubblica Dominicana per fornire aiuti umanitari alla popolazione haitiana colpita dalla crisi potrebbe diventare operativo "la prossima settimana": lo ha detto a Cnn il capo della Sicurezza del ministero degli Affari esteri dominicano, generale Mao Gómez Vásquez. Il militare ha rivelato che le autorità del suo Paese hanno chiesto ai loro omologhi di Haiti di creare un meccanismo per trasportare gli aiuti ed evacuare il personale…
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Era vana la speranza che l’accordo sulla creazione di un consiglio presidenziale di transizione ad Haiti, annunciato lunedì in Giamaica dopo le dimissioni di Ariel Henry, bastasse a riportare la calma nel paese. Jimmy “Barbecue” Cherizier, il potente capo della coalizione di bande criminali “Viv Ansanm” aveva subito spazzato via ogni illusione: la coalizione, aveva dichiarato, «non riconoscerà alcun governo risultante» dalle riunioni tenute in sede Caricom (la Comunità caraibica), in…
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Di Alberto Galvi – Grava l’incertezza su Haiti in attesa di un nuovo governo dopo le dimissioni del primo ministro Ariel Henry. La mossa è stata accolta con favore dagli haitiani, che sono esausti dopo mesi di crescente violenza tra bande. A seguito del viaggio di Henry in Kenya, la capitale Port-au-Prince è stata colpita da un’ulteriore ondata di attacchi di bande fortemente coordinate contro le forze dell’ordine e le istituzioni statali, che ha costretto decine di migliaia di persone a fuggire dalle…
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È accusato di uno dei peggiori eccidi nelle bidonville di Port-au-Prince ed è attualmente il più potente e temuto uomo di Haiti. Ha respinto il piano Usa per porre fine al caos nel Paese e dice di voler liberare la sua terra “dai politici tradizionali e dagli oligarchi corrotti”
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LIMA – Sono tre gli uomini che hanno in mano il futuro di Haiti. Tre leader diversi, per ruolo e peso politico. In questi drammatici giorni lavorano con le lobby dei grandi commercianti e i deputati in Parlamento. Trattano la formazione del Comitato politico di transizione, composto da sette membri e altri due esterni con diritto di voto, che sostituirà il presidente Ariel Henry, dimissionario, e…
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Non c'è pace per Haiti. Mentre il Paese sembra precipitare verso una nuova crisi politica e umanitaria. Appena due giorni fa il primo ministro Ariel Henry ha accettato di farsi da parte e dare spazio a una spinta regionale per una transizione di governo. I capibanda haitiani avevano chiesto la dipartita del leader che, insediatosi come figura di transizione, era rimasto al potere dal 2021, quando il presidente Jovenel Moise era stato assassinato.
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Ad Haiti gli scontri tra bande e le violenze sono all'ordine del giorno e oltre un milione di bambini (pari a un quarto del totale) vive in aree che sono controllate dai gruppi armati ed è intrappolato nel Paese. Loro e le famiglie sono rimaste senza cibo né servizi vitali. Fino al 3 Aprile è stato dichiarato lo stato di emergenza in tutto il Paese, intanto la situazione è particolarmente drammatica nella Capitale, a Port-au-Prince, dove i gruppi di bande criminali ora controllano circa il…
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Speciale per Africa ExPress Federica Iezzi Firmato a inizio mese un accordo tra Kenya e Haiti per l’invio di agenti di polizia kenyani sull’isola caraibica ormai in mano alla violenza delle bande armate interne. Di fronte alle richieste sempre più pressanti del governo haitiano e delle Nazioni Unite, nel luglio 2023, il Kenya ha accettato di guidare una missione di Sostegno alla Sicurezza Multinazionale (MSS – Multinational Security Support), composta da 2.500 agenti, a partire…
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Sono oltre un milione i bambini che, ad Haiti, vivono in aree controllate o sotto l’influenza di gruppi armati. La capitale dell’isola, Port-au-Prince, come afferma Save the children è controllata per circa il 90% da bande criminali. La situazione ad Haiti Più di un milione di bambini ad Haiti – un quarto dei bambini del Paese – vivono in aree controllate o sotto l’influenza di gruppi armati mentre la violenza diventa fuori controllo, lasciando le famiglie senza cibo e servizi vitali.
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Un quarto dei bambini del Paese - vivono in aree controllate o sotto l'influenza di gruppi armati mentre la violenza diventa fuori controllo, lasciando le famiglie senza cibo e servizi vitali. Lo afferma Save the Children. I gruppi di bande criminali ora controllano circa il 90% di Port-au-Prince e altre aree urbane si sono trasformate in "campi di battaglia", nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza fino al 3 aprile.
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Prosegue il caos nel Paese caraibico, sprofondato in una crisi economica e politica senza fine Gli abitanti di Port-au-Prince, Capitale di Haiti, cercano di riprendere la loro quotidianità durante una pausa dalle violenze delle bande criminali. Hanno riaperto diverse attività commerciali e banche, mentre continuano a rimanere chiuse scuole e stazioni di servizio. Una delle priorità della popolazione è l’accesso al denaro, considerando che gli istituti di credito sono rimasti chiusi per quasi 10 giorni a causa…
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L'ONU sta «lavorando per allestire un ponte aereo con la Repubblica Dominicana per la fluidità degli aiuti e la circolazione del suo personale», ha fatto sapere la missione, precisando che parte del personale sarà temporaneamente reinsediato all'esterno e che è previsto l'arrivo di altro personale per la crisi.
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Haiti, banche riaprono dopo 10 giorni di scontri 14 marzo 2024 Gli abitanti di Port-au-Prince, Capitale di Haiti, cercano di riprendere la loro quotidianità durante una pausa dalle violenze delle bande criminali. Hanno riaperto diverse attività commerciali e banche, mentre continuano a rimanere chiuse scuole e stazioni di servizio. Una delle priorità della popolazione è l'accesso al denaro, considerando che gli istituti di credito sono rimasti chiusi per quasi 10 giorni a causa degli attacchi delle gang.
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Nel frattempo uno dei partiti haitiani che, in base agli accordi raggiunti al vertice Caricom in Giamaica, avrebbe dovuto designare un membro del Consiglio presidenziale di transizione di Haiti, ha a sorpresa fatto marcia indietro e annunciato che non ne farà parte.
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Milano – Il cadavere di un ragazzo disabile abbandonato per strada intorno al quale si accalcano i maiali affamati. Poco più avanti altri corpi lasciati sotto il sole. Poi i boati degli spari, le voci di donne disperate. Il pianto dei bambini. Sono alcune delle istantanee che arrivano da Haiti, diventata ormai terra di nessuno, dove la legge viene imposta con il mitra dalle bande criminali padrone della capitale e dove le…
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Le Nazioni Unite evacueranno il personale non essenziale da Haiti a partire da oggi a causa della violenza delle bande che ha fatto precipitare il Paese caraibico in un rinnovato caos. Lo ha annunciato oggi un portavoce, senza però precisarne il numero.
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ROMA – Ha accettato di dimettersi il Primo Ministro e Presidente ad interim Ariel Henry, dopo i violenti scontri di questi giorni ad Haiti. Il piccolo stato caraibico è sull’orlo del collasso totale. I gruppi criminali che fino a poco tempo fa si combattevano per il controllo del territorio, adesso sembrano avere trovato persino una sorta di tacito accordo: unirsi per rovesciare il governo. Il casus belli sono state le dichiarazioni di Henry che la settimana…
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Con le dimissioni del primo ministro di Haiti, Ariel Henry, a seguito dei disordini che hanno travolto il Paese caraibico, si è aperto un nuovo fronte per la politica estera dell’amministrazione Biden nel “cortile di casa” degli Stati Uniti. Dall’immigrazione al confine meridionale, fino alla crescente influenza della Cina in America centrale e Sud America, passando per le tensioni in Ecuador, Washington deve fare i conti con una situazione sempre più complessa e instabile, dopo essersi concentrata per due…
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Dopo settimane di caos, nella notte tra lunedì e martedì il premier di Haiti Ariel Henry ha annunciato le dimissioni. La decisione è frutto delle pressioni provenienti da Kingston, Jamaica, dove l’unione Caraibica (Caricom) e gli Usa hanno stabilito una roadmap per uscire dalla crisi. Sarà costituito un comitato che avrà il compito di restituire la sicurezza in un Paese sotto scacco delle gang e …
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Il Paese è in preda a sconvolgimenti politici dopo le dimissioni annunciate dal primo ministro Ariel Henry Alcuni manifestanti si sono riuniti martedì a Port-au-Prince, capitale di Haiti, dando fuoco a pneumatici in mezzo a strade trafficate ed esponendo cartelli, nel mezzo degli sconvolgimenti politici in corso nel paese. Le proteste arrivano mentre Haiti si prepara per una nuova leadership dopo che il primo ministro Ariel Henry ha annunciato martedì che si…
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Aggrappato al potere con le unghie e con i denti, Ariel Henry aveva dalla sua parte solo il sostegno degli Stati Uniti e dei loro alleati. Così, venuto meno il loro appoggio, all’inetto e odiatissimo primo ministro de facto non è rimasta altra scelta che rassegnare le dimissioni. «Nessun sacrificio è troppo grande per il nostro paese», ha dichiarato da Porto Rico – dove si trova tuttora in attesa di recarsi negli Usa, che gli hanno assicurato piena ospitalità – esprimendo dolore per la perdita di vite…
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Violenza, terrore, fame tengono prigioniero un intero Paese. Mai nessuno Stato al mondo è stato condannato alla bancarotta eterna e immutabile quanto Haiti, costretta allora a risarcire i padroni degli schiavi liberati con 150 milioni di franchi in oro, una somma enorme mai finita di pagare
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Si dimette il premier di Haiti Il primo ministro haitiano Ariel Henry ha annunciato stamane all’alba che si dimetterà una volta creato un consiglio presidenziale di transizione, piegandosi alle pressioni internazionali per salvare il paese sopraffatto da bande violente che hanno scatenato una guerra civile secondo analisti e chiesa locale. Lo farà una volta istituito un consiglio presidenziale di transizione e selezionato un leader ad interim, hanno confermato ieri i leader della Comunità caraibica…
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Messo alle strette dalla comunità internazionale e dalle violente gang locali che stanno mettendo a ferro e fuoco l’intero Paese, il primo ministro di Haiti, Ariel Henry, ha annunciato le dimissioni, alle quali farà seguito l’insediamento di un Consiglio presidenziale di transizione. Un mandato ad-interim, così come quello che avrebbe dovuto portare Henry alla guida di Haiti in seguito all’assassinio del presidente Jovenel Moïse, ma che…
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Città del Vaticano La speranza di Haiti è nascosta in una piccola parrocchia ai piedi del Pic Macaya, il monte più alto della nazione caraibica. Una cappella cattolica quasi del tutto abbandonata, situata a Pourcine, località nell’entroterra montagnoso di Jérémie, che nemmeno un anno fa, nell'agosto 2023, si è trasformata in una comunità di fede fiorente che serve una popolazione di circa 4 mila abitanti in pace ed armonia.
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Di Giuseppe Gagliano – Il Comando Sud degli Stati Uniti ha informato di aver incrementato le misure di sicurezza presso la propria ambasciata in Haiti, insieme all’evacuazione di membri del personale considerati non indispensabili tramite un trasporto aereo militare, specificando che nessun cittadino haitiano è stato coinvolto in questa operazione. Questo chiarimento intende placare eventuali sospetti su una fuga di importanti funzionari haitiani a causa dell’escalation di violenza nel paese.
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Di Redazione Online Lo hanno annunciato i Paesi dei Caraibi (Caricom), riuniti a Kingston, in Giamaica, nel pieno della gravissima crisi istituzionale e di sicurezza in atto nell’isola caraibica Il primo ministro di Haiti, Ariel Henry, ha accettato di lasciare il suo incarico. Lo ha annunciato il presidente della Comunità dei Caraibi (Caricom), Irfaan Ali, nel corso di una conferenza stampa organizzata dopo un incontro in Giamaica sul Paese tormentato dalle violenze delle gang e in…
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