Si svolgerà a Salerno, il 27 marzo alle 18.30, l’incontro pubblico dedicato al tema della difesa delle nostre democrazie e libertà di cui godiamo da oltre 80 anni. Oggi l’Ucraina è lo scudo dell’Europa. Con la sua resistenza, sta guadagnando tempo per permettere ai Paesi europei di prepararsi e di investire finalmente nella propria difesa e nei loro eserciti. Viviamo anni drammatici che ci impongono di diventare adulti.
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La testata giornalistica The Hill, praticamente l’ufficio stampa del Partito Democratico, ora ammette candidamente quello che finora era tabù. Sono passati appena due mesi dall’insediamento di Donald Trump e, dopo un primo momento in cui la critica al tycoon ha seguito la strada della fallimentare campagna elettorale per le presidenziali, ora cominciano ad apparire ragionamenti meno fissati al passato.
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Gli appelli alla mobilitazione e all'unità nazionale non bastano più: gli ucraini che vogliono trattare quanto prima la fine della guerra sono aumentati del 30% La pace tarda, le bombe no. Lo sanno gli ucraini, entrati nel quarto anno di guerra con un bilancio alquanto tragico: circa un terzo della popolazione, 12 milioni di persone, richiede assistenza umanitaria, secondo le Nazioni Unite. Secondo fonti governative il Paese registra…
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In questo contesto l’attenzione sta convergendo su quella che potrebbe essere prima la tregua e poi la fine definitiva del conflitto e soprattutto su quelle che saranno le modalità di mantenimento della pace. Questa è una delle questioni fondamentali sulle quali dovrà essere costruita l’eventuale intesa, a sua volta base della nuova architettura di sicurezza europea e internazionale: non si tratta unicamente del fattore militare e dei rapporti bilaterali tra Ucraina e Russia, tra i nuovi confini e il loro monitoraggio da…
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IL CONFLITTO TRA RUSSIA UCRAINA, LO SCENARIO ATTUALE L’attuale scenario geopolitico,in cui si intrecciano accuse, contrapposizioni… Da Sergio Restelli L'attuale scenario geopolitico,in cui si intrecciano accuse, contrapposizioni e una retorica bellicistica,offre uno spaccato della complessità delle relazioni internazionali odierne. Da una parte, il Cremlino sottolinea come l'Europa si stia "militarizzando"e si stia trasformando in un "partito della guerra", un'affermazione che intende dipingere il…
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TREGUA PARZIALE IN UCRAINA di Orietta Moscatelli Al millecentodiciannovesimo giorno di guerra in Ucraina, la Russia ha concordato con l’America una tregua di trenta giorni limitata agli attacchi contro le infrastrutture energetiche, accettata l’indomani da Kiev. La de-escalation è frutto del secondo vertice telefonico del 18 marzo tra Vladimir Putin e Donald Trump, a cui vanno aggiunti contatti riservati confermati dal leader americano.
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ROMA (ITALPRESS) – Cosa sta succedendo tra Russia e Ucraina? A che punto sono le trattative? Quanto siamo ancora lontani dalla pace? L’ambasciatore Giampiero Massolo nella rubrica dell’Italpress “Realpolitik” ci aiuta a orientarci in un contesto geopolitico complesso come in pochi altri momenti storici. abr/mrv Riproduzione riservata
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L’Ucraina e il presidente Joe Biden hanno una grande responsabilità nello scoppio della guerra tra Kiev e Mosca, a scriverlo non è Russia Today o Sputnik, ma The Hill, non certo un giornale filo putiniano. L’autore, Alan J. Kuperman, in un articolo apparso il 18 marzo su The Hill, cerca di fare un po’ di chiarezza sulla disinformazione che per dieci anni il grande pubblico ha subito…
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Gentile Direttore, “è scoppiata la pace” mi verrebbe voglia di dire, se non fosse che questa locuzione molto invocata, tanto abusata strumentalmente, poco attuata in pratica, oggi è tanto lontana, quanto illusoria. I cosiddetti “buoni propositi” di Trump per far cessare la guerra in Ucraina si scontrano con la reale volontà dello ”zar” Putin di volere una cosiddetta “pace giusta”, locuzione anche questa che fa a pugni con la logica, perché non riesco a concepire una “pace ingiusta”, vera contraddizione in termini.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky con il presidente finlandese Alexander Stubb a Helsinki - Ansa La Russia controlla meno di un quinto del territorio ucraino, ma in realtà l’impatto sulla popolazione supera le percentuali indicate dalle mappe di guerra. Perché il 31,31% dei centri abitati è occupato e il 10,89% si trova lungo aree di conflitto attivo. Anche questi numeri pesano sul possibile negoziato.
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Non ha precedenti nella storia una telefonata così tanto attesa, con il fiato sospeso, da tutto il mondo. Forse basta questo a dar conto del grande cambiamento in corso nell’ordine mondiale: con la vistosa personalizzazione di un confronto mirato a decidere il destino di una nazione e, di fatto, di un intero continente. Ma, come dicevano un tempo i cinesi, “non importa se il gatto è rosso o nero, basta che prenda il topo”.
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Prima tregua (molto parziale) nella guerra in Ucraina, von der Leyen e Merz forzano sulle spese di riarmo | In In Primo piano | Di Di Paolo Soldini Condividi Facebook Twitter WhatsApp Email I russi sospenderanno per 30 giorni i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche dell’Ucraina. Per gli abitanti del paese aggredito sarà una buona notizia, visto che da molti mesi sopportano gli effetti tremendi di una crudele strategia messa in…
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Era il 24 febbraio 2022 quando Vladimir Putin ordinò l'invasione dell'Ucraina, sconvolgendo gli equilibri dell'Europa e dell'Occidente. Le sirene antiaeree entrarono per la prima volta in funzione a Kiev: il presidente russo giustificò l'invasione come "un' operazione speciale" per "denazificare" e "smilitarizzare" il Paese guidato da Volodymyr Zelensky. Ecco la cronologia degli oltre tre anni di guerra: 26 febbraio-1 marzo 2022.
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La Biblioteca Archivio del CSSEO, in collaborazione con East Journal e la casa editrice Morcelliana Scholé, organizza a Trento, nella “Sala conferenze” della Fondazione Caritro (Via Calepina 1), mercoledì 19 marzo 2025, alle ore 17,30, l’incontro dibattito Ucraina. La tregua: “Si, ma…” e la presentazione di La Guerra d’indipendenza ucraina. Come il conflitto ha cambiato il paese (2014-2024). Intervengono Fernando Orlandi e Matteo Zola.
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Romano Prodi, ex presidente della Commissione Ue ed ex presidente del Consiglio, è oggi a Salsomaggiore per un incontro con gli studenti, fa il punto della guerra in Ucraina e riafferma la necessità di un’Europa protagonista sulla scena geopolitica mondiale. Prodi è ospite dell'istituto Magnaghi-Solari di Salso nell'ambito del progetto Peses promosso dall'Università Cattolica. Il progetto è diretto dal professor Carlo Cottarelli
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