L'attore torna sulla sua 'battaglia' in un'intervista alla Campari Lounge a Venezia: "Il pubblico italiano tornerà ad avere fiducia nel cinema italiano quando vedrà gli attori italiani entrare nelle produzioni internazionali" “Io sono un po’ stanco di essere additato con un cliché dell’italiano fatto in un certo modo“. E’ un passaggio dell’intervista di Pierfrancesco Favino alla Campari Lounge della mostra di Venezia.
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“Il pubblico italiano tornerà ad avere fiducia nel cinema italiano quando vedrà gli attori italiani entrare nelle produzioni internazionali. È la piccola battaglia che io sto facendo per la quale dico che i ruoli italiani devono essere interpretati da attori italiani è perché nel momento in cui Alessandro Borghi, Sabrina Impacciatore, un Luca Marinelli sono in una produzione internazionale, improvvisamente il pubblico italiano si sente rappresentato in quello che considera essere il…
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“Il pubblico italiano tornerà ad avere fiducia nel cinema italiano quando vedrà gli attori italiani entrare nelle produzioni internazionali. È la piccola battaglia che io sto facendo per la quale dico che i ruoli italiani devono essere interpretati da attori italiani è perché nel momento in cui Alessandro Borghi, Sabrina Impacciatore, un Luca Marinelli sono in una produzione internazionale, improvvisamente il pubblico italiano si sente rappresentato in quello che…
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Pierfrancesco Favino accende la scintilla della polemica al Festival del Cinema di Venezia e lo fa a margine della proiezione di Adagio di Stefano Sollina. “I Gucci avevano l’accento del New Jersey non lo sapevate?”. Cosa intende dire? Il riferimento ben chiaro è alla serie House of Gucci di Ridley Scott dove la famiglia italiana della…
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La Mostra del Cinema di Venezia 2023 è da tempo iniziata e sta proseguendo con una polemica bella grossa, ad aizzare il fuoco è Pierfrancesco Favino, uno degli attori più noti e rispettati d’Italia. Favino riferendosi al film Ferrari presentato proprio in Laguna, ha espresso apertamente la sua frustrazione riguardo alla pratica dell’industria cinematografica straniera di far interpretare ruoli italiani da attori non italiani.
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«Sono stanco di accettare che attori stranieri interpretino italiani come Ferrari». Pierfrancesco Favino, sabato alla Mostra del cinema di Venezia, è stato categorico e senza mezzi termini nel lanciare la sua battaglia agli stereotipi con cui l’Italia viene rappresentata all’estero. L'occasione (perfetta) per aprire anche in Italia il dibattito sull'appropriazione culturale, che negli ultimi anni sta…
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Va dato atto al centrodestra al potere di aver rimesso al centro del dibattito il tema della italianità, e quindi della cultura nazionale. Era infatti abbastanza paradossale che quella che, in tutto il mondo, viene riconosciuta come una cultura specifica e dai tratti ben definiti, in Italia fosse sacrificata del tutto alle mode culturali esterofile che hanno avuto il predominio nella seconda parte del Novecento come reazione ad un molto presunto “provincialismo” della cultura italiana precedente.
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Terzo film italiano in concorso passato qui a Venezia, il film Adagio di Stefano Sollima, regista abituato a lavorare negli Stati Uniti e che sa usare molto bene i generi, sembra dirci qualcosa in più sulle diverse anime del cinema italiano di oggi. L'impressione è che quando il nostro cinema fa film in tutto e per tutto «italiani» e riconoscibili come «italiani» per stile, storie, respiro, un certo compiacimento autoriale - non riesce a convincere del tutto.
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Pierfrancesco Favino non ci sta e sbotta chiedendo a ciascuno di fare la propria parte, «fare sistema». La sua battaglia riguarda il modo in cui il cinema straniero guarda all'Italia in tema di stereotipi, che è una storia vecchissima di pizza e mandolino, ma anche di interpretazioni. «I Gucci avevano l'accento del New Jersey non lo sapevate?», dice ironico citando la produzione di Ridley Scott House of Gucci a margine…
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La questione dell'appropriazione culturale è di moda, specie negli Stati Uniti. Ma Pierfrancesco Favino la porta per un attimo al centro della Mostra del Cinema di Venezia. «Non si capisce perché attori di questo livello – cioè Toni Servillo, Adriano Giannini, Valerio Mastandrea, accanto a lui durante la conferenza
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La prima polemica di questo Festival del Cinema di Venezia l'accende Pierfrancesco Favino, che ha fa un appello in difesa del cinema italiano e accusa gli americani di "appropriazione culturale". Al centro del dibattito il film di Michael Mann 'Ferrari', in cui l'attore Adam Driver interpreta Enzo Ferrari. Ed è proprio la scelta del cast (straniero) che fa indignare l'attore italiano, che in occasione della presentazione del nuovo film di cui è…
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La squadra è forte, comprende Toni Servillo, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini, Francesco Di Leva. Potrebbero essere, visti tutti insieme, nel film di Stefano Sollima Adagio, ieri in Mostra, i nuovi colonnelli del cinema italiano, paragonabili a quelli che animarono l’età dell’oro di Sordi, Mastroianni, Manfredi, Gassmann, Tognazzi. Il punto, insiste Pierfrancesco Favino,…
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Amato: “La strage di Ustica fu causata da un missile francese. Doveva uccidere Gheddafi, ma Craxi lo avvertì. La Nato e Macron parlino” di F. Q. | 2 SETTEMBRE 2023 L’aereo DC-9 che il 27 giugno 1980 si spezzò nei cieli di Ustica, precipitando nel mar Tirreno e uccidendo 81 persone a bordo di un […]
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Pierfrancesco Favino sostiene il cinema italiano alla 80esima Mostra del Cinema di Venezia, chiedendo di non accettare la stranezza che un attore americano interpreti un ruolo italiano. L'attore sottolinea l'importanza di reagire per guadagnarsi il rispetto e di non accettare che l'italianità diventi un cliché.
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Mads Mikkelsen, divo danese di fama mondiale, si divide tra il mainstream hollywoodiano — la serie Hannibal, le saghe di Animali fantastici e Indiana Jones, è film autoriali del suo Paese, La caccia e Un altro giro con Thomas Vinterberg e A Royal Affair di Nikolaj Arcel. Proprio con questo regista è tornato alla Mostra con lo storico Bastarden, in concorso. È la storia di Ludvig Kahlen, capitano …
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Pierfrancesco Favino ha da obiettare ad Adam Driver di non essere italiano. Come certi genitori del Paese profondo (io Paese Reale non lo scrivo neanche sotto tortura, ok?) che osteggiano fidanzate extra territoriali, specie extra Ue perché povero figlio mio, chissà cosa ti fa mangiare quella quando torni a casa da lavoro, sempre ammesso che la trovi. Mi scuso per il paragone, ammetto che è reso possibile dalla decontestualizzazione.
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Cosa ha detto veramente Favino? Il grande attore italiano, in concorso con ben due film al Festival di Venezia 2023, è al centro delle polemiche dopo alcune frasi estrapolate da un discorso più ampio durante una masterclass tenuta presso la Campari Lounge e diffuse in rete nelle ultime ore. Secondo quanto riportato dai giornali Pierfrancesco Favino se la sarebbe presa con le produzioni…
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Il Lido di Venezia è stato recentemente scosso da una polemica che ha animato l’80esima edizione della Mostra del Cinema. La mancanza di attori sul tappeto rosso, a causa dello sciopero di Hollywood, ha già pesato sull’atmosfera della manifestazione. Ma a riaccendere i riflettori è stata l’intervista di Pierfrancesco Favino, protagonista del film “Adagio” di Stefano Sollima, che ha espresso il proprio dissenso riguardo alla scelta di affidare ruoli italiani a attori…
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In occasione della conferenza stampa dedicata a Adagio, nuovo film di Stefano Sollima in concorso all’80esima edizione del Festival di Venezia, Pierfrancesco Favino ha contestato la scelta di Michael Mann di scegliere un cast non italiano per il film Ferrari, presentato in concorso a Venezia. L’attore si è scagliato duramente contro il film, definendo la scelta “appropriazione culturale”. “I Gucci avevano l’accento del New Jersey non lo…
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La Mostra del Cinema di Venezia si è aperta ufficialmente al pubblico lo scorso mercoledì con il film “Comandante,” interpretato da Favino, sostituito all’ultimo momento con il tanto atteso “Challengers” di Luca Guadagnino posticipato al prossimo anno a causa degli scioperi sul suolo hollywoodiano. In seguito, sono state proiettate altre pellicole altamente anticipate, tra cui “Povere Creature” di Yorgos Lanthimos, “Finalmente L’alba” di Saverio Costanzo…
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“Se un cubano non può fare un messicano, perché un americano può fare un italiano? Solo da noi”. Questa la provocazione lanciata da Pierfrancesco Favino che critica aspramente la scelta di aver fatto interpretare l’italianissimo Enzo Ferrari all’americano Adam Driver. La storia si ripete, “I Gucci avevano l’accento del New Jersey, non lo sapevate?”, prosegue l’attore – protagonista al Festival del cinema di Venezia con il film “Comandante” – facendo ironia sul film “House of Gucci” di Ridley…
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Pierfrancesco Favino, attore spesso incensato dalla sinistra come nuova espressione delle cultura italiana d'alto livello, si è improvvisamente scoperto sovranista. Un sovranismo di convenienza, ovviamente, ma pur sempre parte di quel sistema che prevede la tutela di ciò che è relativo alla patria rispetto alle dinamiche della globalizzazione. L'occasione per dimostrare il suo pensiero in tal senso è il film "Ferrari" di Michael Mann con Adam Driver nel ruolo del…
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«C'è un tema di appropriazione culturale, non si capisce perché non io ma attori di questo livello», dice rivolto ai colleghi nel film Toni Servillo, Adriano Giannini, Valerio Mastandrea, «non sono coinvolti in questo genere di film che invece affidano ad attori stranieri lontani dai protagonisti reali delle storie, a cominciare dall'accento esotico. Se un cubano non può fare un messicano perché un americano può…
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Pierfrancesco Favino è tornato a scagliarsi contro quella che considera una vera e propria perdita di prestigio della nostra industria cinematografica sulla scena internazionale. Nel corso degli incontri stampa avvenuti nelle ultime ore nella cornice dell’80^ Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la star ha ripreso il discorso – già affrontato in precedenza con toni piuttosto accesi – riguardante la percezione degli attori…
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Come in Comandante, altro film – quello d’apertura – in Mostra di cui Favino è protagonista, l’attore 54enne giganteggia sul resto del cast (Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Adriano Giannini e Francesco Di Leva). E fa dimenticare di essere un attore aiutato da una dose abbondante di make-up e protesi. È-semplicemente-Romeo. Siamo ormai abituati alle metamorfosi incredibili di Pierfrancesco. Ma, per sicurezza e per puro piacere, ripercorriamo qui le più clamorose a partire dalla più recente.
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Dalla Mostra del cinema di Venezia, Pierfrancesco Favino lancia un appello e chiede di «fare sistema» affinché i personaggi italiani nei film vengano interpretati da attori italiani. La battaglia (ormai nota) dell’attore-protagonista del film Comandante – che ha aperto la kermesse cinematografica 2023 – riguarda infatti il modo in cui il cinema straniero guarda all’Italia in tema di stereotipi. «I Gucci…
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Piefrancesco Favino finisce al centro di una forte polemica dopo le sue ultime dichiarazioni nei confronti del collega Adam Driver e del film Ferrari di Michael Mann, in concorso al Festival di Venezia e dove il divo americano interpreta il personaggio di Enzo Ferrari. L'attore italiano, infatti, in occasione della presentazione del nuovo film di cui è protagonista, Adagio di Stefano Sollima, in concorso anche questo a Venezia…
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