Spagna, Pedro Sánchez “el Inmortal”: le chiavi per comprendere il nuovo governo Inizia il Pedro (Sánchez) III. La Spagna trova una nuova quadra e un nuovo primo ministro dopo le elezioni del 23 luglio 2023, che lasciarono il Paese in uno stato d’incertezza. Come si è arrivati al Sánchez III Nonostante la vittoria dello storico partito di destra, il Partido Popular (guidato da Alberto Feijóo), i numeri in Parlamento non erano sufficienti per ottenere una maggioranza.
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Una cinquantina di ex militari spagnoli ha scritto un manifesto in cui ha chiesto all'esercito di destituire il neo eletto presidente del Governo Pedro Sanchez e convocare elezioni. In altre parole, un colpo di Stato.
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Non bastavano gli attacchi dell’estrema destra in Parlamento e la violenza degli ultrà nelle piazze: ora nelle proteste contro l’investitura di Pedro Sànchez a presidente del nuovo governo in Spagna intervengono anche gli anziani. Precisamente i militari franchisti in pensione. Una cinquantina di alti ufficiali delle Forze Armate in congedo ha infatti firmato un documento in cui si chiede…
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Il leader socialista è stato riconfermato dal Parlamento alla guida del governo di un Paese che appare sempre più diviso e su cui pesa la legge di amnistia concessa ai separatisti catalani, in cambio del loro sostegno Pedro Sánchez ha giurato come primo ministro della Spagna al Palazzo della Zarzuela, a Madrid, di fronte al re Filippo VI. È la terza volta che il segretario del Partito Socialista Operaio Spagnolo assume questo ruolo.
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Con 179 voti a favore e 171 contrari il Parlamento spagnolo ha concesso la fiducia al leader socialista Pedro Sanchez che, per la terza volta nella sua vita politica, è stato eletto presidente del governo. Confermata l’intesa sull’amnistia tra il Psoe e gli indipendentisti catalani, mossa che ha diviso il Paese e che soprattutto ha ribadito la sete di potere del socialista, disposto a tutto pur di non mollare la poltrona.
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