Le Borse europee "brindano" alla tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, condizionata alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Uno scenario che ha provocato il crollo del prezzo del petrolio e del gas, con gli investitori che vedono allontanarsi un aumento dell'inflazione e l'intervento delle Banche centrali sui tassi d'interesse. Sul fronte valutario, l'euro è in risalita sul dollaro (1,1682 sul biglietto verde).
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Nella seduta di martedì 7 aprile il Dax future (scadenza giugno 2026) è stato respinto dai 23.590 punti e ha subito una brusca correzione intraday, con i prezzi che sono scesi fin sotto i 23.030 punti. La situazione tecnica di breve termine rimane quindi contrastata: prima di poter iniziare una risalita di una certa consistenza sarà pertanto necessaria un’adeguata fase riaccumulativa. Un allungo dovrà affrontare un duro ostacolo a quota 24.400 punti.
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Chiusura del 7 aprile Frazionale ribasso per l'indice dei titoli tedeschi a media capitalizzazione, che chiude gli scambi con una perdita dello 0,63%. Lo status tecnico di medio periodo dell'indice MDAX ribadisce la trendline negativa. Tuttavia, analizzando il grafico a breve termine, si evidenzia un andamento meno intenso della linea ribassista che potrebbe favorire uno sviluppo positivo della curva verso l'area di resistenza individuata a quota 29.359,4.
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Chiusura del 7 aprile Ribasso composto e controllato per il principale indice di Francoforte, che archivia la sessione in flessione dell'1,06% sui valori precedenti. Il grafico attuale del DAX evidenzia una fase di ripiegamento della curva al test del pavimento individuato in area 22.556,7. In caso contrario, elementi positivi potrebbero spingere il titolo verosimilmente fino al tetto rappresentato dal top 23.292,7.
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