Telefonata fake, Meloni "Il mio consigliere diplomatico si è dimesso" 03 novembre 2023 ROMA (ITALPRESS) - "Il mio consigliere diplomatico Francesco Talò ha rassegnato questa mattina le sue dimissioni, lo voglio ringraziare per questo gesto di responsabilità di una persona che ha lavorato tantissimo". Lo ha detto il premier Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri, rispondendo a una domanda sullo scherzo telefonico di due comici russi.
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«Stamattina il mio consigliere diplomatico Francesco Talò ha rassegnato le dimissioni». Lo ha affermato la premier Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa che a fatto seguito al consiglio dei ministri. Scherzo a Meloni, le parole del premier Quella della telefonata dei due comici russi è stata una vicenda «gestita con leggerezza che ha esposto la nazione», ha aggiunto chiarendo che…
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"La telefonata è stata rilanciata prima di tutto da programmi organici alla propaganda del Cremlino e questo dovrebbe indurre a riflettere chi sta facendo da megafono a questi comici che ieri in tv" hanno detto di non avere legami con il Cremlino. La premier Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa convocata dopo il Cdm, risponde così alle domande sulla telefonata che ha avuto con i due comici russi.
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Il consigliere diplomatico Francesco Talò ha rassegnato le prorpie dimissioni dopo essere finito nel mirino delle polemiche (e dell'opposizione) in seguito allo scherzo telefonico ad opera di un duo comico russo di cui è stata vittima la premier Giorgia Meloni. Scherzo Giorgia Meloni, cosa è successo? Dalla mail all'offensiva ibrida: così i comici russi hanno beffato Palazzo Chigi. Tajani: «C'è stata superficialità» «Stamattina il…
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Cosa si dice e cosa non si dice sulle comiche russe in Italia Fatti e commenti sul caso della telefonata orchestrata dai comici (comici?) russi con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. La lettera di Francis Walsingham Caro direttore, tu mi inviti a leggere meglio e in maggiore quantità i giornali italiani e non solo quelli stranieri; e io mi sto impegnando. Ma sulla vicenda della telefonata orchestrata dai comici (comici?) russi con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ho compulsato anche…
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Mosca usa la finta telefonata per attaccare il premier. È la prova che dietro c’era un piano. Intanto l’autore della chiamata va a La7 e getta la maschera: "Giusto invadere l’Ucraina". Parole pesanti che svelano ciò che c'è dietro al duo comico che ha alzato la cornetta per far scattare una trappola contro Giorgia Meloni. Non è cabaret, quella telefonata è vera e fa parte di un’operazione di “disinformatia".
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La telefonata tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i comici russi Vovan e Lexus, in cui questi ultimi impersonavano un leader africano, è durata mezz’ora e la premier non si sarebbe accorta che si trattava di uno scherzo. Lo ha detto, ospite di ‘Otto e mezzo’ su La7, Lexus (al secolo Aleksei Stolyarov), uno degli autori della finta chiamata. “Siamo stati mezz’ora a parlare, se ha così tanto tempo da spendere…”, ha risposto Lexus alla domanda se Meloni si fosse accorta di qualcosa.
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Escono volentieri dal cono d’ombra, Lexus & Vovan, ora che lo scherzo telefonico a Giorgia Meloni è andato in onda e ha creato un caso in Italia e nel mondo per il (nuovo) buco nei sistemi di sicurezza dei canali diplomatici occidentali. Uno dei due comici russi, Lexus, dopo aver parlato nelle scorse ore con Fanpage, è stato ospite questa sera di Lilli Gruber da Otto e mezzo. E pur rifiutandosi di dare dettagli…
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“Pronto, è in casa Bubo”? Al telefono c’è Totò, nel film “Totòtruffa ‘62”, in cui si finge ambasciatore del Catonga. Scena imperdibile del grande attore napoletano. Invece di Bubo, due straordinari cialtroni russi, i comici Validimir Kuznetosv e Alexy Stolyarov, hanno chiesto al telefono se “fosse in casa” Giorgia Meloni, presidente del consiglio in quel momento nel suo ufficio di Palazzo Chigi: Giorgia “era in casa” e gliel’hanno passata.
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Scherzo a Meloni, Mulé: "Alzare antenne per controllo e filtro. Ucraina? Non cambia nulla" 02 novembre 2023 Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, membro di Forza Italia, ha espresso la sua posizione in merito allo scherzo telefonico realizzato dal duo comico russo Vovan e Lexus e di cui è stata vittima la premier Giorgia Meloni. "Vicenda che farà alzare ancor di più le antenne in materia di controllo e di filtro.
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“Il presidente del Consiglio l’aveva capito subito’’. A parlare della telefonata di Giorgia Meloni è Alfredo Mantovano, rispondendo a chi gli chiedeva quando la premier avesse compreso di essere caduta in una ‘trappola’ telefonica capace di bucare tutte le difese - di intelligence e diplomatiche - che tutelano il capo del governo…
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Non solo la nostra premier è caduta nella trappola della coppia di comici russi. Nonostante la grande attenzione alle interferenze di Mosca, i due hanno colpito spessissimo I servizi segreti di ogni stato europeo sfornano continui report sulla cyber sicurezza e gli attacchi ibridi provenienti da Mosca, la Commissione europea si è data delle regole e degli obiettivi precisi per elevare al massimo livello possibile la protezione dagli attacchi cibernetici e dall’infiltrazione russa nei…
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Un'Italia isolata, debole e vittimista: cosa ci dice la telefonata dei comici russi a Giorgia Meloni
Lo scherzo dei comici russi non è uno sfortunato incidente di percorso, ma un episodio gravissimo sul piano della sicurezza interna e della credibilità internazionale dell'Italia. Anche perché mostra come la Presidente del Consiglio sia consapevole di essere isolata e poco rispettata sul piano internazionale.
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PlayStop Prisma di venerdì 03/11/2023 Notizie, voci e storie nel mattino di Radio Popolare, da lunedì a venerdì dalle 8.35 alle 10.00. Un lungo spazio di approfondimento tra storie vicine e lontane, con i fatti del giorno e i reportage. Nell’epoca delle verità uniche saremo "Prisma". In studio Lorenza Ghidini, in redazione Massimo Alberti PlayStop Note dell’autore di venerdì 03/11/2023 Un appuntamento quasi quotidiano, sintetico e significativo con un autore, al microfono delle voci di Radio Popolare.
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Nei suoi scherzi telefonici il duo russo di comici Vovan e Lexus, che ha interpretato il presidente dell’Unione africana, Azali Assoumani, per mettere nel sacco la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, si è spacciato per Greta Thumberg, per Vladimir Putin, per l’ex presidente della Svizzera Ueli Maurer e, sopratutto, per diverse personalità politiche dell’Ucraina, come l’ex presidente Petro Poroshenko e l'attuale Volodymyr Zelensky.
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