Mercoledì 18 febbraio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Sei medici del reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Ravenna, come fatto dovuto, con l’accusa di falso ideologico continuato in concorso in riferimento alla…
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Altre informazioni:
La Società Italiana Medicina Diagnostica e Terapeutica esprime profonda preoccupazione dopo la perquisizione nel reparto di Malattie Infettive: “Indagini sì, ma senza atti intimidatori”. Un duro colpo alla serenità del personale sanitario e un potenziale rischio per la continuità delle cure. Con queste premesse, la SIMEDET (Società Italiana Medicina Diagnostica e Terapeutica) ha preso una posizione netta in merito all’indagine della Procura di Ravenna che, il 13 febbraio 2026…
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True Fabio Amendolara Baco nei Cpr, rifiutando la visita gli stranieri vagano per il Paese Ansa Oltre al caso dei medici pro immigrazione, emerge la falla della valutazione clinica.È dall’analisi delle statistiche che sarebbe partita la segnalazione dello Sco, il Servizio centrale operativo della polizia di Stato, che ha prodotto l’iscrizione nel registro degli indagati della Procura di Ravenna di otto medici (sei donne e due uomini) del reparto di Malattie infettive.
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Un senegalese di 25 anni arrestato dopo avere molestato e palpeggiato sette lavoratrici tra stazione e biblioteca. E un 26enne del Gana diventato celebre alla cronache locali dopo avere distrutto la pensilina dei bus davanti alla stazione ferroviaria e avere commesso un furto in un supermercato del centro. Due storie di vita differenti con un denominatore comune: in entrambi i casi i certificati medici avevano messo nero su bianco il no al trasferimento in un centro di permanenza per i rimpatri…
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– Lui aveva palpeggiato sette lavoratrici tra la stazione e la biblioteca Classense. E l’altro era diventato celebre alla cronache locali dopo avere distrutto la pensilina del bus davanti alla stazione ferroviaria e avere commesso un furto in un supermercato di via Diaz. Si tratta rispettivamente di un senegalese di 25 anni e di un 26enne del Gana. Due storie di vita differenti con un denominatore comune: in entrambi i casi i certificati medici avevano…
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A Ravenna sei medici sotto inchiesta per le certificazioni sui Cpr: la frattura tra sicurezza e diritto alla salute arriva in corsia. L’alba del 12 febbraio 2026 entra nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna insieme alla Squadra Mobile. Computer portati via, cartelle cliniche acquisite, telefoni sequestrati. Sei dirigenti medici finiscono indagati per falso ideologico in atto pubblico.
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Sei medici del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna sono indagati per aver certificato la non idoneità al trasferimento in un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di persone straniere, su cui pendeva un decreto di espulsione. Migranti che i dottori non hanno ritenuto in grado – per motivi legati a patologie infettive o psichiatriche – di sostenere il trattenimento nei centri, né il viaggio di ritorno nei propri Paesi d’origine.
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“Ci sarà un’indagine, quindi sono innocenti fino a prova contraria. Ma al di là delle responsabilità, c’è un tema: ai medici scarichiamo sulle spalle una responsabilità enorme, perché il medico fa una diagnosi su un quadro patologico, ma poi la responsabilità di liberare questa persona è dello Stato, non del medico. Ma la legge italiana prevede che una persona socialmente pericolosa che ha commesso reati e che era indirizzata al Cpr, se ha una patologia viene lasciata per…
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La vicenda che coinvolge sei medici dell’Ospedale Santa Maria delle Croci, oggetto di attenzione giudiziaria e politica per il presunto rilascio di certificazioni mediche non conformi a migranti irregolari destinati ai Centri permanenti per il rimpatrio (Cpr), è stata al centro del question time in Assemblea regionale, prima firmataria Eleonora Proni (Pd). Nel…
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Sei donne e due uomini. Sono 8 i medici dell'ospedale di Ravenna indagati nell'inchiesta sui presunti certificati falsi per migranti. Lavorano tutti nel reparto Malattie Infettive. Secondo la Procura, hanno dichiarato non idonei alla detenzione nei centri per il rimpatrio anche stranieri irregolari che invece non presentavano gli impedimenti previsti dalla legge, tra cui malattie contagiose e problemi psichiatrici.
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Il caso dei medici di Ravenna indagati con l’ipotesi di reato di aver ostacolato l’ingresso dei migranti nei Cpr con certificati non conformi ma adattati allo scopo sta facendo molto rumore. Come sempre più spesso accade in Italia, anche un’indagine in violazione della legge si trasforma in un campo di battaglia ideologico dove da una parte, sempre quella opposta alla legge e quindi contraria al rispetto delle leggi, si schiera la sinistra.
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“Esprimiamo solidarietà ai sei medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale di Ravenna che, qualche giorno fa, sono stati in relazione ad alcuni certificati medici rilasciati a migranti per i quali era stata disposta la detenzione nei CPR, i centri di permanenza per il rimpatrio”. Lo dichiara, in una nota, Cosmo De Matteis, Presidente Nazionale Emerito dello SMI e componente dell’Associazione “Asmev Calabria” (Onlus di medici volontari operanti su…
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Il medico “non dice che la persona va rilasciata: il medico fa una diagnosi, la responsabilità di liberare questa persona è dello Stato”. Quindi “correggano questa norma, perché non la può correggere un medico: la può correggere solo il Parlamento”. Il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele De Pascale, torna così sull’indagine aperta a Ravenna sui medici dell’ospedale Santa Maria delle Croci. “Come il Governo dice che, fino a che non viene provata la responsabilità, esprime…
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True Patrizia Floder Reitter La sinistra protegge i medici pro immigrati Ansa A Ravenna, flash mob solidale con i dottori (indagati) che avrebbero firmato certificati falsi in opposizione ai decreti di espulsione. Presenti esponenti di Pd e Avs, che stavolta non invocano il rispetto della magistratura. Sdoganato lo slogan: «Cpr uguali ai lager».Flash mob, reazioni convulse per le indagini in corso, richieste di firme in difesa «dell’autonomia medica e del diritto alla salute», la Cisl che si unisce al coro degli indignati.
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La mattina di venerdì scorso, agenti della squadra mobile di Ravenna hanno perquisito il Santa Maria delle Croci, il più importante ospedale in città. Qualche ora prima, su mandato del procuratore capo Daniele Barberini e della sostituto Angela Scorza, altri poliziotti avevano visitato le case e le automobili di 6 medici, principalmente appartenenti al reparto malattie infettive della stessa clin…
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A Ravenna si respira un clima di paura e sconcerto, dopo le perquisizioni e l’indagine a carico di sei medici dell’ospedale di Santa Maria delle Croci per i certificati di inidoneità al trattenimento nei Centri per rimpatri di alcuni cittadini stranieri. Paura di perdere l’autonomia di una professione e sconcerto per la violenza degli interventi di polizia. Giovedì scorso gli inquirenti hanno perquisito le case, i pc, i telefoni dei medici dell’ospedale – accusati di falso ideologico…
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– L’acronimo è Simm: società italiana di medicina delle migrazioni. E gli inquirenti della squadra mobile, su disposizione dei pm Daniele Barberini e Angela Scorza, nel corso della perquisizione di giovedì scorso cercavano vademecum e volantini riconducibili all’associazione nelle chat e nei luoghi di vita e di lavoro dei sei medici indagati. Materiale che, è l’ipotesi della Procura, esorterebbe i medici a dare un parere negativo sull’idoneità…
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«La cura non è un reato». Nella tarda mattinata di oggi all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna più di 300 persone hanno partecipato ad un flash mob di protesta organizzato dai sanitari per solidarietà nei confronti dei medici - almeno sei - indagati per falso ideologico dalla Procura romagnola. L’accusa è quella di aver falsificato i certificati di idoneità dei cittadini extracomunitari gravati da un…
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