Magari non lo dirà mai nessuno ma quando il cardinal Prevost, cioè Papa Leone XIV, si è affacciato dal loggione di San Pietro, tutto il Palazzo della politica italiana è rimasto con un palmo di naso. Non per avversità o per antipatia verso il nuovo Pontefice. Ma perché non se lo aspettavano, non lo conoscevano, ma soprattutto perché erano sicuri che dal finestrone avrebbe fatto capolino il viso bonario del segretario di Stato, cardinal Parolin.
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Approfondimenti:
Doveva essere il conclave di Parolin o Pizzaballa. A spuntarla, invece, è stato a sorpresa un Papa americano. Davanti alle telecamere i cardinali sono tutti felici e soddisfatti per l'elezione di Robert Francis Prevost, ma il voto per Leone XIV nasconde rabbia e ruggini tra i cardinali italiani. C'è il sogno svanito di un Papa italiano che si ragiona…
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È stata la vittoria di un’alleanza tra i cardinali delle Americhe e i sostenitori di Pietro Parolin, con la Curia. Apparentemente, il segretario di Stato vaticano è il grande sconfitto del Conclave. In realtà, è stato decisivo nell’elezione del primo Papa statunitense. Quando ha visto che i consensi tra lui e Francis Prevost si contrapponevano, e che una parte degli italiani gli remava contro, ha preferito non forzare la situazione.
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Se molti italiani, nel vedere quella fumata bianca elevarsi solenne sopra le tegole e i tetti di San Pietro, hanno sussultato auspicando di sentir pronunciare il nome di un papa connazionale, nel vicentino quel nome aveva certo il volto gioviale e fraterno del cardinale Pietro Parolin. Don Piero, come lo chiamano amabilmente a Schiavon: entrato papa e uscito cardinale. E mentre si sprecano le congetture fra ipotesi di faide e sgambetti tutt’altro che…
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Nel momento in cui il cardinale Robert Francis Prevost si è affacciato dalla Loggia delle Benedizioni, accanto a lui è comparso un volto che fino a poche ore prima molti ritenevano destinato a un altro ruolo: Pietro Parolin. Il Segretario di Stato di papa Francesco, entrato in Conclave da favorito assoluto, ne sarebbe uscito con un gesto che avrebbe segnato l’intero processo elettivo: un passo indietro deciso, meditato, e – per…
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Pietro Parolin: il favorito che non è diventato PapaNon ci si aspettava che il nuovo Papa fosse l'americano Prevost. Anzi, fino all'ultimo, molti osservatori ritenevano che Pietro Parolin sarebbe stato il successore di papa Francesco. Lo dicevano esperti, analisti, e persino i siti di scommesse.Settant'anni compiuti a gennaio, Parolin era considerato un successore di Francesco "in linea" con la direzione presa da Bergoglio nell'amministrare la chiesa cattolica.
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Pietro Parolin ha involontariamente confermato la tradizione che "chi entra Papa in Conclave ne esce cardinale". Era il favoritissimo della viglia, o almeno così sostenevano gli osservatori e conoscitori di cose vaticane. Il Segretario di Stato, invece, non è riuscito a catalizzare su di sé più dei voti che aveva, appunto, alla vigilia. Dopo di lui, Pierbattista Pizzaballa sembrava essere capace di concentrare su di sé i favori…
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Sarebbe stato singolare rivedere, dopo Pio XII (1939-1958) un altro Segretario di Stato divenire successore del Papa appena defunto. Al cardinale Pietro Parolin da Schiavon (VI) purtroppo non è capitata questa singolare fortuna, bocciato da un Conclave nel quale era partito favoritissimo con i «doppi auguri» del decano, il bresciano Giovanni Battista Re, che pure nella Missa pro Eligendo Pontifice così si era espresso allo scambio del segno di pace.
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La fumata bianca porta un’attesa carica di emozione alle 18 e 7 minuti. Schiavon, nel Vicentino: Pietro Parolin è nato qui, per molti il cardinale già segretario di Stato, entrato in conclave da favorito, è "Don Piero". La sua elezione a pontefice avrebbe fatto entrare nella storia il piccolo comune della Pedemontana veneta veneta, da giorni sotto gli occhi del mondo. Invece il cardinale Mamberti ha pronunciato il nome di Robert Prevost, statunitense.
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Tutto il mondo guardava al Segretario di Stato. E al partito dei cardinali italiani. Il fattore tempo: Robert Prevost è entrato nel totopapa di questi giorni, ma sempre nelle retrovie. Davanti fino a ieri sera c'era sempre lui: Pietro Parolin. Parolin che al suo amico d'infanzia Roberto Ambrosi, oste a Marostica, aveva descritto il proprio «turbamento», come raccontato da Francesco Boezi sul Giornale.
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Città del Vaticano – È stato eletto l’uomo del consenso, il Papa che sa raccogliere e rilanciare l’eredità di Francesco rassicurando chi ne soffriva il carattere dirompente, il religioso dal temperamento riservato ma avvincente. È stato scelto un Pontefice noto per essere un gran lavoratore, un grande ascoltatore, uno abituato a lavorare in gruppo. Robert Francis Prevost è stato eletto al quarto scrutinio, come Benedetto XVI nel 2005, una votazione in meno…
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Si ferma alla volata finale la corsa del cardinale Pietro Parolin a Papa. Era dato tra i favoriti, ma ancora una volta si è avverato il detto: “Chi entra Papa in conclave, esce cardinale”. Che non sarebbe stato lui, lo si è capito quando, dal balcone centrale della loggia della basilica, il protodiacono cardinale Francois Mamberti non ha…
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Benedizioni ma non era lui quello vestito di bianco. Pietro Parolin appariva proprio accanto a Leone XIV per una questione di rango, lo stesso che lo aveva portato a guidare il Conclave e che gli aveva imposto, poco prima, il compito di chiedere a Robert Francis Prevost: «Acceptasne electionem?». Alla vigilia si immaginava potesse trovarsi nel ruolo opposto, quello dell’eletto chiamato a risponde…
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CITTA’ DEL VATICANO. Alla fine spiegano tutto l’espressione triste del candidato più accredito alla vigilia (Pietro Parolin) e quello sorridente del kingmaker Timothy Dolan, già grande elettore di Jorge Mario Bergoglio nel 2013 e convogliatore sul Vaticano delle ingenti offerte dei cattolici Usa. Il flop della delegazione italiana al Conclave si fonda su una constatazione. «Se hai quattro candida…
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Habemus papam, ma non è il nostro. Le telecamere si spengono, i microfoni che sprizzavano elettricità tornano freddi, le telecamere restano accese solo per raccogliere le lacrime: ora inquadrano sguardi bassi, seguono sorrisi mesti. Dopo l'elezione di Robert Francis Prevost, della gente si vedono le nuche. Succede tutto in un istante, più grande l’aspettativa, più grande il disdoro. Durava da tre giorni, era la fiducia che si…
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“Meglio così, il cardinale Parolin per noi rimarrà per sempre don Pietro”. Matteo Sambo era pronto ad alzare il bicchiere di spritz nel bar di Schiavon, a cinque chilometri da Marostica, per celebrare l’elezione del monsignore che a Roma ha fatto carriera diventando segretario di Stato di Papa Bergoglio. È difficile capire se vi sia delusione, o solo il prendere atto di quello che è stato deciso nel Conclave, che ha scelto…
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SCHIAVON – Il parroco, ci mancherebbe, ha mantenuto la promessa. A Schiavon suonano comunque a festa la campane della chiesa di Santa Margherita, dove Pietro Parolin andava a messa da bambino. I rintocchi sono però per Leone XIV, venuto dagli Usa, non per il compaesano don Piero, che tutti hanno sognato sul seggio di Pietro. Il segretario di Stato è nato in una casa di Via Roma, a pochi metri dalla piazza centrale del piccolo paese del Vicentino, 2500 abitanti ai piedi…
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Il Papa non c’è ancora ma la sua agenda è già piena Già mentre i cardinali sono riuniti in Sistina c’è tutto un calendario di impegni che incombe e attende il nuovo Papa in uscita dalle urne del Conclave. E’ un’agenda fittissima di scadenze su cui il neo-eletto Pontefice sarà chiamato a pronunciarsi fin dai giorni immediatamente successivi l’ascesa al soglio di Pietro. E’ chiaro che tra le primissime…
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