Proseguono le reazioni alla decisione della Corte d’Assise d’Appello di Lecce di annullare il processo “Ambiente svenduto” in svolgimento a Taranto e trasferirlo a Potenza. Di seguito una serie di interventi dal mondo politico e sindacale, a cominciare dal Governatore Pugliese: Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano : “Mi sto prendendo tempo per commentare la tragedia giudiziaria di un processo durato anni che è stato cancellato comunque da un errore.
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«Una catastrofe giudiziaria senza precedenti, mi chiedo cosa sarebbe accaduto se un evento del genere avesse riguardato la politica». Sul caso Ilva, le parole di Michele Emiliano rimbombano fragorose. Pure lui, ex giudice e soprattutto governatore pugliese, si è accorto che qualcosa non ha funzionato e ieri ha parlato di «una tragedia giudiziaria di un processo durato anni che è stato cancellato da un errore, che sia quello del primo grado o quello…
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Venerdì 13 settembre, la Corte d’Assise d’Appello di Taranto ha annullato la sentenza di condanna di primo grado trasferendo gli atti alla Procura di Potenza. Anche i giudici, togati e popolari, erano da considerare parti offese del disastro ambientale. Il processo ora ripartirà nel capoluogo della Basilicata. E bisognerà attendere la decisione del giudice dell’udienza preliminare lucano per capire se vorrà sollevare un conflitto di competenza.
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Una doppia incertezza avvolge l’ex Ilva di Taranto, ora Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, dopo che l’altro ieri la sezione distaccata della Corte d’assise d’appello di Lecce ha annullato la sentenza di primo grado del processo “Ambiente Svenduto”, quello relativo al reato di disastro ambientale contestato alla gestione dei Riva. Sono state infatti accolte le eccezioni di incompetenza territoriale sollevate dai difensori di alcuni imputati di rilievo.
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Non c’è solo il caso del processo per il disastro ambientale dell’Ilva a Taranto che rischia di finire con la prescrizione a causa della rimessione, il trasferimento a Potenza deciso in appello dopo 10 anni di udienze e le condanne in primo grado. L’Italia è punteggiata di disastri ambientali che hanno causato migliaia di vittime …
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Parlando di giustizia, oltre al patteggiamento di Giovanni Toti, c’è un’altra notizia che fa veramente venire il sangue al cervello. Parliamo del caso Riva. Dovete sapere che 12 anni fa, nel luglio del 2012, vanno a casa del padrone della importante acciaieria d’Europa e lo arrestano con l’accusa di aver ucciso (implicitamente) delle persone per via dei comportamenti della sua azienda. Oggi, dopo 12 cazzo di anni, il tribunale dice che il processo deve riniziare da capo, non più a Taranto, ma a Potenza
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Dopo 12 anni i magistrati di appello di Taranto hanno stabilito che il processo Ilva per disastro ambientale è tutto da rifare. Ma non nel medesimo Tribunale perché «il contesto» in cui si sono espressi i giudici «non è sereno». Tra poco ci ritorniamo nel dettaglio. Con un sistema della giustizia così messo, tempi lunghissimi e costi elevati, pensate davvero che un imputato come Giovanni Toti potesse resistere? In che tempi avrebbe avuto giustizia, con quali soldi avrebbe finanziato la sua difesa, quali politici sarebbero stati…
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Ex Ilva, dopo l'annullamento della sentenza cade la confisca ma gli impianti restano sotto sequestro
L'annullamento della sentenza di primo grado del processo Ambiente Svenduto fa venire meno la confisca degli impianti dell'ex Ilva ma non il loro sequestro. È una delle conseguenze della decisione assunta ieri, venerdì 13 settembre, dalla sezione distaccata di Taranto della Corte d'Assise d'Appello di Lecce. Gli impianti sono sotto sequestro dal 6 luglio del 2012 insieme ai primi arresti disposti all'epoca dal gip del Tribunale di Taranto.
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«Si tratta di una catastrofe giudiziaria senza precedenti, mi chiedo cosa sarebbe accaduto se un evento del genere avesse riguardato la politica. Sarei curioso di sapere quali sarebbero state le conseguenze». Il governatore pugliese Michele Emiliano ha commentato così la notizia, arrivata giovedì 13 settembre, quando la sezione distaccata di Taranto della Corte d’Appello di Lecce ha accolto le richieste di…
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Tutto da rifare per il processo sul presunto disastro ambientale causato dall’Ilva. Nella giornata di ieri la Corte d’Assise d’Appello di Taranto, sede distaccata della Corte di Appello di Lecce, ha infatti deciso di annullare il verdetto di primo grado con cui, nel maggio del 2021, erano state comminate significative condanne a 26 dei 37 imputati al processo denominato “Ambiente svenduto”. I giudici hanno accolto la richiesta avanzata dalla difesa della famiglia Riva – che ha gestito…
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«Nessuno potrà mai restituire i propri cari a una comunità così profondamente ferita, ma vedere la giustizia muoversi per far luce su anni di sofferenze sarebbe stato un segno di rispetto, cura e attenzione verso una intera comunità. La decisione di spostare il processo a Potenza, ricominciando tutto da zero, non solo ci lascia sconvolti, ma invia il messaggio devastante dell’abbandono di un territorio da parte dello Stato».
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La rabbia e l'orgoglio di chi non vuole arrendersi, di chi vive sotto le ciminiere dell'ex Ilva di Taranto e ha perso pezzi della propria famiglia a causa di malattie che ritengono essere correlate all'inquinamento, e che adesso, accusato il colpo dell'azzeramento delle sentenze di primo grado del processo Ambiente Svenduto, non intende abbandonare la lotta per ottenere giustizia. Al quartiere Tamburi Al quartiere…
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Segnaliamo ai lettori, con riferimento al processo Ilva – su cui la stampa ha dato ieri la notizia dell’annullamento della sentenza di primo grado da parte dei giudici di appello – un estratto della sentenza con cui la Corte di Assise di Taranto si era pronunciata sulle eccezioni sollevate in merito alla ritenuta incompetenza funzionale ex art. 11 c.p.p. (eccezioni fondate sia sulla presenza di due giudici di pace tarantini tra le parti…
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Sarà la Corte d’assise d’appello di Potenza a rifare il processo Ilva, che in primo grado si era concluso nel 2021 con una sentenza di condanna per 270 anni complessivi di carcere a carico dei 37 imputati, tra cui proprietari, dirigenti e manager dell’impianto di Taranto, e alcuni politici come l’ex Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. Si ripartirà dunque dall’udienza preliminare dato che la Sezione distaccata di…
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L’Appello annulla la sentenza di primo grado di «Ambiente svenduto» in cui erano stati condannati Vendola e i Riva. Accolta la richiesta della difesa di spostare tutto a Potenza.Con un colpo di spugna ora il processo per il presunto disastro ambientale di Taranto causato dall’ex Ilva ai tempi della ...
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Processo da rifare, annullate 26 condanne decise in primo grado (31 maggio 2021). «Ambiente Svenduto» sul disastro colposo e doloso causato dall’inquinamento dell’ex Ilva fino al 2012 verrà spostato da Taranto a Potenza, accogliendo così la richiesta dei difensori che da tempo sostengono che i giudici tarantini, togati e popolari sarebbero a loro volta da considerare “parti offese” del disastro a…
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Sentenza di primo grado azzerata. Il processo «Ambiente svenduto» sui presunti disastri ambientali e alla salute collettiva provocati dalle emissioni dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, nel periodo in cui la fabbrica era guidata dalla famiglia Riva, dovrà ricominciare da zero a Potenza. Lo ha deciso la mattina del 13 settembre la sezione distaccata di Taranto della Corte d’Appello di Lecce, accogliendo le…
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La sezione distaccata di Taranto della Corte d'assise d'appello di Lecce ha annullato la sentenza di primo grado del processo Ambiente Svenduto a carico di 37 imputati e tre società per il presunto disastro ambientale causato dall'ex Ilva negli anni di gestione dei Riva. Tra questi anche l’ex governatore pugliese Nichi Vendola (3 anni e 3 mesi). E' stata accolta la richiesta dei difensori di spo…
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