Per molte Case auto dell’Unione Europea, guardare alla Cina non è più una scelta strategica di espansione, bensì una mossa di sopravvivenza. Ma ci sono solo vantaggi per il Vecchio Continente? La risposta è no, e per capire meglio il potenziale boomerang occorre fare un passo indietro nel tempo. Storicamente, fra il 1994 e il 2002, i marchi occidentali entravano nel Paese del Dragone attraverso joint venture paritarie, esportando il proprio know-how meccanico in cambio di fette…
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L'UE sta valutando l'introduzione di dazi sulle ibride plug-in cinesi, con possibili ripercussioni sui prezzi e sulle vendite in Europa. Scopri quali marchi saranno coinvolti e come potrebbe evolversi il mercato. L’Unione Europea sta valutando l’introduzione di dazi compensativi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina. Questa misura, destinata a riequilibrare la concorrenza, potrebbe avere un impatto significativo sui prezzi e sulle vendite nel mercato europeo.
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L’Unione europea starebbe valutando l’introduzione di nuovi dazi compensativi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina. La misura si inserirebbe in un contesto commerciale ancora teso tra Bruxelles e Pechino, tra tentativi di dialogo e nuove politiche di protezione del mercato interno. Tensioni UE e Cina La notizia, riportata dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, si colloca in una fase delicata delle relazioni commerciali tra Unione europea e Cina.
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Milano, 19 giu. – Per i costruttori cinesi dell’auto la finestra per crescere in Europa solo con l’export si sta restringendo. In cinque anni la loro quota di mercato in Europa è passata dallo 0,5% a oltre il 6%, con punte vicine al 10% nei mesi migliori, ma quasi solo con vetture importate e soggette a dazi. Al Consiglio europeo del 18-19 giugno i Ventisette hanno scelto la linea del doppio binario con Pechino – dialogo, ma rafforzando gli strumenti di difesa commerciale – con il deficit Ue verso la…
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Siamo al cospetto di un nuovo capitolo nella guerra commerciale tra l’Unione Europea e la Cina nel settore automobilistico. Secondo le indiscrezioni raccolte dalle principali testate di settore e dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, la Commissione Europea è pronta a introdurre dazi compensativi sulle auto ibride plug-in (PHEV) prodotte in Cina. Questa misura, che segue quella già attiva dal 2024 per i veicoli 100% elettrici, rappresenta una mossa strategica per tutelare…
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L’Unione Europea starebbe valutando l’introduzione di nuovi dazi compensativi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina, in un contesto commerciale che continua a oscillare tra tentativi di distensione e nuove misure di contenimento. La notizia, riportata dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt, si inserisce in un quadro più ampio di rapporti complessi tra Bruxelles e Pechino, segnato da un crescente squilibrio della bilancia commerciale europea e dalla volontà di ridurre la dipendenza da forniture…
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L’Unione Europea potrebbe presto aprire un nuovo fronte commerciale nei confronti dell’industria automobilistica cinese. Dopo l’introduzione dei dazi compensativi sulle auto elettriche prodotte nella Repubblica Popolare, Bruxelles starebbe infatti valutando l’estensione delle misure anche alle ibride plug-in, una categoria che negli ultimi mesi ha registrato una crescita particolarmente rapida nel mercato europeo.
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Secondo quanto riportato dal giornale economico tedesco Handelsblatt, l'Unione Europea si starebbe preparando ad introdurre nuovi dazi per le vetture d'importazione cinese. Attualmente solo le auto 100% elettriche prodotte in Cina vengono interessate dai rincari comunitari, il cui importo è stato stabilito durante un'indagine anti-dumping ordinata dalla Commissione Europea, variando da costruttore a costruttore.
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Da un lato la pressione dei dazi statunitensi per l’export della produzione automobilistica europea, dall’altro l’inondazione di auto cinesi che sui 27 mercati dell’Unione europea trovano lo sbocco, con un’offerta molto aggressiva sui prezzi a un rallentamento della domanda interna anche a seguito della riduzione delle politiche di incentivi statali. Non è una posizione rosea quella del mercato europeo che fa i conti con un crescente squilibrio della bilancia commerciale con Pechino: esportazioni in leggero…
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PRODURRE DOVE SI VENDE Per anni la presenza cinese in Europa si è misurata in auto importate. Ora lo scenario globale è cambiato: i costruttori non vogliono più solo vendere qui ma anche costruire qui. È la seconda fase della loro espansione globale, che punta a stabilimenti nel Vecchio Continente per aggirare i dazi sulle elettriche, ridurre i costi logistici e inserirsi sempre più dentro un mercato che, nonostante la frenata delle vetture a batteria, resta tra i più ricchi al mondo.
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L’Unione Europea vuole piazzare dazi sulle auto plug-in hybrid fatte in Cina ed esportate in UE: obiettivo, arginare l’ondata di macchine del Dragone che invade il Continente, surclassando le Case locali (questa l’indiscrezione di Handelsblatt). Le vetture ibride plug-in rappresentano un ponte tecnologico per i consumatori non ancora pronti al passaggio all’elettrico puro: si tratta di vetture termiche, con grande motore a benzina e una batteria ricaricabile.
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Il 31 ottobre del 2024 sono entrati in vigore i dazi UE sulle auto elettriche prodotte in Cina. Si tratta di una misura molto discussa che non ha trovato l'appoggio di tutti i Paesi dell'Unione Europea. Dazi che sono stati istituiti dopo un'indagine sui sussidi concessi ai produttori cinesi, che secondo l'Unione Europea portano a una distorsione del mercato. Da allora, oltre alla tariffa d'importazione standard del 10%, sono stati applicati dazi specifici per ciascun produttore.
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DAZI PER BILANCIARE I SUSSIDI Da ormai due anni, la Commissione Europea ha istituito dei dazi per le auto elettriche di produzione cinese (qui la notizia). Il provvedimento aveva l’obiettivo di bilanciare i sussidi pubblici che le case della Repubblica Popolare avrebbero incassato negli scorsi anni e che avrebbero permesso loro di mantenere molto bassi i prezzi delle loro vetture a batteria, rappresentando così una concorrenza sleale per i costruttori europei.
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Stellantis cambia ancora rotta sull’elettrico e lo fa guardando dritto alla Cina. Nel nuovo corso avviato con Antonio Filosa alla guida del gruppo, il tema non è più soltanto quali modelli produrre, ma come reggere una concorrenza che sui prezzi sta mettendo sotto pressione l’intera industria europea. Advertisement Stellantis valuta alleanze e nuove elettriche low cost per reggere la pressione cinese Il punto più netto arriva dalle parole…
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Stellantis potrebbe prepararsi a una nuova mossa strategica in Sud America, questa volta guardando con decisione alla Cina. Dopo l’esperienza già avviata con Leapmotor, il gruppo automobilistico starebbe valutando un possibile investimento legato a Dongfeng, uno dei principali colossi cinesi dell’auto, con l’obiettivo di rafforzare la propria presenza nel settore dei veicoli elettrificati. Advertisement Stellantis valuta un’intesa con Dongfeng per…
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