Guerra nel Golfo, il turismo svizzero frena: “molti ripensamenti” Keystone-SDA A una settimana dall'inizio del conflitto in Iran l'industria turistica elvetica inizia a fare i conti con le prime pesanti ripercussioni. 4 minuti (Keystone-ATS) Tra voli sospesi e viaggiatori in fuga le agenzie di viaggio registrano un crollo delle nuove prenotazioni verso il Medio Oriente e un’ondata di ripensamenti. La paura si estende anche all’autunno e all’inverno, gettando un’ombra su un settore che fino a ieri…
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A una settimana dall'inizio del conflitto in Iran, l'industria turistica elvetica inizia a fare i conti con le prime pesanti ripercussioni. Tra voli sospesi e viaggiatori in fuga, le agenzie di viaggio registrano un crollo delle nuove prenotazioni verso il Medio Oriente e un'ondata di ripensamenti. La paura si estende anche all'autunno e all'inverno, gettando un'ombra su un settore che fino a ieri era in pieno boom.
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Negli ultimi giorni il mercato dei voli internazionali è stato travolto da un improvviso aumento dei prezzi sulle rotte tra Europa e Asia. A causa della guerra in Medio Oriente e della conseguente chiusura di gran parte dello spazio aereo, i collegamenti aerei tra i due continenti stanno subendo forti disagi: voli cancellati, rotte allungate e tariffe che in alcuni casi sono aumentate fino al 900% nel giro di poche ore.
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Anche alla Itb, la fiera internazionale del turismo a Berlino dal 3 al 5 marzo, uno degli appuntamenti più importanti a livello mondiale per il settore, è arrivata la guerra in Iran. Il risultato è stato infatti che gli stand dei Paesi del Medioriente sono andati deserti, proprio a quella che è considerata la principale vetrina di turismo al mondo.
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Per alcuni la guerra è morte, per altri è distruzione, per altri ancora è un business che fa leva sulla paura e la disperazione. Nei paesi arabi del Golfo, finiti nel mirino della rappresaglia militare iraniana, le agenzie assicurative e di viaggio fanno affari milionari con la fuga di vip e imprenditori intimoriti dal conflitto. Se per i gazawi uscire dalla Striscia attraverso il valico di Rafah verso l’Egitto nel bel mezzo dei raid israeliani costava anche fino a 5 mila dollari, nei vicini paesi arabi…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Non si placa il caos dei cieli con lo spazio aereo sull’aerea del Golfo ancora chiuso fatta eccezione per i voli di rimpatrio. Qualche compagnia aerea cerca di dare segnali di ritorno alla normalità come nel caso di Emitates, la compagnia di Dubai e Ethiad di Abu Dhabi: entrambe stanno operando un limitato numero di voli attraverso corridoi aerei sicuri, 87 da Dubai…
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Il conflitto in Medio Oriente ha cancellato i voli di (almeno) 2,3 milioni di passeggeri in quattro giorni, è già costato alle compagnie aeree (soprattutto a quelle del Golfo) un paio di miliardi di dollari — tra mancati ricavi, costi per sistemare i viaggiatori bloccati in giro per il mondo e minori introiti dal trasporto merci — e circa cinque miliardi al settore turistico di Emirati Arabi Uniti, Qatar, Oman e Arabia Saudita
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La Dmo Madonie Targa Florio alla Itb di Berlino: “Puntiamio sulla internazionalizzazione del turismo” Le Madonie e il brand territoriale legato alla storica Targa Florio si presentano sulla scena internazionale del turismo. La Dmo (Destination Management Organization) Madonie-Targa Florio ha partecipato all’Itb di Berlino, la più importante fiera mondiale del settore turistico, nell’ambito della conferenza stampa organizzata dall’Assessorato…
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