"Ipotizziamo il riconoscimento facciale per lotta a razzismo negli stadi". Dopo l'incontro al Ministero degli Interni al Viminale, Gabriele Gravina annuncia questa possibile novità quando incalzato dai cronisti sul discusso tema del razzismo. Il presidente della FIGC loda anche le norme già esistenti in Italia: "Sono le più severe a livello internazionale, il principio di sospensione della partita e di sconfitta a tavolino voluto da Infantino c'è già, ma è…
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Avere ragione a volte è quasi fastidioso. E ricordarlo al lettore pure sciocco, ma stavolta diventa necessario. Qualche giorno fa, su questa rubrica, commentavamo il caso di Mike Maignan, il portierone del Milan uscito dal campo in protesta contro i cori ricevuti dal tifosi dell’Udinese. Dicevamo: il razzismo non va giustificato, ma negli stadi si insulta più per il gusto di farlo che per convinzioni razziste.
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"Incontro positivo. Abbiamo delineato alcune idee e riflessioni che possono migliorare la qualità infrastrutturale, mi riferisco in particolare all'ipotesi d'inserimento del riconoscimento facciale". Lo ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, uscendo dall'incontro in Viminale. "Abbiamo ribadito che le nostre norme sancite nell'articolo 62 delle Noif sono le più severe a livello internazionale - ha aggiunto - Il principio enunciato da Infantino (sconfitta a tavolino, ndr) è già…
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Sul provvedimento in caso di episodi razzisti: "La partita non si chiude mandando i razzisti fuori dallo stadio”, visto che “c’è un investimento che dobbiamo continuare a fare, a partire dalla scuola, e che produrrà effetti negli anni. Lo stadio amplifica tutto quello che si dice, ma nella penombra delle nostre città succedono tante cose che non rientrano nella cronaca. Mi auguro che quello che la cronaca sportiva offre, anche di negativo, serva a illuminare le…
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Il caso legato agli insulti razzisti contro Mike Maignan , portiere del Milan, a Udine ha scosso tutte le coscienze. E ciascuno giorno per giorno, per quanto è nelle proprie possibilità, cerca di darsi e dare delle risposte. La Fondazione Polito non è da meno e ha cercato di dare un segnale, alla sua maniera. Senza fronzoli, al solito, badando al concreto. Atti semplici, non banali. Cosa è accaduto Così, nel corso di un allenamento svolto a Castellabate dalla Polisportiva Santa Maria, che milita nel campionato…
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La polizia di Udine ha individuato altre 4 persone (5 in tutto) per gli insulti razzisti al portiere del Milan Mike Maignan. Si tratta di due uomini e una donna di 45, 32 e 34 anni della provincia di Udine e di un uomo di 42 anni di Udine, tutti deferiti in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Udine che sta coordinando le attività di indagine. Uno degli uomini individuati è di colore, aspetto ancor più inquietante di tutta la vicenda.
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Roberto Tortora 25 gennaio 2024 La squallida vicenda di razzismo che ha visto protagonista a Udine, suo malgrado, il portiere del Milan Mike Maignan assume contorni sempre più grotteschi. Sono stati individuati, infatti, alcuni degli individui responsabili dei cori discriminatori pesanti nei confronti del rossonero tra i pali. Urlavano “scimmia” e altre parole becere. Decisive le videocamere di sorveglianza interna messe a disposizione dall’Udinese.
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La polizia ha individuato altri quattro soggetti indiziati di avere proferito insulti a sfondo razzista, come ululati o le parole «negro» e «scimmia» nei confronti del portiere del Milan, Mike Maignan. Si tratta di due uomini e una donna di 45, 32 e 34 anni della provincia di Udine, e di un uomo di 42 di Udine, tutti deferiti in stato di libertà alla Procura che sta coordinando le attività di…
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