Con l'entrata delle ultime regioni: Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Toscana, Umbria e della Provincia Autonoma di Trento, si conclude la fase pilota della Banca Dati Strutture... Leggi tutta la notizia
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Dallo scorso 21 agosto anche la Regione Emilia Romagna, la Regione Piemonte e la Regione autonoma Valle d’Aosta si sono unite alla fase sperimentale della Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche (BDSR), a cui hanno già aderito Abruzzo, Calabria, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto e la Provincia autonoma di Bolzano
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Dal 28 agosto, le Regioni Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Toscana, Umbria e la Provincia Autonoma di Trento si uniranno alla fase sperimentale della Banca Dati nazionale delle Strutture Ricettive e degli immobili destinati a locazione breve o per finalità turistiche (BDSR), che include già le Regioni Emilia…
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MILANO Una limitazione degli affitti brevi, sulla scia di quello che ha annunciato di fare Barcellona, farebbe bene a una Milano “malata” di sovraffollamento di turisti. "Mentre il ticket d’ingresso sul modello di Venezia non è una strada efficace" riflette Monica Morazzoni, docente di Geografia del turismo all’università Iulm di Milano. Perché l’iperturismo è un problema per le metropoli? "Per diversi motivi.
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Decolla anche in Toscana il codice Cin (codice identificativo nazionale) per strutture ricettive e locazioni turistiche. Dal 28 agosto 2024 la Banca Dati sarà visitabile sul sito del Ministero del Turismo https://www.ministeroturismo.gov.it/. Si invitano pertanto i titolari/gestori di strutture ricettive e locazioni turistiche a verificare il proprio codice fiscale, collegandosi con la consueta operazione di log in a Turismo 5 e compilando l’apposita maschera con i dati richiesti (nome, cognome e codice fiscale)…
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Dal primo settembre 2024, anche in Toscana entrano in vigore nuove norme per gli affitti brevi . Tutte le strutture ricettive presenti su piattaforme come Airbnb dovranno dotarsi di un codice identificativo nazionale unico, da esporre in modo ben visibile all'esterno dell'edificio. Inoltre, sarà obbligatorio installare estintori e rilevatori di fumo e monossido di carbonio all'interno degli appartamenti.
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A Vicenza, secondo una rilevazione del Comune, sono quasi 300, con una crescita che è stata, negli anni, esponenziale, se pensiamo che nel 2016 gli annunci Airbnb relativi alla città erano stimati circa la metà, 158. Stiamo parlando del fenomeno “affitti brevi”, per molto tempo sottotraccia, fino a quanto nel 2019 una legge regionale ha obbligato i proprietari di questo tipo di alloggi turistici ad ottenere un numero identificativo attraverso un portale regionale.
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Una piccola rivoluzione. Dal primo settembre, anche in Toscana, sarà obbligatorio il codice unico identificativo nazionale per gli affitti brevi, da utilizzare non solo sulle piattaforme ma da mettere con una targhetta anche all’esterno del palazzo o della casa in cui si trova l’appartamento affittato. Non solo: scatta l’obbligo di dotare gli appartamenti di estintori e di sensori per rilevare gas e monossido di carbonio.
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Mancano pochi giorni. Dal 1° settembre 2024, sarà operativo il nuovo sistema di regolamentazione, accompagnato da una Banca Dati nazionale per migliorare trasparenza e sicurezza del settore degli affitti brevi. Vediamo insieme tutto quello che c’è da sapere. Affitti brevi a Firenze, il Tar dichiara decaduta la norma sullo stop nel centro storico Una nuova era per gli affitti brevi Il Decreto-Legge del 18 dicembre 2023, n.
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CIN per Affitti Brevi e Locazioni Turistiche: chiarimenti su obblighi e sanzioni A partire da settembre 2024, tutte le strutture ricettive, sia alberghiere che extralberghiere, dovranno conformarsi alle nuove normative richiedendo l'assegnazione del Codice Identificativo Unico (CIN). In attesa che la procedura diventi definitivamente operativa, il Ministero del Turismo ha fornito chiarimenti e indicazioni su quali sono gli obblighi e le scadenze da rispettare.
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Il contrasto a forme irregolari di ospitalità si arricchisce di un nuovo tassello: il codice identificativo che riguarderà appartamenti e alberghi. In Veneto, in realtà, di fatto c'era già: era obbligatorio il codice identificativo regionale (Cir). «In Veneto in teoria - afferma il presidente di Federalberghi Walter De Cassan - non dovrebbe cambiare nulla, ma se servirà o no contro l'abusivismo…
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Dal 21 agosto l’Emilia-Romagna, il Piemonte e la Valle d’Aosta entrano nella fase sperimentale della BDSR, raggiungendo le undici Regioni (Abruzzo, Calabria, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Veneto e la Provincia Autonoma di Bolzano) che hanno aderito nelle scorse settimane.
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