Occhi puntati sull'Iran. Tutto dipenderà da come reagirà e chi colpirà. Gli Ayatollah hanno diverse opzioni, oltre al continuo lancio di missili contro Israele. La prima possibilità è un'ondata di attacchi contro le navi, cortaerie, caccia tra bedinieri e contro le basi militari americane in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno schierato 40.000 soldati in molti paesi della regione, truppe in allerta ma le difese, seppur sofisticate, potrebbero non bastare.
Leggi
È l’obiettivo n.1 di Israele. L’infanzia da suonatore per le famiglie bene di Teheran, la passione per Hugo, la svolta con Khomeini. La bomba nel registratore, il braccio menomato e l’astuzia da serpe che lo ha sempre protetto È da quando Israele ha minacciato di eliminarlo che l’ayatollah Ali Khamenei si nasconde in un bunker. Il Beit al-Rahbar, a Teheran, sede del suo ufficio, è stata bombardata più volte.
Leggi
Il timore, sempre più diffuso, è che nei rapporti tra Stati la situazione sia completamente sfuggita di mano: quel mondo fuori controllo (e senza regole) che a molti, specie ai cittadini semplici, sembra divenuto la drammatica normalità. Ormai si va alla guerra, così sembrerebbe, senza uno scopo plausibile: mossi soltanto da istinti primitivi di vendetta e conquista, seguendo gli scatti d’ira dei potenti, per soddisfare un desiderio irrefrenabile di violenza e distruzione.
Leggi
NOVARA – «Siamo giovani ma stanchi, anche noi vogliamo vivere in pace nel nostro Paese» dice veloce ma calmo, come se fosse quasi normale dover subire il terrore quotidiano di sapere le proprie famiglie sotto le bombe. Sono dieci gli studenti iraniani iscritti all’Università del Piemonte Orientale, nelle sue tre sedi di Novara, Alessandria e Vercelli. Qualcuno si rifiuta di avere contatti con i g…
Leggi
Nuove esplosioni sono state udite nel nord di Teheran. Lo riferisce l'Afp. . I raid israeliani hanno colpito oltre 200 luoghi di Teheran dall’inizio dell’attacco il 13 giugno. Lo ha riferito il governatore provinciale Mohammad Sadegh Motamedian alla tv di Stato, aggiungendo che oltre 120 unità abitative «sono state completamente distrutte» mentre altre 500 hanno subito «danni».
Leggi
Prima le bombe di Israele, ora quelle americane. Al di là delle questioni politiche, per gli iraniani presenti in Puglia, circa 300 di cui 160 a Bari, cresce la preoccupazione per i parenti e gli amici in patria, soprattutto a Teheran, anche per le possibili rappresaglie del regime nei confronti dei dissidenti, come dice il portavoce della comunità iraniana di Bari Morteza Keyan. Una preoccupazione fondata anche secondo Pegah Moshir Pour, attivista e…
Leggi
Ci vuole un grande atto di presunzione per scrivere in giornate come questa, dentro tempi come questi, nei quali ci si saluta la sera senza sapere da quali notizie saremo accolti domattina. L’alba di oggi ci ha riservato l’ingresso degli Stati Uniti di Donald Trump nella guerra di Israele all’Iran, con l’obiettivo principale di impedirgli il confezionamento di armi atomich…
Leggi
PUBBLICITÀ Mentre l'Iran si trova nel pieno di un’escalation militare che minaccia di destabilizzare ulteriormente la regione, i gruppi di opposizione, sia interni che esterni, si trovano ad affrontare una fase cruciale e al tempo stesso incerta. Nonostante l’ampia avversione al regime della Repubblica islamica, le forze di opposizione sono profondamente divise su come rispondere alla crescente pressione.
Leggi
Non ci saranno “Le mille e una notte” tra Benjamin Netanyahu e l’opposizione iraniana. Fra diffidenza e speranza, l’iniziale sostegno dei gruppi persiani anti-ayatollah alle operazioni militari israeliane è andato perduto una volta che gli ordigni lanciati dalle forze armate di Tel Aviv hanno colpito non solo obiettivi militari, ma abitazioni, strade, perfino quei quartieri di Teheran dove l’opposizione è più forte e non c’è un solo condominio che non abbia visto…
Leggi
Ramin Bahrami, nato a Teheran nel 1979, è uno dei più grandi interpreti viventi di Bach e ha inciso con Riccardo Chailly i concerti del grande compositore tedesco. Il padre, Paviz aveva lavorato per lo Scià di Persia, il nonno Mehdi è stato il più importante archeologo della cultura persiana: «Fu il primo studente iraniano mandato a studiare alla Sorbonne. Mia madre, iraniana di origini russo-turche, è discendente di una nobile famiglia persiana che ha avuto anche un re nel…
Leggi
Dove sono finite le milizie alleate dell’Iran? Report Wsj Da quando Israele ha attaccato l'Iran l'Asse della Resistenza iraniano, la rete di milizie alleate in Medio Oriente anti-Israele e anti-America non ha mosso un dito. Ma l'intervento Usa al fianco di Tel Aviv potrebbe cambiare le cose. L'articolo del Wall Street Journal Per decenni, i leader iraniani hanno costruito una rete di milizie alleate in Medio Oriente che condividevano l’odio per Israele e l’America per ottenere influenza regionale e proteggere…
Leggi
A Teheran dieci giorni fa la vita scorreva normale: nel traffico intenso, immersi nel caos cittadino, alcuni si dirigevano al lavoro, altri, come ogni giovedì — vigilia del giorno di riposo in Iran — preparavano ritrovi familiari o una festa tra giovani. Nessuno immaginava che, in meno di 24 ore le nostre vite sarebbero state sconvolte da uno shock senza precedenti. Verso le 3.30 di venerdì nott…
Leggi
Il cambio di regime in Iran non è un obiettivo dichiarato della guerra di Israele contro la Repubblica islamica, ma “potrebbe essere un risultato”, ha detto Benjamin Netanyahu nell’ultima intervista con Fox News. La questione riguarda il popolo iraniano, dice il premier di Gerusalemme. Ma dopo una settimana di offensiva in cui all’Idf è stato …
Leggi
In un recente testo pubblicato su Le Monde, Anoush Ganjipour, filosofo franco-iraniano, parla del “paradosso tragico” in cui, come tanti iraniani, si trova a vivere dall’attacco di Israele all’Iran: “Dovrei essere sollevato nel vedere che i capi dei Guardiani della Rivoluzione vengono eliminati. Ma non sono né contento, né sollevato. Come iraniano, nulla giustifica la …
Leggi
La guerra tra Israele e Iran va avanti ormai da una settimana, scandita dagli strikes israeliani su diverse città iraniane e da quelli – spesso simmetrici, speculari – iraniani in rappresaglia, soprattutto su Tel Aviv e Haifa. Sembra ormai evidente che l’obiettivo dello Stato ebraico non sia (più?) solo quello di “riportare indietro” o addirittura distruggere il programma nucleare iraniano, bensì di stimolare, favorire, provocare, direttamente o indirettamente, la caduta…
Leggi
