La plenaria della conferenza climatica Cop30 di Belem, in Brasile, ha approvato all'unanimità il Global mutirao: dopo le divisioni c'è quindi l'ok a un accordo di compromesso sullo sforzo comune per il clima. Al termine di due settimane di trattative e di lavoro sulle ultime bozze, i circa 200 Paesi presenti hanno trovato un'intesa.Tra questi non ci sono gli Stati Uniti che non hanno partecipato al summit.
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La plenaria della conferenza climatica Cop30 di Belem ha approvato all'unanimità il Global Mutirao, l'accordo politico che richiama alla tradizione locale dello sforzo comune per un obiettivo. Dopo due settimane di trattative, i circa 200 Paesi presenti hanno trovato un'intesa. Assenti gli Usa. Nel testo non c'è il riferimento alle fonti fossili come il petrolio ma arrivano nuovi spazi di confronto sul taglio delle emissioni.
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I Paesi si sono spaccati sul piano per affrancarsi da gas, petrolio e carbone, che alla fine non è stato inserito nel testo Quasi 200 Paesi riuniti alla COP30 di Belém, in Brasile, hanno approvato un nuovo accordo climatico, battezzato Global Mutirão. A guidare la conferenza Onu è stato il diplomatico brasiliano André Corrêa do Lago, che ha sancito l’intesa con un martelletto tra applausi e acclamazioni, ma l’intesa non è stata priva di tensioni.
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A Belém i governi trovano un accordo in extremis: promesso il triplicamento dei fondi per l’adattamento entro il 2035, ma il testo finale evita di nominare i combustibili fossili, lasciando molti paesi insoddisfatti. Dopo una notte di negoziati tesi, il presidente di COP30 André Corrêa do Lago ha battuto il martelletto sul nuovo accordo climatico di Belém, chiudendo i lavori il 22 novembre con un testo che promette più…
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BELÉM – La delusione è palpabile nella grande sala Amazonas che ospita la plenaria conclusiva della Cop30 di Belém. La si legge anche sul volto di André Correa do Lago, diplomatico di lungo corso, scelto dal presidente Lula perché guidasse questa 30esima Conferenza Onu sul clima. L’aver raggiunto comunque un accordo, tra i quasi 200 Paesi presenti qui, in un contesto geopolitico difficilissimo, p…
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Txai Suruí è uno dei simboli dell'Amazzonia e a Belém ha spiegato gli effetti del cambiamento climatico sulla sua comunità: «Nonostante l'indifferenza dei Grandi, questa conferenza è stata un bagno di realtà. E noi abbiamo idee per posticipare la fine del mondo» «Mentre voi chiudete gli occhi davanti alla realtà, il guardiano della foresta Ari Uru-Eu-Wau-Wau, amico d’infanzia, è stato assassinato per avere protetto la natura.
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La COP30 è arrivata a un passo dal fallimento formale. Dopo ore di trattative serrate, interruzioni, veti incrociati e mediazioni impossibili, all’alba i negoziatori si sono ritrovati di fronte a un testo che non conteneva né una road map per l’uscita dai combustibili fossili, né un impegno vincolante per allineare la traiettoria globale agli 1,5°C. Eppure, un accordo c’è. O meglio: un compromesso.
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“La COP30 doveva essere la conferenza dell’azione, della chiarezza, del coraggio. Invece, ancora una volta, ci troviamo davanti a un accordo frenato da interessi che nulla hanno a che vedere con la tutela del pianeta”. Lo dichiara Silvia Pettinicchio, Global Strategy Director di Plastic Free Onlus (associazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica oggi presente in 40 Paesi nel mondo), commentando l’intesa raggiunta a Belém nelle ultime ore.
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L'Ue appoggia la nuova proposta di accordo alla conferenza climatica Cop30 a Belèm, in Brasile. Questo si apprende da fonti vicine alle trattative al termine del coordinamento tra i paesi europei. Tra i punti principali il potenziamento della finanza per l'adattamento. Nessun riferimento invece nel testo alla tabella di marcia di uscita dalle fonti fossili come carbone, gas e petrolio. Responsabili per prossimo Cop30 Turchia che ospiterà il vertice, e Australia che supervisionerà i negoziati formali.
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L'intesa ha rischiato di saltare per la prima volta nella storia della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Non ci sarà però nel testo del piano per affrancarsi da gas, petrolio e carbone. Secondo quanto trapela ci saranno invece misure per accelerare l’azione climatica, la rivisitazione delle barriere commerciali correlate e l'impegno a triplicare i fondi destinati ai Paesi in via di sviluppo per aiutarli a resistere a eventi meteorologici estremi Hanno rischiato di…
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La conferenza sul clima Cop30 di Belém, nel cuore dell’Amazzonia, è entrata nel suo momento più delicato. Dopo una notte di negoziati e un vertice già andato oltre la scadenza ufficiale, il futuro dell’accordo è appeso a un filo: l’Unione europea ha respinto la bozza presentata dalla presidenza brasiliana perché giudicata troppo debole sulla riduzione delle emissioni e, soprattutto, perché non nomina mai esplicitamente petrolio, gas e carbone
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"In un momento geopolitico quale quello attuale, dove è finita un'epoca e gli interessi e gli equilibri politici mondiali e quindi automaticamente le alleanze sono molto diverse rispetto al passato, devo dire che era l'unica soluzione fattibile, quindi deve essere vista con positivamente, con soddisfazione". Lo afferma il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, parlando della bozza di accordo alla conferenza climatica Cop30 di Belem, a margine della plenaria convocata per le 11.
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La Ue ha ceduto dopo avevr bloccato l'in tersa: sui combustibili fossili si resta all'intesa di Dubai e non si miglioreranno gli interventi La notta più lunga di Belém è terminata alle 10.30, ora locale, quando ormai i rumors di un accordo raggiunto si sono fatti insistenti. Alla fine, il multilateralismo – sempre più sfilacciato – ha tenuto, nonostante la spaccatura sui combustibili fossili con America Latina e Europa, da una parte, Brasile e Colombia in testa, e blocca arabo – con sostegno africano -…
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BELÉM – “L’accordo c’è”. Alle otto del mattino di Belém uno dei delegati europei, provato dalla notte appena trascorsa a limare il testo di compromesso, conferma che oggi potrebbe essere l’ultimo giorno di Cop30. E chiudersi con una intesa, quasi certamente al ribasso, tra i quasi 200 Paesi che partecipano a questa 30esima conferenza Onu sul clima. “Dal segretariato dell’Unfccc (l’agenzia Onu pe…
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Cop30 a Belém doveva chiudersi ieri, ma i delegati e gli ospiti (in tutto 50mila operatori) sono sempre lì ed è ormai certo che i colloqui sulla crisi climatica si protrarranno fino a tutto il weekend in Brasile, con i paesi ancora molto distanti sulle questioni cruciali dell'eliminazione graduale dei combustibili fossili e della riduzione delle emissioni di carbonio. Il presidente della Cop30, André Corrêa do Lago, ha esortato ministri e alti funzionari di oltre 190 paesi a trovare un terreno comune: "Dobbiamo preservare…
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I delegati della conferenza ONU sul clima a Belem discutono fino a notte fonda per trovare accordi su transizione dai combustibili fossili, aiuti finanziari e piani nazionali più ambiziosi contro il riscaldamento globale. La conferenza ONU sul clima di quest’anno si sta svolgendo a Belem, città brasiliana al confine con la foresta amazzonica, in un clima di trattative serrate e tensioni crescenti. I delegati di oltre cento nazioni hanno lavorato fino…
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Salta l’idea brasiliana della roadmap per l’addio ai combustibili fossili scritta nell’accordo tra i 200 paesi della Cop30. Nell’ultima bozza al vaglio fino a sera delle delegazioni arrivate a Belém da tutto il mondo non c’è traccia. E scompare anche il cenno della bozza iniziale agli stessi combustibili, carbone, petrolio e gas. Un testo debole rispetto alle ambizioni, che ha prodotto due effetti.
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«Il testo attuale tradisce l’Amazzonia, tradisce la scienza, tradisce la giustizia e le persone», ha dichiarato Juan Carlos Monterrey, carismatico inviato per il clima di Panama. La nota a piè di pagina è la bozza resa pubblica ieri dalla presidenza brasiliana della Cop30 dopo una notte di trattative in vista dell’accordo finale. Monterrey ha anche aggiunto che «un testo che non cita i combustibili fossili non sta dicendo la verità».
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Migliaia di attivisti indigeni, un picchetto di soldati e, tra le penne e le grida, un uomo in giacca e camicia a strisce solleva in alto un bambino con il volto dipinto e un copricapo rosso. Sono Correa do Lago, presidente della Cop30, e Juninhu Munduruku, figlio della leader indigena Leusa Munduruku, riferimento mondiale per la resistenza delle donne indigene e nella lista Rossa dei difensori dei diritti umani minacciati di morte.
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Falliti gli obiettivi di Parigi, ora si rischia la paralisi. Neanche l’asse tra Ue e Cina riesce ad arginare il potere dei petro-Stati Che paradosso: a un certo punto la Cop 30, il vertice Onu sul clima in corso a Belém in Brasile, ha avuto una sorta di slogan pieno di ottimismo: “Mutirão”, termine indigeno per indicare uno “sforzo comune”, la necessità di andare uniti verso un obiettivo. Il problema è che arrivati all’ultimo giorno ufficiale del vertice …
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Le premesse del ruolo italiano alla Cop 30 di Belem, il vertice Onu sul clima che si sta svolgendo in Brasile e che ieri sera avrebbe dovuto chiudersi con i nuovi obiettivi per salvaguardare il Paese e contrastare il cambiamento climatico, erano tutte nell’intervento del nostro ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Due settimane fa aveva …
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In Brasile il consigliere federale critica la scarsa ambizione del vertice ONU sul clima e chiede impegni tangibili da tutti i Paesi per una vera decarbonizzazione globale - Negoziati prorogati dopo due settimane di colloqui infruttosi
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La presidenza brasiliana ha presentato oggi una nuova proposta per la COP30, la 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, escludendo qualsiasi riferimento alla proposta di stabilire una tabella di marcia per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili. L’Unione europea considera la nuova proposta “inaccettabile” e preferirebbe addirittura concludere il vertice senza un documento piuttosto che con uno che non faccia menzione degli…
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Si fa presto a dire multirao global. Lo sforzo negoziale brasiliano si scontra con gli interessi dei paesi legati alle fonti fossili e la samba di COP 30 balla pericolosamente sull’orlo dell’abisso. Il testo proposto all’alba dalla presidenza brasiliana è straordinariamente privo di coraggio e di azione, un brodino deludente, e fotografa il fatto che nella conferenza si c…
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Venerdì 21 novembre 2025 Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – //// Ora è chiaro: Von der Leyen vuole che l’UE rimanga legata a prezzi energetici elevati e scenari geopolitici inaffidabili. Le parole della Presidente della Commissione Ue, secondo cui l’UE non starebbe combattendo i combustibili fossili ma solo le emissioni, sono dichiarazioni inopportune in questo…
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"La situazione è molto difficile. La Presidenza brasiliana sta lavorando senza sosta con lo spirito del 'Mutirao' come elemento di unione e sforzo collettivo che contraddistingue questa Conferenza". Lo ha detto il Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a margine della Plenaria Mutirao in corso a Belem."Secondo noi questo spirito deve essere riflesso all'interno del pacchetto di decisioni che dovrà essere approvato qui a Belem da tutti e per…
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I combustibili fossili dividono la Cop 30, ancora nessun accordo Milano, 21 nov. - I negoziati sul clima della COP30, funestati anche da un incendio che ha costretto ad una fuga generale improvvisa,sono entrati venerdì nel loro ultimo giorno a Belem, nell'Amazzonia brasiliana, ma tra i quasi 200 paesi presenti alla conferenza Onu sul clima non c'è ancora un accordo, soprattutto sul tema delle energie fossili.
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Nella bozza del vertice mondiale Onu sul clima a Belem non è presente il richiamo all’abbandono dei combustibili fossili. Proseguono i negoziati per trovare un’intesa. Nella bozza di accordo alla Cop30 di Belem non viene contemplata la roadmap per la fuoriuscita dalle fonti fossili. Nonostante ciò, il testo ‘Global mutirao’ sembra risolvere molti dei punti rimasti fuori dall’agenda del vertice mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici ospitato dal Brasile
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Una delegazione di cinque Ambasciatori italiani ha portato la voce del Patto Europeo per il Clima alla COP30 di Belém, il più importante appuntamento globale sul clima che quest’anno si è svolto nel cuore dell’Amazzonia. La COP30 sta segnando un punto di svolta nella geopolitica climatica. Il Brasile ha presentato una roadmap per l’uscita globale dai combustibili fossili, sostenuta da 82 Paesi, isolando di fatto i tradizionali alleati del fossile.
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La Cop30 di Belém in Brasile, nel suo ultimo giorno, si è avviata verso la conclusione senza sciogliere nel documento finale uno dei nodi principali: l'approvazione di una tabella di marcia per la graduale eliminazione dei combustibili fossili. Le divisioni fra gli Stati pesano e la presidenza brasiliana ha preso atto dell’assenza di consenso. Cop30, mancato accordo sui combustibili fossili Il ministro italiano dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha confermato il mancato…
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Clima e Cop30 È in corso in Brasile, a Belém, città nel cuore dell’Amazzonia, la 30ª Conferenza delle Parti (COP30), occasione per discutere di soluzioni climatiche, rafforzare il multilateralismo e promuovere il consenso sugli obiettivi globali per ridurre le emissioni di gas serra. A parlarne a Siamo Noi Andrea Masullo, direttore scientifico di Greenaccord, il giornalista Pierluigi Sassi e da Belém l’inviata di Avvenire Lucia Capuzzi.
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BELÉM(Brasile) – E l’Italia dov’è? Qui a Cop30 il padiglione tricolore è abbastanza visibile, in effetti: vicino a quello dei padroni di casa brasiliani. E sfiorato, fortunatamente senza alcuna conseguenza, dalle fiamme che ieri hanno stravolto i lavori della Conferenza sul clima. Capita anche di incontrare con una certa frequenza il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin lungo l’immenso corridoio su cui si affacciano le sale negoziali.
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Una nuova analisi dell’Institute for Energy Economics and Financial Analysis, basata su dati UNFCCC e IRENA, evidenzia il forte divario tra obiettivi globali e progressi reali su rinnovabili, investimenti e riduzione delle emissioni Nel 1992 Rio de Janeiro ospitò il “Vertice della Terra”, la conferenza che segnò la nascita della cooperazione climatica moderna e aprì la strada alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
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Alla Cop30 "quello che è ora sul tavolo è inaccettabile. E dato che siamo così lontani da dove dovremmo essere, è spiacevole dirlo, ma ci troviamo davvero di fronte a uno scenario di mancato accordo". Lo ha detto a il commissario europeo per il clima, Wopke Hoekstra, a margine della conferenza climatica delle Nazioni Unite di Belem. .
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Fino a questo momento gli Stati non hanno trovato un accodo per sviluppare un piano globale e una tabella di marcia per consentire l'abbandono graduale delle fonti fossili. 19.11.2025 – BelÃm – Brazilian President Luiz Inácio Lula da Silva, speaks during a speech next to COP30 President Andrà Corrêa do Lago and COP 30 CEO, Ana Toni during the 30th Conference of the Parties (COP30). Photo by Ueslei Marcelino/COP30 Nella bozza di accordo finale della COP30 l’abbandono dei…
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Nella notte è uscita una nuova bozza che fa crollare le speranze. 30 paesi scrivono alla presidenza che è inaccettabile. La doccia fredda, che si pensava impossibile visto l’andamento della prima settimana di lavori alla Cop30 di Belém, è arrivata nella notte tra giovedì 20 e venerdì 21 novembre. Nel momento cioè in cui la 30esima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite è giunta alle battute finali.
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ROMA – E’ prevista per questa sera la chiusura della Cop 30, la Conferenza delle parti per il contrasto ai cambiamenti climatici in corso nella città brasiliana di Belém dal 10 novembre. Il ministro italiano per l’Ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha tenuto nei giorni scorsi una serie di incontri bilaterali. Mercoledì ha avuto ad esempio colloqui con gli omologhi di Regno Unito, Cuba e Armenia.
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Alle sei del mattino, dopo il caos di giovedì causato dall’incendio e dall’evacuazione di migliaia di persone dai padiglioni di Cop30, arriva la nuova bozza di accordo proposta dalla presidenza brasiliana di questa 30esima conferenza Onu sul clima in corso a Belém. La notizia è che non c’è la roadmap per la uscita dai combustibili fossili. Anzi, i fossili non vengono affatto menzionati nelle sette pagine del documento intitolato “Global Mutirão: unire l'umanità in una…
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La COP30 – la 30ª Conferenza delle Parti dell’ONU sul clima – si è tenuta dal 10 al 21 novembre a Belém, in Brasile, al margine dell’Amazzonia. Per chi investe, l’appuntamento non è soltanto diplomatico: è uno dei momenti in cui vengono ridefinite le priorità globali in materia di transizione energetica, finanza climatica e tutela degli ecosistemi. Temi che negli ultimi anni hanno avuto un impatto crescente sul comportamento delle imprese, sui flussi di capitale e sui rischi di portafoglio.
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L’esperta Arvea Marieni evidenzia i progressi della Cop30, il ruolo cruciale della Cina, le tensioni interne all’Ue e l’importanza della finanza climatica per sostenere la transizione nei paesi in via di sviluppo
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(da Belèm) Fra i quattro temi maggiormente dibattuti nei giorni della Cop30 a Belém, ossia il rafforzamento dell’ambizione climatica, la giusta transizione, il finanziamento ai Paesi in via di sviluppo e l’adattamento agli impatti del cambiamento climatico, quest’ultimo è sicuramente uno dei più critici, perché le politiche da implementare nei paesi del Sud Globale non possono essere messe in atto senza i fondi necessari.
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Rivedere la bozza del testo conclusivo e inserire una tabella di marcia sui tempi per uscire dalle energie fossili: lo chiedono una trentina di Paesi alla presidenza brasiliana della Cop30. "Vi dobbiamo onestà -scrivono- Nella sua forma attuale, la proposta non soddisfa le condizioni minime per un risultato credibile. Non possiamo sostenere un testo che non includa una tabella di marcia per una transizione giusta, ordinata ed equa verso l'uscita dai combustibili fossili".
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Mentre il vertice Onu si avvia alla conclusione tutti fingono di non vedere che ormai i tagli alle emissioni dei paesi ricchi hanno un impatto sempre minore sui cambiamenti climatici. È ora di investire sull'innovazione Mentre il vertice sul clima Cop30 si avvia alla conclusione a Belém, nel cuore amazzonico del Brasile, gli attivisti se ne vanno dopo due settimane di foto nella foresta pluviale, proteste e discorsi appassionati sulla necessità di tagliare le emissioni.
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Una trentina di Paesi hanno scritto alla presidenza brasiliana della Cop30 per includere nella bozza dell'accordo una tabella di marcia per l'uscita dalle energie fossili. Il vertice sul clima dovrebbe concludersi in serata e il presidente André Correa do Lago è pressato da parte delle quasi 200 nazioni riunite a Belem dalla settimana scorsa per elaborare un testo capace di ottenere un consenso. L'ultima…
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Presso l’Auditorium San Francesco al Prato una giornata dedicata alla visione strategica dell’ente, tra interventi istituzionali, testimonianze e innovazione sociale (Perugia) È stato un evento di grande richiamo e partecipazione quello che si è svolto oggi all’Auditorium San Francesco al Prato, dove Fondazione Perugia ha presentato ufficialmente il suo nuovo Documento Programmatico Triennale 2026-2028.
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