La scomparsa di Stefano Benni. La camera ardente sarà sabato (13 settembre) dalle 11 alle 17 nel cortile dell'Archiginnasio di Bologna, la città in cui lo scrittore, giornalista, intellettuale, era nato nel 1947. il cordoglio della città, del mondo della letteratura, dei suoi lettori. Il ricordo del fratello Andrea, a cui Stefano era legatissimo, nel servizio di Roberta Castellano
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Chi ha riso al Bar Sport, commentando ancora oggi "è la Luisona" appena avvista una pasta lasciata in vetrina da troppo tempo, chi ha sognato con La compagnia dei Celestini o si è perso nelle storie de Il bar sotto il mare oggi piange la scomparsa silenziosa del loro autore. Stefano Benni se n'è andato a 78 anni, dopo una lunga malattia, lasciando un vuoto che non riguarda solo la letteratura, ma anche l'immaginario di intere generazioni.
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Il set assomiglia a un salotto. Due poltrone rosse, due persone evidentemente comode sui rispettivi cuscini: lo si intuisce dalla prossemica, quella tipica di chi condivide molto più di una semplice conoscenza. Quella di chi ha fatto un lungo cammino insieme. Se non fosse che quello è un palco – e più precisamente del festival di antropologia culturale «Dialoghi sull’uomo», poi diventati negli anni «Dialoghi di Pistoia» - penseresti di essere a casa di uno di questi…
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– "I teatranti sono diversi, hanno regole tutte loro. Una persona bisogna raccontarla. I ricordi, i miei ricordi, danno vita alle storie sul palco, con i fatti accaduti o magari che accadranno". Paolo Rossi, attore, drammaturgo e regista, fatica un po’ a parlare della scomparsa di Stefano Benni, amico e compagno di cammino fin dagli inizi, vicino e lontano. "Venivo a trovarlo spesso... È il momento peggiore per parlare di Stefano Benni", è il suo esordio.
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Genova – «Tutto è nato sul palcoscenico». Con quel “tutto” Giorgio Gallione, regista genovese, riassume il rapporto con Stefano Benni: una meravigliosa intesa di lavoro, una stagione teatrale indimenticabile e una lunga amicizia sullo sfondo di Genova. «I primi anni del Teatro dell’Archivolto - ricorda Gallione - sono stati molto caratterizzati dalla presenza di Stefano come autore, amico, rifer…
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– "Mi ricordo ancora quando gli portai i miei primi racconti, si scriveva ancora battendo a macchina e si fotocopiavano i fogli, avevo poco più di vent’anni, lui forse quaranta, era la metà degli anni Ottanta". La scrittrice Grazia Verasani ha avuto dei mentori importanti e storici come Gianni Celati e Roberto Roversi. E certamente Stefano Benni, che la supportò molto e le disse: "Scrivere è una missione, ricordatelo".
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PARIGI – «Per me era l’immagine e l’incarnazione dell’Italia. Un’Italia vivacissima, spontanea, gioiosa, irriverente, creativa e disincantata. Niente a che vedere con l’immagine politica del vostro Paese che ci siamo abituati a vedere negli ultimi tempi. Per me la vera Italia era quella incarnata da Stefano Benni». Daniel Pennac ricorda così l’autore di Comici spaventati guerrieri, di cui è stato…
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«Era un grandissimo scrittore, ma essendo considerato un autore comico non è stato apprezzato quanto meritava». L’attore Paolo Rossi parla di Stefano Benni con pudore e commozione. Si sono conosciuti all’inizio delle rispettive carriere e mai persi di vista. A unirli una comicità stralunata, una vena magica e grottesca. Spettacoli insieme, amici comuni come Dario Fo e Enzo Jannacci. La notizia de…
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Il primo Benni, con i suoi corsivi e le sue poesie, precede di parecchio l’esplosione satirica degli anni Ottanta. Per capire che Stefano, morto ieri a 78 anni, è stato un precursore – e di conseguenza un maestro – basta e avanza dare un’occhiata agli archivi. Prima c’è stato lui, poi siamo arrivati noi altri. La satira politica fioriva attorno ai movimenti allora detti extraparlamentari, dove …
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