Matteo Legnani 04 maggio 2024 “Death to America”. “Morte all’America”. È lo slogan che i poliziotti hanno trovato su alcuni deliranti poster affissi nel campus della Columbia University, dopo aver sgomberato con la forza i manifestanti filo-Hamas che avevano occupato la palazzina che ospita il rettorato dell’università newyorkese. Un messaggio che porta quanto sta accadendo negli atenei americani molto più in là della protesta a favore dei palestinesi e contro Israele
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Allora come oggi le manifestazioni che dettero vita al ’68 erano state precedute dalle occupazioni degli atenei americani contro la guerra nel Vietnam e non sempre si trattava di episodi pacifici. Siamo ancora a maggio, ma è una coincidenza, perché le analogie tra ieri e oggi si fermano qui, ed è presto per dire che le occupazioni nelle università della California, della Columbia di New York e di altri atenei contro la guerra di Gaza sono un anticipo di un nuovo ’68 postmoderno contro l’ordine mondiale.
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Ci sono mesi di formazione e pianificazione da parte di attivisti e gruppi di sinistra dietro le proteste pro-Palestina scoppiate nelle università americane. È quanto rivela il Wall Street Journal, mettendo in luce come le manifestazioni che stanno agitando gli atenei statunitensi non siano state improvvisate. Nei mesi precedenti agli accampamenti dentro la Columbia University, gli studenti hanno iniziato a…
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Secondo Luca Falciola, professore di storia della Columbia University, gli studenti hanno portato alla luce delle contraddizioni all'interno dalla Columbia puntando i riflettori sui legami dell'università con Israele. L'intervista a Fanpage.it: "C'è una grandissima discrepanza tra quello che l'università proclama a livello di ideali e quello che fa e continua a portare avanti a livello di politiche e di finanziamenti".
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