Un enorme serpente alla Cop29: simboleggia i Paesi inquinanti 15 novembre 2024 Baku, 15 nov. - Nuova protesta a Baku durante la Cop29, il vertice delle Nazioni Unite per il clima che quest'anno si tiene nella capitale dell'Azerbaigian. Un gruppo di attivisti per il clima ha portato un enorme serpente, accompagnato dallo slogan "Estirpiamo i serpenti", come metafora dei Paesi più inquinanti, utilizzatori dei combustibili fossili e maggiori emissori di CO2
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Al vertice di Baku delle Nazioni Unite negoziatori al lavoro e parti ancora distanti. Le cifre indicate da un gruppo di esperti indipendenti quantificano il nuovo obiettivo di finanza climatica in 1.300 miliardi di dollari all'anno, da mobilitare entro il 2035 Quanti soldi servono per affrontare la crisi climatica? Su questo i negoziatori sono al lavoro nelle stanze dello stadio di Baku che ospita la Cop29.
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Al vertice di Baku sul Clima presentato il nuovo rapporto di Climate Action Tracker. Abbiamo intervistato lo scienziato tedesco Niklas Höhne: l’elezione di Trump non è un bene per le politiche climatiche, farà esattamente il contrario di quello che dobbiamo fare
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Decarbonizzare trasporti pesanti, convegno Unem con Rie Bologna 14 novembre 2024 Roma, 14 nov. - Come decarbornizzare il trasporto pesante sia stradale che marittimo? Quali alternative abbiamo? Quale il ruolo dell'intermodalità? Se ne parlerà il 18 novembre presso il Centro Studi Americani in via Caetani 32 in occasione della presentazione dello studio "Dercabonizzare i trasporti pesanti. Prospettive dei segmenti stradale e marittimo", realizzato da UNEM in collaborazione con il Rie di…
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Sembrava dover essere ricordato come uno scontro titanico quello di Dubai per ottenere alla Cop 28 quel vago “transition away” dai combustibili fossili. Ora, a Baku, se lo sono perfino dimenticato ed anzi hanno ricordato che è colpa dei consumatori se i petrolieri sono costretti a estrarre e vendere schifezze. In Azerbaijan la presenza di Giorgia Meloni non è stata casuale. Anzi, ha voluto rimarcare che anche l’Europa può partecipare al gioco dei negazionisti.
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Durante la Cop29 in Azerbaijan la protesta degli attivisti climatici sugli spalti dell'Olympic Stadium di Baku, dove è comparsa una scritta gigante: "Pay up!" ("Pagate!"). Il messaggio rivolto ai Paesi ricchi per sollecitarli a rispettare gli accordi per il "loss and damage", il Fondo per gli aiuti economici ai Paesi in via di sviluppo. Le proteste per la giustizia climatica hanno attraversato anche i corridoi della sede che…
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Al via i negoziati sul clima alla Cop29 14 novembre 2024 La prima settimana di lavori del vertice mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la Cop29 quest'anno ospitata dall'Azerbaigian a Baku, il progetto dell'Atlante delle foreste di AzzeroCO2 e Legambiente, e la crescita dell'industria dei rifiuti. Ecco gli argomenti dell’edizione del Tg Green di questa settimana.
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Cop29, le ragioni di Greta Thunberg: "Non partecipo a Cop29 per l'estrema ipocrisia dell'Azerbaijan"
Greta Thunberg torna a puntare il dito contro lo svolgimento del vertice sul clima Cop29 in Azerbaijan, un paese che, a suo avviso, "esercita repressione e vuole aumentare la produzione di combustibili fossili". Durante un'intervista a Yerevan, la capitale armena, l'attivista svedese che nel 2018 parlò alla platea della Cop24, a soli 15 anni, definisce oggi inaccettabile "l'estrema ipocrisia del petro-Stato responsabile di pulizia…
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Quando si parla di clima e di ambiente regna l’ideologia, lo sappiamo. L’integralismo più becero e peloso annichilisce il buonsenso. Terrorismo, allarmismo, castronerie di ogni tipo. Il ritornello è sempre lo stesso e difficilmente cambierà. Già dall’apertura della Cop29 non sono mancate le sparate d’autore, ma con il passare dei giorni la situazione sta esponenzialmente peggiorando. Non tanto per gli obiettivi – certamente nobili – quanto per le presunte soluzioni messe sul…
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Alla Cop29 di Baku - vedere come le proteste della società civile e degli attivisti climatici sono state nel tempo ridimensionate, delocalizzate e anestetizzate. Oggi in un piccolo angolo all'entrata della hall della Cop, che si tiene nei padiglioni costruiti al fianco del Baku Stadium, un centinaio di attivisti si è radunato per dar vita a una protesta al grido di "stop fuel genocide", unendo la questione climatica a quella dei diritti umani, sottolineando come dall'Azerbaijan parte il gas che…
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I primi risultati della COP29, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, non sembrano dare molta speranza in merito a una reale possibilità di cambiamento rispetto alle politiche ambientali. Numerosi tra i partner dell’evento sono coinvolti nel settore dell’energia fossile, mentre lo stesso presidente dell’Azerbaijan (Paese ospitante la COP), Ilham Aliyev, ha definito petrolio e gas un «dono di Dio».
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"Sul tema principale della Cop29, il nuovo obiettivo di finanza climatica, l'Ncqg, le parti sono ancora divise in modo signficativo. Sul quantum (la somma da destinare agli aiuti, n.d.r.), se debba venire da fondi pubblici o anche dai privati, su chi debba contribuire. E' difficile dire ora dove sarà il punto di caduta. Speriamo che la prossima settimana, quando torneranno i ministri, emerga quello spirito di compromesso che c'è stato alla pre-Cop".
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La protesta degli attivisti alla conferenza delle Nazioni Unite in Azerbaigian (La Presse) E’ andata in scena questa mattina a Baku, in Azerbaigian, la protesta di circa 50 persone alla sede della Cop29, dove gli attivisti hanno manifestato per chiedere che i Paesi trovino un accordo sui finanziamenti per il clima. Alcuni manifestanti, all’ingresso della conferenza delle Nazioni Unite, hanno indossato costumi degli animali maggiormente colpiti dal cambiamento climatico, come gli orsi polari
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La Cop29 di Baku si concentra sui trilioni di dollari disponibili nel mondo per aiutare i Paesi in via di sviluppo a ridurre la loro dipendenza dai combustibili fossili e ad adattarsi alle conseguenze della crisi climatica. I difficili negoziati della conferenza annuale delle Nazioni Unite sul clima devono concludersi il 22 novembre con un accordo finanziario: quanto si impegneranno l'Occidente e il Giappone a mettere sul piatto, oltre al loro precedente impegno di 100…
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Servono 6.500 miliardi di dollari all'anno in media fino al 2030 per raggiungere gli obiettivi climatici globali. Di questa cifra, 1.300 miliardi servono per i paesi emergenti e in via di sviluppo (Emdc) diversi dalla Cina. E' quanto si legge nel terzo rapporto del "Gruppo di esperti indipendenti di alto livello sulla finanza climatica", presentato alla Cop29 di Baku nella giornata dedicata a finanza, investimenti e commercio.
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Giorgia Meloni rilancia una diversa prospettiva energetica in Italia, «il nucleare può cambiare le carte in tavola». Secondo la premier «abbiamo bisogno di un mix energetico equilibrato per migliorare il processo di transizione. Dobbiamo utilizzare tutte le tecnologie disponibili. Non solo le rinnovabili, ma anche il gas, i biocarburanti, l'idrogeno, la cattura della Co2 e, in futuro, la fusione nucleare che potrebbe produrre energia pulita…
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Fra slogan triti e ritriti, fughe in avanti e retromarce, l’intervento della premier italiana Giorgia Meloni davanti alla platea di COP 29, a Baku, non resterà certamente negli annali del vertice mondiale sui cambiamenti climatici. Alla prima categoria ascriviamo l’invito a un approccio “pragmatico e non ideologico“ e alla “neutralità tecnologica” che dovrebbe caratterizzare il “mix equilibrato” di soluzioni per «proteggere la natura ma con l’uomo al centro».
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È molto divertente quanto succede alla famosa Cop29, quell’incontro internazionale che si occupa dell’ambiente del mondo. Sapete dove la fanno? A Baku, in Azerbaijan! E il padrone di casa, appena arrivano tutti i delegati, 50mila persone dice “il petrolio è un dono di Dio”. Cioè, siamo alla farsa. Dove fanno la roba sulle questioni ambientali? A Baku in Azerbaijan, dove arrivano i tubi del gas che girano in tutto il mondo perché è puro fossile e non se ne vergognano di dirlo.
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Cari colleghi, questo vertice, per cui ringrazio la presidenza azera, è chiamato a dare ulteriore impulso all’impegno per limitare l’aumento della temperatura globale entro gli 1,5°C. A Dubai ci siamo posti obiettivi ambiziosi: triplicare la capacità di generare energia rinnovabile nel mondo e raddoppiare il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030. Per raggiungere questi obiettivi è necessaria la collaborazione di tutti -…
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Qualche cifra sulla finanza climatica di cui si discute a Cop29, la conferenza sul clima dell'Onu in corso in Azerbaijan, c'è. O meglio, è uscita dalle stanze dei negoziatori, e ha preso la forma di un documento ufficiale, uscito nella mattinata di mercoledì 13 novembre. Il nuovo obiettivo comune di finanza climatica (Ncqg), il tema di questa Conferenza delle parti, comincia, così, a prendere forma.
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L'approccio è più che mai pragmatico. Al terzo giorno della conferenza di Baku (Cop29) sul clima la premier Giorgia Meloni ribadisce l'impegno dell'Italia a rispettare gli accordi di Parigi (2015) ma precisa: «La natura va difesa con l'uomo al centro. Un approccio troppo ideologico e non pragmatico su questo tema rischia di portarci fuori strada». Quindi sì al nucleare sicuro, senza rinunciare pregiudizialmente alle energie fossili, aumentando - beninteso…
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La vittoria di Donald Trump non è un buon segno per chi propone ricette ambientaliste contro il cambiamento climatico. Nel 2017 il tycoon fece uscire gli Usa (poi rientrati nel 2021) dagli accordi di Parigi e il Wall Street Journal ha già scritto che il neopresidente ripeterà la scelta, firmando un ordine esecutivo il 20 gennaio: giorno in cui entrerà in carica. A confermare l'orientamento è la figura che Trump ha individuato per guidare l'Epa, l'agenzia che fa da ministero dell'ambiente negli States.
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Se fossimo nel 2049, il discorso della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al Summit delle Nazioni Unite sul clima che si sta tenendo in questi giorni a Baku in Azerbaigian, non farebbe una piega. «L’Italia è in prima linea sulla fusione nucleare» dice la presidente rivolgendosi ai delegati di tutto il mondo, sottolineando l’intenzione di «rilanciare questa tecnologia che potrebbe cambiare le…
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Alla Cop29, ieri, è stato il giorno del sovranismo. Da un lato Giorgia Meloni, unica presente tra gli alfieri della destra radicale occidentale, che ha portato al tavolo delle trattative la sua visione della transizione, piena di gas e di soluzioni dalla dubbia efficacia. Dall’altro Javier Milei, il presidente argentino che, da Buenos Aires, ordina a sorpresa ai suoi negoziatori di ritirarsi. Meloni è atterrata in Azerbaigian in mattinata ed è rimasta il minimo indispensabile per intervenire al summit sul clima delle Nazioni Unite
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Il commissario Wopke Hoekstra si è anche impegnato a rendere più competitiva l'industria europea dell'energia pulita, perché la decarbonizzazione non è solo una strategia climatica ma anche economica e di crescita PUBBLICITÀ Il terzo giorno della Cop29 a Baku, la High Ambition Coalition, guidata dalle Isole Marshall, ha riaffermato i propri impegni in materia di clima. Durante la sessione plenaria della coalizione, Hilda Heine, presidente delle Isole…
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E’ arrivata con un discorsetto probabilmente scritto da qualcun altro, ma che ben rifletteva la posizione del governo sulla transizione ecologica: l’energia rinnovabile, lungi dall’essere centrale nel raggiungimento della neutralità climatica, per Meloni, alla COP29, diventa quasi residuale. Nel suo discorso Meloni tira fuori una “ricetta” per la transizione fatta di svariate cose diverse, ma unite dalla stessa caratteristica: l’inutilità ai fini della transizione.
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è andata a Baku, alla conferenza Onu sul clima Cop29, sostenendo che non c’è un’alternativa immediata ai combustibili fossili e che “l’Italia è in prima linea sulla fusione nucleare che può rappresentare un punto di svolta”. Huffpost ne parla con Nicola Armaroli, dirigente di ricerca CNR e autore di molti libri sull’energia. È proprio così? Dovremo aspettare a lungo per abbattere le emissioni serra che…
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Di Pierluigi Sassi «Ho appena assistito ad uno dei più grandi disastri climatici della nostra storia. Più di 200 persone hanno perso la vita. Per loro sono qui: a dire che il cambiamento climatico uccide». Con questa dolorosa dichiarazione il leader spagnolo, Pedro Sánchez, ha ricordato al pubblico della Cop29 di Baku che non sarà uno spirito da “Coplandia” a fermare le quotidiane tragedie provocate dal clima.
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Pochi leader al vertice sul Clima delle Nazioni Unite ma la macchina va avanti. Dopo anni di stallo sono stati adottati gli standard di qualità dei crediti di carbonio, fondamentali per il lancio di un mercato globale che finanzierebbe progetti di riduzione delle emissioni di gas serra
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La Cop29, la ventinovesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, è in corso a Baku, in Azerbaigian, dall'11 al 22 novembre 2024. Tra i temi centrali la finanza climatica e l'attuazione degli Accordi di Parigi. Ma l'assenza di molti leader mondiali fa presagire un summit molto difficile e il rischio di scarsi risultati.
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