Ci sono notizie positive per il mercato del lavoro in Italia e che invitano a guardare con cauto ottimismo al trend sui salari a seguito dei rinnovi contrattuali. Nei primi tre mesi dell’anno, l’incremento delle retribuzioni orarie medie è stato stimato dall’Istat del 2,6%. E’ stato più marcato per i dipendenti della Pubblica Amministrazione (+3,2%) e meno per quelli del settore privato (+2,3%). Nello stesso periodo, l’inflazione italiana su base annua è stata in…
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Altre notizie:
Oltre quattro milioni di lavoratori hanno il contratto collettivo scaduto; in pratica, un dipendente su tre sta ancora aspettando un aumento di stipendio che permetta di recuperare, almeno in parte, quanto perso con l’inflazione. Risultato: rispetto al 2021, le retribuzioni reali lorde sono ancora sotto di quasi otto punti. È in questo contesto, descritto ieri …
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Alla fine di marzo 2026, per l'insieme dei settori economici, i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica sono 46; riguardano circa 9 milioni di dipendenti, che corrispondono al 68,8% del totale. Tale percentuale è la sintesi di una quota pari all'87,9% nel settore privato e a zero nella pubblica amministrazione, che ha tutti i contratti scaduti.Lo rende noto l'Istat spiegando che nel corso del primo trimestre 2026 sono stati recepiti 7 contratti: 5 nel settore industriale, 1…
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ROMA – La buona notizia è che nel primo trimestre 2026 i salari continuano a crescere più dell’inflazione. Quella cattiva è che il divario tra retribuzioni e aumento dei prezzi nel tempo rimane ancora ampio, e il potere di acquisto negli ultimi anni si è eroso sensibilmente. L’analisi sul primo trimestre 2026 dell’Istat certifica che la retribuzione oraria media nel periodo gennaio-marzo 2026 è c…
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ROMA (MF-NW)--La retribuzione oraria media nel periodo gennaio-marzo 2026 è cresciuta del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo rileva l'Istat, precisando che l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie, a marzo 2026, aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente e del 2,4% rispetto a marzo 2025; l'aumento tendenziale è stato più marcato per i lavoratori della pubblica amministrazione (+3,2%) rispetto a quello dei dipendenti dell'industria e dei servizi privati (+2,3% entrambi).
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