La legge di Bilancio è rimasta in Senato 63 giorni, per quello che lo stesso ministro dell'Economia Giorgetti ha definito un “percorso tortuoso”. La manovra è “prudente, non stagnante”, per usare le parole del titolare del Mef. Punta a tenere insieme da una parte l'economia di famiglie e imprese, dall'altra l'equilibrio dei conti pubblici. Non ci sarà una spinta alla crescita economica, che nelle stime del governo rimarrà a +0,7% nel 2026 grazie soprattutto all'ultimo anno di risorse del…
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Governo, manovra al rush finale: il 30 dicembre voto definitivo alla Camera 26 dicembre 2025 Dopo la fiducia incassata in Senato sulla legge di bilancio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni guarda già al 2026, che si annuncia ancora più complesso del 2025, tra riforme in sospeso, impegni fiscali e scadenze istituzionali decisive per la tenuta della maggioranza. La manovra è al rush finale: sabato 27 dicembre il passaggio in commissione Bilancio alla Camera, domenica 28…
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La Commissione Bilancio di Montecitorio si riunirà domani alle 10.30 per l'esame del testo della Manovra approvato dal Senato alla Vigilia di Natale. Non sono previste votazioni e i deputati della Camera potranno partecipare alla seduta in videoconferenza. Il testo della Manovra sarà in Aula per la discussione domenica 28 pomeriggio. Al termine il governo porrà la fiducia, come già al Senato. Dichiarazioni di voto e poi voto sulla fiducia il 29 pomeriggio.
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Secondo il ministro Giorgetti non è una novità che una finanziaria entri in Parlamento in un modo e ne esca in un altro. E anche la corsa al voto natalizio non sarebbe un fatto eccezionale, anzi. Invece, per gli esperti di questioni parlamentari e i partiti di opposizione, una baraonda così non si era mai vista. Difficile stabilire chi abbia ragione, forse sono vere ambedue le posizioni. Più di un commentatore sostiene che in questa manovra mancherebbe la ‘‘crescita’’…
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Via libera del Senato a una manovra che arriva a valere 22 miliardi di euro. Manca ancora il passaggio del ddl alla Camera (si inizia sabato 27) per il semaforo verde definitivo entro Capodanno, ma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti già dice che “tutto è bene quel che finisce bene”. I punti della manovra Ecco i punti del ddl: dall’oro del ‘popolo italiano’ al Ponte sullo Stretto, dal taglio delle tasse al ceto medio alla pace fiscale fino al piano Imprese e alla previdenza.
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Il 23 dicembre 2025 il Senato ha approvato la Legge di Bilancio 2026 attraverso un maxiemendamento governativo. Per il settore delle comunicazioni elettroniche e tlc non si tratta di una manovra “monotematica”, ma il testo contiene alcune scelte che incidono in modo concreto su regolazione, costi a carico del mercato e (indirettamente) investimenti in infrastrutture e servizi digitali. Allo stesso tempo, alcune misure attese – soprattutto su frequenze mobili e rimborsi per obblighi…
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La Legge di Bilancio 2026, dal valore complessivo di circa 22 miliardi, è stata approvata al Senato il 23 dicembre 2025 con 113 voti favorevoli, 70 contrari e 2 astensioni. È stata rinnovata la fiducia al Governo approvando l’emendamento interamente sostitutivo degli articoli della prima sezione del Bilancio 2026 (A.S. 1689). Alla Camera arriverà per il voto finale il 30 dicembre 2025. Il provvedimento combina misure fiscali di rilievo - tra cui la riduzione della seconda aliquota IRPEF dal 35% al…
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Risorse aggiuntive per la Zes unica, decontribuzione per le aziende che assumono giovani e donne disoccupate ma anche, a sorpresa, un piano per la realizzazione di infrastrutture strategiche di ricerca nel settore delle tecnologie quantistiche e dell’intelligenza artificiale: sono queste alcune delle novità del pacchetto Sud della manovra economica contenute nel maxi-emendamento approvato ieri dal Senato
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La pressione fiscale con la cura Meloni non è mai stata così alta negli ultimi dieci anni. Quest’anno siamo arrivati a 42,8% a fronte del 42,5 del 2024. E con la Manovra rischia di salire ancora di più, considerando la pioggia di imposte piccole e grandi in arrivo. Per gli istituti di credito arriva l’aumento dell’Irap di due punti percentuali, lo slittamento delle Dta e la possibilità di attingere alle riserve con aliquote ridotte nei primi due anni.
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