La valutazione della riforma costituzionale va senz’altro condotta dall’angolo prospettico del cittadino, per capire se segni un arretramento o meno dei suoi diritti democratici e di libertà, quali delineati dalla Costituzione. Il trend storico non appare positivo. La riforma del titolo V (Legge Costituzionale n. 3/2001), varata quando al governo vi era il centro-sinistra, portò all’abrogazione degli artt.
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Prima che leggiate questo articolo, per dovere di trasparenza vi avverto: l’autore dirà Sì al referendum sulla separazione delle carriere, pur non avendo votato per il centrodestra, che nel suo programma elettorale annunciava con chiarezza questa riforma. Aggiungo di aver scelto il Sì anche al referendum che nel 2020 ridusse il numero dei parlamentari, nonostante non avessi votato per i Cinquestelle che l’avevano voluto.
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Gentile direttore, caro Giuseppe, ma che senso ha? “Ma noi possiamo continuare così in questa Nazione?”, si chiedeva ieri sera la premier in diretta televisiva. “Possiamo continuare che, quando c’è qualcosa che non funziona e che possiamo sistemare, se lo propone un altro, dobbiamo per forza dire no?”, aggiungeva la Meloni nell’occasione. E aveva ragione. Il fatto non è politico. È la constatazione a essere storica.
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Referendum confermativo della riforma costituzionale sulla giustizia: da cittadino, ritengo che si debba partire da una considerazione storica e politica. La Costituzione italiana, «la più bella del mondo», è stata approvata dall'Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947, con un'ampia convergenza sull'intero testo nel voto finale (453 favorevoli, 62 contrari). La Repubblica, nata per volontà dei cittadini, radicava le fondamenta nel dialogo tra le…
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Il 10 marzo, alle 15.45, nell’Aula magna del Complesso didattico Mattioli (via Mattioli, 10 – Siena), si terrà il convegno “Verso il referendum sulla riforma del Titolo IV, Parte II della Costituzione". L’evento si tiene nell’ambito del Corso di Diritto costituzionale del dipartimento di Giurisprudenza ed è promosso insieme all’Ordine degli Avvocati di Siena e alla Camera Penale di Siena e Montepulciano
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Nicolò Zanon, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, presidente del Comitato “Sì riforma”, partiamo dall’attualità e ovviamente dalla riforma sulla separazione delle carriere: i fautori del No sostengono che con questa modifica si spezzano determinati equilibri costituzionali. Si parla di attacco alla Costituzione. È così o invece la riforma riequilibra qualcosa che si è perduto rispetto alle intenzioni dei padri costituenti? Mi perdoni, non c’è affatto bisogno di scomodare nientemeno che gli…
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