Con 66,3 milioni di visualizzazioni in soli 11 giorni, Adolescence diventa la miniserie più vista su Netflix nelle prime due settimane dall'uscita, e nel Regno Unito fa la storia battendo anche i programmi della BBC
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Approfondimenti:
Parliamo di Adolescence perché siamo gli unici che non l'hanno ancora fatto Crollano le vendite della Tesla in Europa. E chi le vandalizza - minaccia Trump - finirà in carcere assieme ai narcotrafficanti. Adolescence, perché è la serie del momento. La svolta del Var: gli arbitri spiegheranno le decisioni ai tifosi sugli spalti.
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Questo articolo è pubblicato sul numero 14 di Vanity Fair in edicola fino al 1 aprile 2025 L’adolescenza come precipizio: in fondo lo sappiamo tutti, perché lo siamo stati, che dall’adolescenza si esce vivi per miracolo, ogni generazione per un motivo diverso. Qui c’è il tema dell’odio verso le donne, che non arriva solo da internet (che però lo propaga) né solo dalla famiglia, che però anche inavvertitamente trasmette dei traumi intergenerazionali.
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( 3 ) Il terzo episodio della miniserie Adolescence si rivela un’opera di straordinario impatto, portando lo spettatore in un viaggio intenso e claustrofobico nella mente di Jamie, protagonista che ritroviamo sette mesi dopo il suo arresto. Questo capitolo rappresenta un punto di svolta nella narrazione, espandendo la trama con una profondità psicologica raramente vista nelle produzioni contemporanee.
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Ma Adolescence, a dispetto del titolo, non vuole raccontare l’adolescenza (bisognerebbe forse poi distinguere tra la prima adolescenza e la seconda; parrebbe che sia la prima a terrorizzarci di più, il momento della corruzione dell’infante, il sopraggiungere del sesso. I dodici, tredici anni ci atterriscono, i sedici sono già diversi), o comunque non solo, vuole raccontare il rapporto maschio-femmina.
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Si chiamava Davide, e pure Alexandra. Ed era nella serie "Adolescence" di cui tutti parlano. No, non c'era davvero. Ma c'erano piccoli atti di odio, piccoli e incredibilmente tanti, gocce che fanno gli tsunami, per certuni di noi molto sfortunati. No, lì c'era Jamie, che a 13 anni a un certo punto accoltella a morte una sua coetanea. E no, è un esercizio senza senso - nelle tre puntate e mezza successive - chiedersi…
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Classe 2009, nato a Warrington, Inghilterra. Owen Copper, l'enfant prodige della serie Netflix Adolescence, è cresciuto in una famiglia che non ha legami diretti con il mondo dello spettacolo. Sua madre fa la badante, i suoi due fratelli maggiori sono elettricisti e il padre lavora nell'informatica. Tutt'altro che filglio
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Della serie di Netflix che in questo momento guardano tutti, Adolescence, ogni recensione loda una scelta stilistica: ciascuna delle quattro puntate è girata in un solo, lungo, piano sequenza. Certo, in quest'epoca abbiamo un gusto cinematografico così poco sofisticato che applaudiamo alla scelta d’autore ogni volta che un film devia dal solito montaggio sincopato e invisibile, privo di sottintesi.
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Adolescence è la serie tv del momento e la più vista in Italia su Netflix. La miniserie drammatica crime è stata ideata, scritta e interpretata da Stephen Graham – che il pubblico ha già visto in Peaky Blinders – e ha stupito gli spettatori per la regia innovativa (in piano sequenza) e la drammatica storia raccontata. La serie tv affronta infatti temi complessi e molto attuali come il bullismo, la criminalità tra…
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