Kata, la bambina scomparsa La procura aveva notificato un avviso di garanzia a cinque ex occupanti dell'ex hotel Astor, ma purtroppo la svolta nelle indagini sulla scomparsa di Kata non c'è. Le tracce di sangue trovate sui rubinetti di tre stanze dell'ex hotel di via Maragliano a Firenze, dove la piccola viveva con la famiglia e altre decine di occupanti abusivi, soprattutto sudamericani e romeni, non appartengono alla bambina.
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No sono di Kata le tracce di sangue trovate sui rubinetti di tre stanze dell'ex hotel Astor di via Maragliano a Firenze. E neanche nei due trolley e nella valigia sequestrati il 17 giugno sono state rilevate tracce biologiche riconducibili alla piccola Mia Kataleya Chiclo Alvarez (questo il nome completo della bambina peruviana di 5 anni scomparsa il 10 giugno scorso dallo stesso albergo dove viveva con la famiglia e altre decine di occupanti abusivi).
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Continuano le indagini sulla scomparsa della piccola Kata, la bimba scomparsa il 10 giugno scorso a Firenze. Secondo gli inquirenti, lo zio materno della piccola potrebbe sapere qualcosa sulla scomparsa e sul suo rapimento. La mamma Katherine Alvarez: "Mi fido di mio fratello"
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Continuano le indagini sulla scomparsa della piccola Kata a Firenze. Mentre dagli ultimi accertamenti emergerebbe l'assenza di tracce di sangue su trolley e borsoni sequestrati all'ex hotel Astor, una nuova testimone punta il dito contro Lidia, "l’amministratrice" delle famiglie rumene occupanti: "Secondo me l'ha fatta scomparire lei".
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Kata scomparsa, spunta una nuova testimone: «Ho visto una donna portare via la bambina che piangeva»
Kata scomparsa: una nuova testimone riconosce in Lidia la donna che avrebbe richiamato la piccola dentro il cortile dell'ex hotel Astor, a Firenze. Lo scorso 10 giugno, giorno in cui è sparita la piccola, «stavo correndo e mi sono fermata per riposarmi un po'», racconta la donna di origine italo-americana ai microfoni de La vita in diretta, il programma condotto da Alberto Matano su Rai1. Kata, la mamma: «Qualcuno ha visto ma non parla».
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«Ho visto questa signora che ha chiamato la bambina dentro e poi ha chiuso il cancello» Una nuova testimone riconosce in Lidia la donna che avrebbe richiamato la piccola dentro il cortile dell'ex hotel Astor. Lo scorso 10 giugno, giorno in cui è sparita la piccola Kata, «stavo correndo e mi sono fermata per riposarmi un po'», racconta la donna di origine italo-americana ai microfoni de La Vita in Diretta, il programma condotto da Alberto Matano su Rai1
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Di Stefano Brogioni FIRENZE Di nuovo all’Astor. La procura fa pretattica e, per prevenire e arginare l’inevitabile can can mediatico che questo step dell’indagine innescherà, mette sotto chiave la data del sopralluogo, comunque prossimo. Ma alla luce anche di quelli che, secondo quanto trapela, sarebbero gli esiti degli accertamenti sulle valigie uscite dall’hotel occupato nel giorno della scomparsa di Kata (nessuna traccia di sangue nei due trolley celesti e…
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Non ci sono tracce di sangue nei due trolley e nel borsone sequestrati dai carabinieri all’indomani della scomparsa di Kata. Gli accertamenti, commissionati dalla procura al genetista Ugo Ricci, però proseguono, per capire se, dentro le valigie, ci siano comunque altri elementi che riconducano alla piccola peruviana di cui si sono perse le tracce dal 10 giugno scorso. I bagagli erano usciti dall’hotel Astor di via Maragliano, a Firenze, proprio…
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Si tratta una persona che lo scorso 10 giugno, giorno della scomparsa della piccola, era andata a correre davanti all’ex hotel Astor: "Ha chiamato Kata e poi ha chiuso il cancello". La procura di Firenze intende ascoltarla.
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