Prima la minaccia di distruzione totale, poi, l’annuncio di tregua per due settimane. Il confitto fra Stati Uniti e Iran vive un momento di stallo così l’improvviso – e inatteso – silenzio delle armi scaturisce un effetto positivo anche sull’economia globale. Intanto, lo Stretto di Hormuz al centro della scena geopolitica delle ultime settimane torna a essere libero, dopo una morsa che ha attanagliato il commercio dell’energia tanto per l’Occidente quanto per l’Oriente, con…
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Si attende la reazione dei mercati alle parole di Donald Trump, che ha accettato un cessate il fuoco di due settimane in Iran a condizione che riapra lo Stretto di Hormuz. Teheran ha accettato. E il petrolio è subito affondato: -10% a New York
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MILANO. I mercati tirano il fiato. La tregua di due settimane annunciata tra Stati Uniti e Iran apre uno spiraglio su un possibile allentamento della crisi in Medio Oriente e riaccende la fiducia degli investitori. Il risultato è immediato: il petrolio crolla, le Borse salgono, i titoli di Stato tornano a correre. A innescare il cambio di clima è stato il presidente americano Donald Trump, che ha dichiarato di aver concordato una sospensione dei bombardamenti e degli attacchi…
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