Dopo il dramma gli interrogatori. Che cosa ha provocato il cedimento del ballatoio al terzo livello della Vela Celeste, crollato alle 22.40 di lunedì sera? Perché nel palazzone, l’unico tra quelli tristemente famosi in tutto il mondo destinato a non essere abbattuto, continuano a vivere nel degrado assoluto 205 nuclei familiari e poco meno di 800 persone nonostante l’inizio dei lavori di riqualif…
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Di Nino Femiani NAPOLI "Era un crollo annunciato". Le quattro parole che girano sotto il gazebo al centro di Scampia sembrano già indicare una direzione all’inchiesta aperta dalla Procura di Napoli, al momento contro ignoti, per omicidio e disastro colposo. La convinzione tra i ‘velisti’ è che, prima o poi, doveva accadere: "I ballatoi sono esposti alle intemperie – denuncia una donna che abita al settimo piano –.
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Venti febbraio 2020. Nello stesso giorno in cui i tg annunciano il paziente zero e l'inizio dell'era Covid, vanno in onda, in diretta, le immagini impressionanti del crollo della Vela di Scampia. L'Italia assiste al tre-due-uno prima dell'esplosione, resta senza fiato di fronte a quel nuvolone di polvere che cresce e sembra avvolgere tutto: degrado, delinquenza, errori, menefreghismo, illegalità. In un attimo la Vela Verde, il quarto palazzone demolito, non c'è più.
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Negli ultimi otto anni circa 15 miliardi di investimenti sono stati indirizzati verso la riqualificazione delle periferie. Oltre 9 miliardi di questo stock è stato incrementato con le risorse del Pnrr. In precedenza, per esempio prima del piano periferie del 2016, la quasi totalità degli impegni era sulle spalle dei fragili bilanci comunali: sia per quanto riguarda la parte progettuale sia quella finanziaria.
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«Ho visto l’inferno». Salvatore, 52 anni, che abita nella Vela Celeste da qualche mese («mi appoggio a mio figlio») è uno di quelli che nella tarda serata di lunedì hanno partecipato ai primi soccorsi delle persone precipitate a causa del crollo di un ballatoio al terzo livello, che ha trascinato quello al secondo e al primo. «A terra – racconta – acqua, ferro, travi. Si sentiva il crepitare dei cavi elettrici spezzati.
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Video suggerito «Nemmeno la bomba aveva buttato a terra una Vela di Scampia». La frase è carpita da una delle dirette TikTok avviate pochi minuti dopo la tragedia della Vela Celeste di Scampia. La donna che la pronuncia cita a modo suo un fatto realmente accaduto: la "bomba" era una carica di esplosivo piazzata alla base della Vela F, correva l'anno 1997, per iniziare le demolizioni dei "mostri" dell'area Nord.
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Scampia, Meloni: "Sono addolorata, mio cordoglio alle famiglie" 23 luglio 2024 Giorgia Meloni ha espresso il suo cordoglio per la tragedia di Scampia, a Napoli, in cui 2 persone sono morte per il crollo di un ballatoio nella Vela Celeste. "Sono addolorata, il mio cordoglio va alle famiglie delle vittime unitamente a un pensiero di vicinanza ai feriti e ai loro cari. Un ringraziamento ai vigili del fuoco prontamente intervenuti", ha scritto sui social la premier.
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“Oggi commemoriamo una tragedia ed è difficile, è difficile farlo prendendo la parola per un territorio che ha pagato tanto, troppo“. Non ha trattenuto le lacrime in aula la deputata Gilda Sportiello intervenendo alla Camera per la commemorazione delle vittime del crollo di Scampia. “Oggi pagano sette bambini, persone che stavano lavorando a costruirsi una vita in un territorio difficile – ha…
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Di euronews Due morti e 13 feriti, e oltre 800 persone sono state fatte evacuare. Questo è il bilancio drammatico dopo il cedimento di ieri di un ballatoio della Vela Celeste, edificio simbolo del quartiere di Scampia a Napoli. Avviata un'indagine per chiarire le cause PUBBLICITÀ Il crollo di un ballatoio di collegamento nella Vela Celeste, nel quartiere di Scampia a Napoli, ha provocato due morti e 13 feriti, dei quali sette bambini alcuni in condizioni gravi.
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