Mandato di arresso della Cpi nei confronti di Netanyahu, per l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell «non ha nulla a che fare con l'antisemitismo». Rapporto Eures sui femminicidi in Italia, sono 99 le donne uccise tra il 1 gennaio e il 18 novembre di quest'anno: più di una su tre (il 37%) aveva più di 65 anni, vittime nella maggior parte dei casi del coniuge o dei figli. Tennis, l'Italia conquista il primo punto contro l'Australia nella semifinale di Coppa Davis
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Il mandato d'arresto emesso emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti di Benjamin Netanyahu è, a parer suo, «una sentenza più politica che tecnica». Almeno guardandola di «primo acchitto». Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Napoli per un appuntamento organizzato da Centro Popolare e Noi Moderati, si definisce addirittura sconcertato per un aspetto. «La cosa che ha colpito di più, e che io ho detto sin dal primo momento - argomenta…
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C’è un vincitore politico nel caso del mandato di cattura internazionale per Netanyahu e Gallant? Vediamo un po’: non è Hamas, ormai ridotto in briciole, né Hezbollah, che spera in una tregua, e neppure l’Iran, i cui capi hanno ormai gli incubi per l’imminente arrivo di Donald Trump. Nemmeno in Israele c’è chi guadagna: tutti i partiti non arabi si sono stretti attorno ai due politici del Likud (che peraltro fra loro sono nemici).
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Israele rischia di apparire isolato e vulnerabile sulla scena internazionale dopo l'emissione dei mandati di arresto nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della difesa Yoav Gallant da parte dell'Aja. Nonostante siano nei fatti inattuabili, a causa del mancato riconoscimento dello Statuto di Roma da parte di Gerusalemme e dell'opposizione che i paesi occidentali più importanti (Usa in primis, anch'essi non aderenti alla Corte), i provvedimenti rappresentano un precedente politico di gravità assoluta.
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LONDRA — «Troppo comodo per Netanyahu respingere il mandato di arresto accusando il tribunale dell’Aia di antisemitismo. Quel giudice non si è svegliato pensando “odio gli ebrei e voglio arrestare il loro premier”». Così parla Assaf Gavron, 55 anni, una delle voci più originali della nuova narrativa israeliana, autore di sette romanzi tradotti in numerose lingue: in Italia Giuntina ha pubblicato …
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Partiamo dall’ultima domanda. Il cuore del problema. Ministro Antonio Tajani, è normale che Matteo Salvini, senza consultare Palazzo Chigi e la Farnesina, dica a Benjamin Netanyahu: “Sei il benvenuto in Italia”? Non scavalca così lei e la premier? «Senta, la politica estera si deve fare in maniera costruttiva. È una cosa seria. Ogni parola va pesata, ponderata, calibrata. C’è di mezzo un Paese. E…
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È di umore tetro, Giorgia Meloni. L’ennesima fuga in avanti di Matteo Salvini sulla Corte penale internazionale che ha dichiarato Benjamin Netanyahu criminale di guerra — «Se venisse in Italia sarebbe il benvenuto» — l’ha fatta andare su tutte le furie. Non perché, nella sostanza, non condivida lo scudo alzato dal leghista a protezione del premier israeliano, anzi: per la presidente del Consiglio…
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Salvini si schiera col premier israeliano condannato dalla Corte penale internazionale per crimini di guerra: "È benvenuto in Italia". L'Italia presidente del G7 porrà il tema a vertice ministri Esteri A 24 ore dal mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e dell'ex ministro della Difesa, Yoav Gallant, per crimini di guerra e contro l'umanità, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni…
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Il mandato di arresto per crimini contro l’umanità e per crimini di guerra, emesso dalla Corte penale internazionale contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, l’ex ministro della difesa Yoaf Gallant e il capo militare di Hamas Mohammed Deif, ci dice una cosa elementare ma inaccettabile per gli odierni poteri selvaggi. Ci dice che esiste ancora un diritto internazionale; che c’è un giudice all’Aja; che all’esercizio sregolato della forza ci sono ancora limiti giuridici.
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