Paola Simonetti – Città del Vaticano Non convince la comunità internazionale la motivazione per cui Israele ha operato contro la tenda dei giornalisti dell'emittente Al Jazeera, ordinando un raid mirato che ha ucciso sei reporter a Gaza City per la presenza, secondo i vertici militari, di terroristi. L’Ue intima di fornirne le prove e l’Onu chiede una indagine indipendente e imparziale che chiarisca i contorni dell’accaduto.
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Onu:indagine su uccisione 6 giornalisti Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Guterres, ha chiesto con urgenza "un'indagine indipendente e imparziale" sull'uccisione nella Striscia di Gaza di sei giornalisti di Al Jazeera da parte dell'Esercito israeliano. Lo ha riferito il portavoce delle Na- zioni Unite, Dujarric. "Questi ultimi omicidi mettono in evi- denza i rischi estremi che i giornali- sti continuano ad affrontare quando co- prono la guerra in corso", ha aggiunto Dujarric.
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Anas al Sharif, il cronista ucciso dall’Idf che raccontava l’orrore a Gaza. «Vi affido la Palestina»
L’ultimo reportage di Anas al Sharif è stato il suo testamento. Si dice che lo avesse scritto il 6 aprile. È stato pubblicato ieri sul suo profilo Instagram e su X, quasi nello stesso momento in cui il portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano, Avichai Adraee, affermava che sì, il drone voleva colpire proprio lui e che no, non era un giornalista corrispondente di Al Jazeera a Gaza, ma un membro di Hamas
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GERUSALEMME – Sapeva di essere nel mirino, Anas al Sharif, e il 6 agosto aveva consegnato ai colleghi di Al Jazeera il suo testamento. «Se queste parole vi giungono, sappiate che Israele è riuscito a uccidermi e a mettere a tacere la mia voce», scriveva. «Ho vissuto il dolore in ogni suo dettaglio, ho assaporato la sofferenza e la perdita molte volte, eppure non ho mai esitato a trasmettere la ve…
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GERUSALEMME – Solo due giorni fa il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva convocato la stampa straniera, la prima volta da 11 mesi, per denunciare «la campagna globale di bugie di Hamas» e promettere l’accesso a un «maggior numero di reporter stranieri», pur senza specificare a quali condizioni. Nemmeno 12 ore dopo, l’Idf uccide il più noto corrispondente di Al Jazeera a Gaza, Anas Al Shari…
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Sei giornalisti uccisi in un attacco israeliano a Gaza. Secondo l'esercito israeliano uno di loro era a capo di una cellula di Hamas. Al Jazeera - l'emittente per cui lavoravano - smentisce. Reazioni internazionali e condanna dell'Onu. Intanto è allarme dell'Unicef sull'aumento dei bimbi malnutriti nella Striscia. Da Gerusalemme il corrispondente Giovan Battista Brunori
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Gaza è quel luogo del mondo dove i giornalisti fanno testamento. Un ultimo messaggio, professionale e umano, perché da lasciare ai propri figli non hanno più niente. Lo fanno perché sono obiettivi dichiarati della macchina da guerra israeliana. Anas al-Sharif era da tempo nelle liste dei most wanted del governo israeliano. Aveva un mirino puntato addosso, il grilletto è stato premuto domenica sera: una bomba ha centrato la tenda della stampa fuori dall’ospedale al-Shifa di Gaza City.
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Domenica sera, le forze israeliane hanno ucciso una intera troupe di Al Jazeera nei pressi dell’ospedale al Shifa, nel cuore di ciò che resta di Gaza City. La tenda della troupe è stata colpita da aerei da guerra israeliani, causando la morte di cinque giornalisti e del loro autista. Tra loro i corrispondenti Anas al …
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Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia perché saranno giustiziati”. Il vertiginoso e crudele aforisma è di origine incerta: se ne trova traccia in Stanis?aw Jerzy Lec, ebreo di famiglia viennese-galiziana, poeta e narratore, che conobbe l’orrore del lager e lasciò scritti disseminati di insidie e stratagemmi linguistici. Quelle parole vennero elaborate successivamente da Angelo Cecchelin…
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La notizia è più che nota e non occorre tornarci sopra: la notte tra domenica e lunedì un attacco dell’esercito israeliano contro una tendopoli di Gaza City ha ucciso sei tra giornalisti e operatori di ripresa di al Jazeera: Anas al-Sharif, Mohammed Qreiqeh, Ibrahim Zaher, Moamen Aliwa, Mohammed Noufal e Mohamed al-Khalidi. Non riporto la professione di ciascuno di loro perché il giornalismo è un lavoro di gruppo, collettivo in cui ogni funzione è fondamentale, non solo…
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“Questa è la mia volontà e il mio messaggio finale. Se queste parole vi giungono, sappiate che Israele è riuscito a uccidermi e a mettere a tacere la mia voce. Innanzitutto, la pace sia su di voi e la misericordia e le benedizioni di Allah. Allah sa che ho dedicato ogni sforzo e tutte le mie forze per essere un sostegno e una voce per il mio popolo, fin da quando ho aperto gli occhi alla vita ne…
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Per l’esercito israeliano Anas Al-Sharif non era solo il noto corrispondente della rete qatariota Al Jazeera, ma «un terrorista che operava sotto le spoglie di un giornalista» e un comandante di una cellula di Hamas incaricata di lanciare razzi contro civili israeliani e truppe delle Idf. Secondo i portavoce militari, documenti sequestrati a Gaza lo collegherebbero alla forza d’élite Nukhba del battaglione di Hamas a Est di Jabalia
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