Condividi questo articolo Dopo un’estenuante testa a testa durato tutto il giorno col 45,3% dei voti Alessandra Todde, candidata del Campo largo del centrosinistra, vince la corsa per la presidenza della Regione Sardegna. Paolo Truzzu, candidato del centrodestra, rimane al 45%. Questo dato è relativo allo scrutinio di 1.822 sezioni su 1.844 quindi può dirsi praticamente il risultato finale a sole 22 sezioni da scrutinare.
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Ciao, Ciao Paoletto: Truzzu regala al M5S la Sardegna e inguaia Giorgia Meloni, clamorosamente sconfitta. Mai nella storia il M5S aveva conquistato una regione. Non solo perde, Truzzu: tradito dalla sua città, segna il crepuscolo della destra in Sardegna e nonostante un centrosinistra spaccato nell'Isola, compie il "miracolo" di resuscitare Conte e Schlein che banchettano nella notte a Cagliari irridendo la…
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Alla lotteria del voto sardo la destra perde per eccesso di sicurezza e ci sarà da lavorare per impedire che l’esito delle Regionali produca un rodeo senza regole. Ciascuno degli alleati ha qualcosa da rimproverare all’altro. Matteo Salvini a Giorgia Meloni: l’imposizione di Paolo Truzzu, fedelissimo della premier, sindaco assai poco amato di Cagliari, a dispetto dell’u…
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È una brutta giornata per il centrodestra, ma è una giornata nerissima per Giorgia Meloni. Perché è lei che ha scelto Paolo Truzzu. Perché è lei che ha puntato sulla Sardegna per regolare i conti con la Lega. E perché è lei che ha visto interrompersi quella che finora è stata una cavalcata trionfale: nell’isola è caduto il mito della invincibilità della ’donna sola al comando’. È lei che rischia di subire i maggiori contraccolpi, è lei che inizia a temere una reazione…
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Si è affermata Alessandra Todde, raccogliendo migliaia di voti in più rispetto alle liste in suo sostegno. Una 5 Stelle che per tutta la campagna elettorale ha voluto sottolineare il suo essere di sinistra nonostante l’allergia del leader pentastellato alle «etichette». E questa forse potrebbe essere un’indicazione per la – sempre eventuale – costruzione dell’alleanza Pd-M5S a livello nazionale. Ha avuto ragione Conte, il leader allergico, che su Todde ha puntato senza prevedere subordinate.
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“Ma vinci? Sei sicuro?”. Mercoledì pomeriggio, appena sbarcata in Sardegna per il comizio finale della campagna elettorale, Giorgia Meloni aveva già molti dubbi sul risultato finale delle elezioni regionali in Sardegna. Dietro al palco, lei e Giovanni Donzelli ripetevano la stessa domanda a Paolo Truzzu, quel sindaco di Cagliari che la premier ha imposto a …
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Minuti per la lettura Quando c’è un cambio di equilibrio politico non si può privilegiare sempre chi ti è stato fedele nelle disgrazie. Bisogna almeno conciliare credenziali di competenza con quelle di fedeltà. Se non accade, c’è la guerra dei populismi tra grillini (Todde) e leghismo di Destra (prima Solinas, oggi Truzzu). Vince l’uno o l’altro, ma sempre di questo si tratta. Tra le aticipità della Sardegna c’è che a 24 ore dal voto non si sa con certezza…
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Milano, 26 feb. – La possibile vittoria di Alessandra Todde si affaccia appena, nelle primissime sezioni scrutinate in Sardegna, ma il rimpallo delle responsabilità nel centrodestra parte immediatamente. Quella che sembra essere la prima sconfitta elettorale del centrodestra a guida Giorgia Meloni impiega pochissimo a manifestare le proprie conseguenze, tanto che viene immediatamente convocato un vertice per mettere un freno al clima velenoso che inizia a montare.
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Il risultato del match consumato in Sardegna e raccontato in tempo surreale, con uno spoglio-stillicidio (tutt’altro che nuovo sull’isola, dove cinque anni fa ci volle un mese per la proclamazione del vincitore), va letto non solo come una competizione tra schieramenti, ma anche e soprattutto dentro gli schieramenti. Complice la modalità del voto disgiunto, che consente di esprimere la preferenza per un candidato presidente della Regione e un partito diverso da quelli che lo sostengono.
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Di Massimo Lodi Il governo non subirà danni. Ma il destracentro sì. La vittoria -che pare, sia pure di corto muso- d’Alessandra Todde in Sardegna incrina il melonismo in auge. Giocava soprattutto la premier, ha perso soprattutto lei. Sua la scelta del candidato, sua la faccia sui manifesti, sua l’egemonia su Salvini/Tajani. Specialmente su Salvini. Dunque la sconfitta se la prende, incarta e porta a casa.
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Una sberla all’arroganza, alla protervia, al disprezzo per le difficoltà e le sofferenze dei sardi con cui Giorgia Meloni, il suo governo e la sua maggioranza hanno proposto la prosecuzione della fallimentare esperienza della giunta Solinas affidandola all’altrettanto fallimentare sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu. Scelta nata da un lungo e duro braccio di ferro tra la ‘Fiera e Forte’ (slogan sui manifesti affissi in tutta l’isola) e il suo vice Salvini.
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Complice il passo da lumaca dello spoglio dei voti, all'imbrunire i papabili futuri governatori della Sardegna sono ancora testa a testa. Il campione del centrodestra, Paolo Truzzu, sindaco di Cagliari, conduce per un paio di punti percentuali. Eppure nei quartier generali del Pd e dei 5S il morale è alto, in quelli del centrodestra i musi sono lunghi e lo staff di Truzzu dava la partita per persa già da ore.
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Paolo Truzzu è il candidato del centro-destra alle regionali in Sardegna che si sono tenute nella giornata di ieri (25 febbraio). Abitutato già a concorrere in elezioni, essendo stato due volte consigliere regionale e una volta sindaco di Cagliari, intervistato di fronte alle urne è sembrato piuttosto tranquillo: «Ora il voto, poi chiaramente la partita del Cagliari contro il Napoli». E dopo?…
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«Gavetta nelle organizzazioni universitarie, 5 anni da consigliere in Circoscrizione, 5 da consigliere regionale, 5 da sindaco, vicecoordinatore regionale del Pdl. Prima di fare politica ho lavorato per 10 anni, energia e comunicazioni, e ho fatto volontariato. Non mi sono candidato prima di avere un lavoro». Si presentava così Paolo Truzzu illustrando il suo curriculum nei giorni in cui il centrodestra litigava per la scelta del candidato in Sardegna
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Giorgia Meloni, sfottò alla sinistra: "Perderemo i soldi...", il premier fa la "vocina" Una Giorgia Meloni tagliente e scatenata alla chiusura della campagna elettorale di Paolo Truzzu, candidato del centrodestra in Sardegna. Riavvolgere il nastro fino a venerdì, giorno dell'ultimo comizio elettorale. Ecco il premier sul palco a tirare la volata a Truzzu. E ad un certo punto, nel mirino ci finiscono Pd e opposizione, i "gufi" del Pnrr.
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