L’industria europea della Difesa si prepara a chiudere il 2025 con una remunerazione complessiva agli azionisti vicina ai 5 miliardi di dollari, tra dividendi e programmi di buyback. Un livello senza precedenti, che fotografa il nuovo equilibrio del settore: ordini in forte crescita, backlog pluriennali e una domanda strutturalmente sostenuta dagli Stati, mentre l’Europa accelera sul riarmo e sulla sicurezza strategica.
Leggi
Altre notizie:
Record di dividendi nel 2025 per i colossi del settore nel Vecchio continente (a fronte della frenata americana). Così Ursula, cavalcando lo spauracchio dello zar, spera di evitare la strage di industrie causata dal green.La guerra tra Russia e Ucraina ha già un vincitore: le grandi aziende della Di...
Leggi
Spinti della transizione verso un’economia di guerra, risposta comune delle capitali europee alla crisi industriale, i maggiori gruppi del settore bellico del Vecchio Continente si apprestano a distribuire agli azionisti una cifra record: circa 5 miliardi di dollari tra dividendi e riacquisti di azioni (buyback). Si tratta del livello più alto raggiunto negli ultimi dieci anni, una pioggia di soldi che riflette lo stato di grazia finanziaria del comparto.
Leggi
L'invasione russa dell'Ucraina ha fissato un prima e un dopo nella politica internazionale. Ma è stato così anche nel mondo degli affari, con le aziende europee della difesa a conoscere una rifioritura impressionante in termini di fatturato e profitti. Ieri, un articolo del Financial Times ha stimato che i più grandi gruppi industriali della difesa europei si preparano a pagare ai propri azionisti dividendi per 5 miliardi di dollari (il massimo dell'ultimo decennio).
Leggi
ROMA Per gli azionisti dei maggiori gruppi europei della difesa il 2025 si chiude con una remunerazione record di 5 miliardi di euro, tra dividendi e buyback, il bottino più ricco dell’ultimo decennio. Bae Systems, Thales, Dassault, Rheinmetall, insieme al colosso italiano Leonardo, a Babcock, Saab e Hensoldt sono i gruppi che hanno guadagnato di più. Gli effetti sui rendimenti della spesa militare globale seguita alla guerra in Ucraina sono stati analizzati da una ricerca di Vertical Research Partners per il Financial…
Leggi
Mentre le bombe continuano a cadere sull’Ucraina e il negoziato di pace resta imprigionato in un eterno gioco dell’oca, c’è chi con la guerra e con le armi sta facendo affari d’oro. Secondo un’analisi di Vertical Research Partners per il Financial Times, nel 2025 gli azionisti dei principali gruppi europei della difesa metteranno in tasca circa 5 miliardi di dollari. Mai così da 10 anni. Non solo plusvalenze, però.
Leggi
Gli investitori nelle azioni della difesa europee possono festeggiare quest’anno, dal momento che verranno lautamente remunerati. Secondo un’indagine condotta da Vertical Research Partners per il Financial Times, le più grandi aziende militari del Vecchio Continente restituiranno quasi 5 miliardi di dollari agli azionisti nel 2025, il livello massimo degli ultimi 10 anni. L’analisi mostra anche che, dal 2016 a oggi, il ritorno tramite dividendi e buyback è stato importante.
Leggi
Un riarmo da cinque miliardi di euro. Tanto è entrato nelle tasche degli azionisti dei principali gruppi della difesa europei nel 2025 secondo un’analisi effettuata da Vertis Research per il Financial Times. Il calcolo tiene conto di dividendi e buyback dei primi otto produttori di armi nel Vecchio Continente: Leonardo (Italia), Hensoldt (Germania), Rheinmetall (Germania), Thales (Francia), Dassault (Francia), Saab (Svezia), Bae Systems (Regno Unito) e Babcock…
Leggi
Lunedì 29 dicembre 2025 Nel 2025 i maggiori gruppi europei della difesa si avviano verso una remunerazione record degli azionisti, pari a circa 5 miliardi di dollari, ai massimi dell’ultimo decennio e trainata soprattutto… Link alla notizia
Leggi
Ascolta la versione audio dell'articolo 1' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Nel 2025 i maggiori gruppi europei della difesa si avviano verso una remunerazione record degli azionisti, pari a circa 5 miliardi di dollari, ai massimi dell’ultimo decennio e trainata soprattutto dall’aumento dei dividendi. Secondo un’analisi di Vertical Research Partners per il Financial Times, alla crescita dei…
Leggi
Mai così tanti rendimenti negli ultimi dieci anni. A incassare guadagni record sono gli azionisti dei maggiori gruppi europei della difesa, che chiudono il 2025 con una remunerazione record di 5 miliardi di euro, ai massimi dell’ultimo decennio. Secondo un’analisi di Vertical Research Partners per il Financial Times, alla crescita dei rendimenti – dovuta all’impennata della spesa militare globale seguita alla guerra in Ucraina – si accompagna un…
Leggi
Con la guerra in Ucraina e il piano di riarmo Ue, nel 2025 corre l'industria della difesa: per gli azionisti remunerazioni da record. Il dato era praticamente scontato. Le conseguenze della corsa al riarmo si sentono anche in Borsa e, come prevedibile, a festeggiare sono gli azionisti dei maggiori gruppi europei della difesa. A fornire una stima è un’analisi di Vertical Research Partners per il Financial Times: la conclusione è che per questi gruppi si va verso una…
Leggi
Le aziende europee della difesa hanno pagato 5 miliardi di euro agli azionisti fra dividendi e buyback, una remunerazione che si attesta ai massimi da 10 anni grazie al boom della spesa dei governi per armamenti. Lo rivela un’analisi realizzata per il Financial Times da da Vertis Research che ha preso in esame gli otto maggiori produttori di armi del Continente: l’italiana Leonardo (che quest’anno ha raddoppiato la cedola), le tedesche…
Leggi
Oltre 100 produttori mondiali, export USA al 43%, Italia al 4,8%, ricavi globali in crescita del 5,9%: la guerra come modello economico permanente Il commercio internazionale di armamenti ha raggiunto nel 2024 dimensioni tali da collocarlo stabilmente tra i settori industriali più rilevanti a livello globale. I cento principali produttori hanno registrato ricavi complessivi per 679 miliardi di dollari, con un incremento del 5,9 per cento rispetto ai 632 miliardi dell’anno precedente (SIPRI 2024).
Leggi
Nella storia della Repubblica quella per la difesa è stata considerata una voce di spesa scomoda, da nascondere o da rinviare. Poi, negli ultimi quattro anni, si è trasformata in una bilancia con cui misurare il potere di uno Stato: quello politico, industriale, tecnologico e finanziario. In Italia, come nel resto d’Europa, la difesa si è quindi imposta come una questione strutturale che ha bisogno di soldi, player e strategie.
Leggi
Potevano stupirci con giustificazioni speciali, cercando di dipingerli col pennello della sostenibilità o dei fattori Esg (ambientali, sociali e di governance), che ormai stanno bene su tutto. E invece no, anche perché non ce n’è più bisogno. In tempi di bellicismo imperante, di politiche industriali che millantano di non poter fare a meno di infornate di cacciabombardieri e carri armati per sostenere Pil e occupazione, investire in armi viene infatti spacciato per cosa buona e giusta, patriottica e…
Leggi
Rubrica Andiamo al cinema Tre segmenti di vita familiare. Il primo, “Father”, è ambientato nel New Jersey e segue il viaggio invernale di un fratello (Adam Driver) e una sorella (Mayim Bialik ) che vanno a fare visita al padre (Tom Waits) che vive apparentemente in povertà in una baita isolata, nella pace di un paesaggio con vista sul lago. La vicenda di “Mother” invece è situata a Dublino, e vede due sorelle (Cate Blanchett e Vicky Krieps) ricongiungersi alla madre (Charlotte Rampling), una…
Leggi
Il tema dello stop alla bollitura delle aragoste vive nel Regno Unito entra ufficialmente nel dibattito istituzionale sul benessere animale. Nell’ambito della nuova strategia governativa dedicata all’animal welfare, il governo del Regno Unito ha annunciato l’intenzione di fornire indicazioni chiare secondo cui pratiche come la bollitura di crostacei ancora coscienti non sono considerate accettabili alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.
Leggi
