Indagine Almalaurea: a un anno dal titolo conseguito, un terzo dei laureati magistrali ha un contratto a tempo indeterminato, a cinque anni la quota sale al 60%. Il rettore John McCourt: «Dati che confermano la capacità del nostro ateneo di accompagnare verso sbocchi professionali coerenti e qualificati»
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Approfondimenti:
La Federico II si conferma tra gli atenei capaci di coniugare qualità della formazione e risultati occupazionali. È quanto emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026, che ha analizzato il percorso formativo e gli esiti professionali dei laureati dell’Ateneo partenopeo. Nel 2025 sono stati 12.596 i laureati coinvolti nell’indagine sui percorsi di studio: 6.726 laureati triennali, 4.376 magistrali biennali e 1.494 magistrali a ciclo unico.
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I laureati dell'Università di Padova trovano lavoro prima degli altri, e il vantaggio si mantiene nel tempo. È quanto emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026, che ha analizzato i percorsi formativi e gli esiti occupazionali di quasi 700mila laureati in oltre 80 atenei italiani, confermando il Bo tra gli atenei con i migliori risultati sul fronte dell'inserimento professionale. IL LAVORO A un anno dalla laurea magistrale, infatti…
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A un anno dal termine degli studi il tasso di occupazione dei laureati di secondo livello dell'ateneo di Padova è dell’84,2%, rispetto all’80,2% della media nazionale. Il 27,8% ha un contratto alle dipendenze a tempo indeterminato, il 24,5% a tempo determinato, il 7,7% svolge un’attività in proprio mentre il 14,5 è part-time. I dati sono contenuti nel rapporto Almalaurea. Per quanto riguarda la retribuzione, in media è di 1.537 euro mensili netti, (1.495 euro la media…
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Preferisci ascoltare il riassunto audio? Quanto conta la scelta dell’ateneo per trovare lavoro Fonte: getty-images Per chi sta decidendo dove iscriversi, capire il legame tra laurea e lavoro è fondamentale. Nel caso di Milano-Bicocca, il collegamento con l’occupazione è molto netto, soprattutto sul medio periodo. A cinque anni dal titolo, il 92,3% dei laureati magistrali dell’Ateneo risulta occupato.
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Nel giro di un anno dall’ottenimento del titolo, più di 8 laureati su 10 usciti dall’Università degli Studi di Bergamo lavorano. Un dato positivo, anche se a livello percentuale in lieve calo rispetto all’anno scorso. Aumenta inoltre il numero degli iscritti che riesce a portare a termine il percorso di studi senza finire fuori corso. E, a conferma della dimensione sempre più internazionale dell’Ateneo di Bergamo, è in crescita anche la percentuale di universitari…
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