Il piano prevede la mobilitazione fino a 800 miliardi di euro di investimenti in difesa di cui 150 miliardi con prestiti comuni (senza però un debito comune europeo) e altri 650 miliardi da parte degli stati membri grazie alla flessibilità con la sospensione del patto di stabilità
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Approfondimenti:
La Commissione Europea ha presentato il Libro Bianco sulla Difesa, che raggruppa elementi del programma ReArm Eu e combina nuovi elementi, che danno più dettagli sull'uso dei fondi e delle partnership. La Commissione Ue invita gli Stati membri ad attivare entro fine aprile le deroghe al Patto di stabilità per investimenti in difesa permettendo di superare i limiti di spesa dell'1,5% del Pil l'anno per 4 anni.
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Libro bianco Ue, più debito per investimenti in difesa. Missiroli (Ispi): «Opportunità per l’Italia»
A poche ore dalla riunione del Consiglio europeo a Bruxelles, l’Unione europea compie un nuovo passo verso il riarmo. Il tabù del del debito pubblico è sostanzialmente caduto. La clausola di salvaguardia, che consente ai 27 di far scattare una deroga alle regole del Patto di stabilità, in modo tale da liberare risorse da destinare agli investimenti nella Difesa, è tra le soluzioni principali previste dalla Commissione europea targata von der…
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BRUXELLES – Se l’Europa vuole evitare la guerra, l’Europa deve prepararsi alla guerra». Nel giorno della telefonata tra Trump e Putin, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, rilancia il piano “Rearm Europe”. Non si tratta di parole che non tengono conto del dialogo Washington-Mosca, semmai ne sono la conseguenza. Un segnale diretto verso la Casa Bianca e verso il Cremlino. Perch…
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BRUXELLES. Nell’ultima bozza di conclusioni del vertice Ue in programma domani c’è ancora scritto che il Consiglio europeo «invita gli Stati membri ad aumentare con urgenza gli sforzi per andare incontro alle esigenze militari e di Difesa dell’Ucraina». Ma è chiaro che il messaggio emerso dalla telefonata tra Trump e Putin rimette tutto in discussione: la Russia ha chiesto di bloccare l’invio di …
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L’Europa è a un bivio cruciale. La crescente instabilità geopolitica e le tensioni con gli Usa, mentre prosegue l’aggressione russa in Ucraina, hanno reso evidente che la sicurezza e la difesa della sovranità non possono più essere delegate a terzi. L’Unione Europea ha iniziato da tempo un percorso di rafforzamento del proprio settore della difesa, ma gli investimenti finora stanziati sono insufficienti.
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La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, avverte che la stabilità su cui l’Europa ha fatto affidamento per decenni non è più garantita. "La Russia ha intrapreso una strada irreversibile verso un’economia di guerra, con il 40% del bilancio federale destinato alla difesa e una massiccia espansione della produzione militare". Il conflitto in Ucraina, secondo von der Leyen, è solo l’inizio di una più ampia competizione per il potere…
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Von der Leyen: "L'era della pace è finita, la Russia verso un'economia di guerra" La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, avverte che la stabilità su cui l’Europa ha fatto affidamento per decenni non è più garantita. "La Russia ha intrapreso una strada irreversibile verso un’economia di guerra, con il 40% del bilancio federale destinato alla difesa e una massiccia espansione della produzione militare".
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"Questa storica Accademia è uno dei motivi per cui ho scelto la Danimarca per parlare di sicurezza e per sostenere che se l'Europa vuole evitare la guerra, deve prepararsi alla guerra". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel suo discorso alla Royal Danish Military Academy."Potremmo desiderare che queste cose non fossero vere o che non dovessimo dirle in modo così schietto, ma ora è il momento di parlare onestamente, in modo che ogni europeo capisca cosa è in…
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Mentre Russia e Stati Uniti si parlano per trovare un primo punto d’incontro per arrivare almeno a un cessate il fuoco tra Mosca e Kiev, l’Unione europea continua a vedere guerra all’orizzonte. E questa volta tocca alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, suonare la carica. Lo fa dalla Royal Danish Military Academy iniziando il proprio discorso con l’ormai consueto piglio bellicista: “Se l’Europa vuole…
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"Entro il 2030, l'Europa deve avere una forte posizione sulla difesa. 'Prontezza 2030' significa aver riarmato e sviluppato le capacità per avere una deterrenza credibile". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a Copenaghen, anticipando uno dei pilastri del Libro Bianco della Difesa. Von der Leyen ha sottolineato la necessità di investire in trasporti militari, munizioni, droni, difesa aerea e missili.
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Bruxelles – “Se l’Europa vuole evitare la guerra, deve prepararsi alla guerra”. Ursula von der Leyen parla ai cadetti danesi a Copenaghen ed è più esplicita che mai, sin dall’inizio del suo discorso. Anticipando i temi del Libro Bianco sulla Difesa che la Commissione europea presenterà domani, indica il nemico più prossimo, la Russia, l’alleato che si distrae, gli Usa, e dunque della necessità per l’Unione europea di fare da sola, per tutelare la propria sopravvivenza.
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Introduzione Le tensioni internazionali, soprattutto per la guerra in Ucraina, il ruolo degli Usa mutato dopo l’elezione di Donald Trump, gli equilibri interni alla Nato. L’Europa negli ultimi mesi si è ritrovata destabilizzata rispetto a posizioni che sembravano consolidate. Nel Vecchio Continente è emersa da più fronti una nuova linea per un impegno maggiore in investimenti per la Difesa sfociato nel piano “ReArm Europe”.
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La Russia è la minaccia principale per l’Europa, seguita dalla Cina. Questo il messaggio centrale del libro bianco sul futuro della difesa europea, documento strategico approvato dalla Commissione UE che delinea un’Europa in stato di allerta permanente. La Russia, «minaccia esistenziale» per la sicurezza stessa dell’Unione, si avvale poi dell’appoggio di altri Paesi quali «la Bielorussia, la Cina, la Corea del Nord e l’Iran», i quali costituiscono, di riflesso, pericoli…
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– È al centro del dibattito politico internazionale, l’eventuale aumento della spesa militare dei singoli Paesi europei, nonché l’aumento di quella per la Nato, l’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord, di cui fanno parte 32 Paesi. La spesa militare europea è scesa dal 4% del 1960 all’1,5% del 2020, mentre quella per la difesa nei Paesi Nato è destinata a crescere tra il 53% e il 65% nei prossimi anni.
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