Se tre indizi fanno una prova, tra Italia e Germania non solo è scoppiato il sereno ma sono state poste le basi di un’alleanza che può certamente pesare sul futuro prossimo dell’Unione europea. Anche perché Giorgia Meloni e Friedrich Merz non sono soli. All’ultima iniziativa si è subito aggregato il premier belga Bart De Wever e segnali di forte interesse sono arrivati pure dai Paesi del Nord Europa e del Baltico.
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Roma, 11 feb - Per Italia, Germania e Belgio e' indispensabile un'azione di semplificazione normativa decisa, dato che gli oneri burocratici ostacolano pesantemente le imprese. In particolare, l'automotive package, cosi' come la revisione del Cbam (Carbon border adjustment mechanism) e la futura revisione dell'Emission trading system dovranno puntare a eliminare gli oneri non necessari per l'industria e dovranno vedere pienamente applicato "il principio di neutralita'…
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ROMA "Leggo che Meloni fa asse con la Germania di Merz, la stessa che si oppone agli eurobond e al debito comune europeo che all'Italia, ma all'Europa intera, servirebbero per investire su un'industria morente, sull'energia, sull'innovazione che crea lavoro, sul welfare e su una vera difesa comune, da razionalizzare senza spese folli dei singoli Stati. Tajani dice: 'inutile aprire il dibattito sugli eurobond, non c'è accordo fra Francia e Germania'.
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(Adnkronos) – Né nuovo asse Italia-Germania, né schiaffo alla Francia. L’ex ambasciatore italiano a Berlino e rappresentante all’Ue, Piero Benassi, diffida delle semplificazioni che in questi giorni esaltano il rapporto tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz – definita la nuova “coppia di potere” nell’Ue sintetizzata nella crasi ‘Merzoni’ – e sottolineano la fine dello storico asse franco-tedesco con l’isolamento di Emmanuel Macron
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Bisogna dare più poteri agli Stati o annacquare le sovranità a beneficio di un’Unione europea una per tutti e tutti per una? E il diritto di veto grazie al quale un Paese, anche il più piccolino, può bloccare le decisioni degli altri 26, ha ancora un senso? Quanta impotente accademia sull’Europa che non cambia e non conta. Ma, a sorpresa, forse sta arrivando la scossa che mancava. Lo testimonia l’intesa che sta maturando tra Germania e Italia sulla competitività.
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Già il 23 gennaio, dopo l’incontro fra Giorgia Meloni e Friedrich Merz a Roma, un quotidiano europeo, lo svizzero Neue Zurcher Zeitung, aveva coniato la parola “Merzoni”. La parola che unisce i cognomi dei due primi ministri era in un titolo in cui si diceva che «Merzoni è il nuovo Dream Team europeo che vuole rimettere in sesto l’Europa». Da quel giorno il progetto di una locomotiva a trazione italiana e tedesca alla guida dell’Europa sembra sempre più concreto.
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Il primo punto è che «non abbiamo più tempo, che dobbiamo correre, che non occorre un programma ma un cronoprogramma, con tempi definiti e una serie di riforme attuate o impostate entro la fine dell’anno». Giorgia Meloni ne discute con il suo staff, lo mette nero su bianco, nella lettera che con Merz ha inviato a tutti gli Stati membri: hanno aderito in venti, compreso Macron, si vedranno domani prima dell’inizio del Consiglio europeo
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Buongiorno. Oggi cominciamo la nostra Prima Ora con un’inchiesta. Stavolta non c’entra la sicurezza, non c’entra l’ordine pubblico, non ci sono scarcerazioni «facili». Stavolta i magistrati provano a tutelare una categoria molto maltrattata, i riders, i lavoratori che effettuano consegne a domicilio. Lo fanno mettendo sotto inchiesta Foodinho srl, la società che gestisce la piattaforma Glovo - le cui responsabilità naturalmente andranno accertate e non sono scontate -, contestando lo sfruttamento di 40 mila fattorini, pagati 2,5 euro in media a…
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