Un grande tema è quello economico-finanziario. Chi dovrà o potrà sostenere i costi della ricostruzione? “In realtà se questo sistema produce lavoro, produce un’economia, che è come fare un mutuo per la casa. Noi abbiamo fatto dei calcoli su questi break-even, che sono abbastanza vicini nel tempo, meno di un mutuo per la casa. Gli stati più ricchi possano permettersi di investire, è una scommessa che può dare dei frutti molto buoni”.
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Nel corso della puntata di Che Tempo Che Fa condotta da Fabio Fazio su NOVE, è intervenuto Padre Gabriel Romanelli, parroco della Chiesa della Sacra Famiglia a Gaza. In un’intervista intensa e toccante, Romanelli ha parlato della situazione in Medio Oriente, delle speranze di tregua e della stanchezza di due popoli logorati da mesi di guerra. Il sacerdote argentino, da anni punto di riferimento della comunità cattolica di Gaza, ha…
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Ricostruzione Gaza, un affare anche per le aziende italiane: da Cementir a Buzzi, a WeBuild e Saipem
Il “cessate il fuoco” sulla Striscia di Gaza firmato lo scorso 10 ottobre è già stata festeggiato, anche a Piazza Affari, dove i titoli delle costruzioni, delle infrastrutture e del cemento hanno brindato in anticipo alla prospettiva di potere partecipare ai lavori milionari per la ricostruzione. Cementir a Piazza Affari nell’ultimo anno Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) c…
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Lentamente e tra i timori che si possa precipitare indietro nel caso in cui Hamas non proceda nella concordata consegna dei cadaveri degli ostaggi (pur essendovi condizioni oggettive che potrebbero rallentarla), in alcune aree della Striscia di Gaza sembra si ritorni alla vita. I moniti di Trump , sempre più duri, che legittimano un nuovo attacco di Israele se non si ottempera alle condizioni del Piano condiviso dalle parti coinvolte raffredda, ma non smorza le aspettative di un percorso per una vera Pace.
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Un video diffuso il 18 ottobre dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha mostrato la distruzione estesa di Gaza City dopo due anni di conflitto. Solo 13 dei 36 ospedali e 62 dei 179 centri sanitari primari risultano ancora parzialmente operativi, ha dichiarato l’OMS. Il 17 ottobre Hamas ha invitato i mediatori a garantire l’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti
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Città del Vaticano Nonostante il cessate-il-fuoco e mentre ancora rimangono le incognite sull'avvio e la gestione della fase 2 dell’accordo di pace, accettato da Israele e Hamas, non si fermano i bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza. Undici membri di una famiglia sono stati uccisi dopo che l’Idf ha attaccato un minibus a Zeitoun, a Gaza City, con l’accusa di aver attraversato la cosiddetta “linea gialla”, che delimita le aree sotto il controllo dell’esercito di…
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Hamas e le incognite sul piano di pace dopo il cessate il fuoco a Gaza Il cessate il fuoco a Gaza – pur con alcune criticità – ha sostanzialmente retto i primi 7 giorni, tuttavia la fase uno del piano di pace non si é ancora conclusa. Mancano, infatti, ancora 18 corpi di ostaggi israeliani deceduti che Hamas aveva promesso di restituire. Secondo l’intelligence israeliana il gruppo terroristico sarebbe in grado di consegnare alla Croce Rossa Internazionale altre salme.
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Sono trascorsi più di 730 giorni dall’atroce attacco di Hamas a Israele e dalla sproporzionata e spietata reazione di Netanyahu; ora, il cessate il fuoco è iniziato, le truppe israeliane si stanno ritirando da determinate zone e i primi camion di aiuti stanno entrando nella Striscia. Dopo più di due anni di bombardamenti, come si possono misurare le azioni dell’esercito israeliano sull’exclave palestinese? Secondo l’osservatorio di Shireen, un think tank di giornalisti nato per portare avanti i lavori di Shireen Abu Akleh, le morti totali…
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L'Idf afferma che la Croce Rossa ha informato l'esercito di aver ritirato una bara, con il corpo apparentemente di un ostaggio ucciso, da Hamas a Khan Younis, nel sud di Gaza. Così il Times of Israel. La Croce Rossa sta ora portando la bara alle truppe dell'Idf all'interno di Gaza, dove si terrà una piccola cerimonia…
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Tregua fragile tra Israele e Hamas – Le due parti si accusano a vicenda di aver violato il cessate il fuoco, mentre la riapertura del valico di Rafah con l’Egitto slitta a domenica. Vittime a Gaza – Hamas denuncia nuovi attacchi israeliani che avrebbero causato decine di morti dall’inizio della tregua, e avrebbe consegnato ai mediatori un elenco delle presunte violazioni. Avvertimento dagli Stati Uniti – Il…
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Gaza – Al Mayadeen. Le autorità di Gaza hanno avvertito che la portata della distruzione causata dalla guerra genocida di “Israele”, durata due anni, ha raggiunto un livello senza precedenti nella storia moderna. Secondo le stime governative di metà ottobre 2025, l’enclave ora contiene tra i 65 e i 70 milioni di tonnellate di detriti e macerie, i resti di migliaia di case, edifici pubblici e infrastrutture vitali deliberatamente distrutti dalle forze di occupazione…
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Ad agosto Hamed Abu Shaaban, rimasto senza soldi come tanti prima di lui, aveva messo un annuncio sui social per la vendita del suo appartamento a Deir al Balah, l’area centrale di Gaza meno colpita dall’offensiva militare israeliana. Abu Shaaban non l’ha mai ritirato, pur non avendo alcuna certezza che la casa sarebbe scampata ai bombardamenti. Ha vinto la sua scommessa quando è stato annunciato il cessate il fuoco a Gaza.
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Le impressionanti riprese aeree realizzate da un cameraman professionista palestinese, Mohammed Abu Samra, dopo il cessate il fuoco mostrano la zona di Sheikh Radwan, di Gaza City, ridotta in macerie. Secondo le Nazioni Unite stimano il 92% di tutti gli edifici residenziali di Gaza sia stato danneggiato o distrutto, e che centinaia di migliaia di palestinesi sfollati siano stati costretti a vivere in tende o rifugi di fortuna.
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Gli accordi Israele-Hamas riaprono la corsa allo sfruttamento dei giacimenti offshore israeliani, ma quel fronte è tutt’altro che pacificato. Se il governo di Benjamin Netanyahu punta a rilanciare prima possibile l’esplorazione e la produzione, la Palestina è pronta a rivendicare la titolarità di una risorsa che potrebbe rappresentare la sua unica leva economica: Gaza Marine, il piccolo campo di gas al largo della Striscia mai entrato in produzione e stretto tra i ben più grandi…
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A Sharm el-Sheikh, il mondo si spartisce i compiti per accompagnare la tregua e governare il dopoguerra a Gaza. Un meccanismo che riguarderà il controllo dei confini, l’addestramento di forze palestinesi, l’intelligence congiunta, lo sminamento, la ricostruzione, la gestione dei valichi e degli aiuti. Nessuno vuole un ritorno a com’era prima della guerra: la Striscia in mano a un gruppo…
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