Non ha l'asso nella manica e nemmeno il colpo a sorpresa. Anche perché la condanna definitiva è datata primo luglio e quindi Giacomo Bozzoli, dopo la fine della latitanza e l'arresto mentre era nascosto nel cassettone del letto matrimoniale della sua villa a Soiano del lago, si aggrappa ad elementi già emersi durante tutti i processi e fin qui bocciati dai giudici che lo hanno ritenuto l'assassin…
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Lo scorso 1 luglio, Giacomo Bozzoli è stato condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio dello zio Mario. Il 39enne, arrestato dopo 11 giorni di latitanza, ha detto al procuratore che "un testimone austriaco" sarebbe pronto a scagionarlo.
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Brescia. Si difende ancora, Giacomo Bozzoli, dall’accusa di avere ucciso, l’8 ottobre del 2015 a Marcheno, in Valtrompia, lo zio Mario Bozzoli, 50 anni, il cui cadavere, secondo quanto ricostruito nel corso dei vari processi, è stato bruciato nel forno fusorio della fonderia di cui era contitolare. E lo fa dal momento dell’arresto nella sua casa a Soiano del Lago (Brescia) dove è stato trovato a 11 giorni dall’inizio della latitanza, una fuga attuata a seguito…
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Secondo quando riferito dalla Procura, nel momento della cattura Bozzoli avrebbe detto: “Sono innocente, chiederò la rivalutazione del quadro probatorio che ha portato alla mia condanna”. Il procuratore Francesco Prete non esclude che “sia tornato per non perdere i contatti col figlio”. Sembra che Bozzoli, dalla Spagna, abbia inviato due lettere con lo stesso testo ai magistrati bresciani (non ancora pervenute ai destinatari).
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