«Come ha detto il presidente, se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente pronti a tendere la mano. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che il team negoziale non sarà così disponibile». Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance prima di salire a bordo dell'Air Force Two diretto a Islamabad, in Pakistan, dove prenderà parte ai colloqui con la delegazione iraniana.
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Cresce l’attesa a Islamabad in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Iran volti a garantire un cessate il fuoco duraturo dopo settimane di guerra. Le strade venerdì erano quasi vuote, con posti di blocco nelle arterie principali. Dietro la calma di queste ore è frenetica invece l’attività diplomatica. Il vicepresidente americano JD Vance partirà venerdì per il Pakistan, dove era attesa anche una delegazione iraniana.
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Nelle prossime ore Islamabad diventerà il centro della diplomazia globale. Nella capitale pakistana, blindata come raramente accade, si concentrano le aspettative di una de-escalation in uno dei conflitti più pericolosi degli ultimi anni: quello tra Stati Uniti e Iran, con il coinvolgimento indiretto di Israele e di diversi attori regionali. Le autorità pakistane hanno trasformato intere aree della città in zone ad alta sicurezza, evacuando…
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Che portata ha e quanto durerà la tregua tra Usa e Iran? La via d'uscita dalla guerra per Donald Trump non era e non è facile, la tregua è una prima possibilità, seppur tra tante incognite. Ce ne parla l'ambasciatore Giampiero Massolo nella nuova puntata della rubrica dell'Italpress Realpolitik. abr/azn]
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Lo Stretto di Hormuz e l'uranio, il Libano e i risarcimenti. Le posizioni di Stati Uniti e Iran sono distanti su molti punti alla vigilia dei colloqui in programma da domani a Islamabad, in Pakistan, per arrivare ad un accordo di pace. Donald Trump oscilla tra fiducia e pessimismo. Prima si dice "molto ottimista" alla vigilia degli incontri, organizzati dopo l'approvazione della tregua di due settimane che ha interrotto la guerra grazie alla mediazione del premier pakistano Shehbaz Sharif
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La tregua tra Stati Uniti e Iran viene messa subito alla prova dal nuovo fronte libanese. Le forze israeliane hanno ordinato l’evacuazione dei quartieri meridionali della capitale e Teheran ha avvertito che “le violazioni del cessate il fuoco porteranno a costi e a forti risposte”, invitando a “smettere immediatamente” con gli attacchi al Libano. Sullo sfondo si muove anche la diplomazia: il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo una telefonata con Donald…
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Punto di riferimento degli elettori che la guerra non l'avrebbero voluta, il vicepresidente Usa è rimasto nell'ombra per tutta l'operazione "Epic Fury". Ora guiderà la delegazione che tratterà il cessate il fuoco a Islamabad. Ma la sfida è tutt'altro che semplice Per 39 lunghi giorni ha ingoiato il boccone amaro restandosene lontano dai riflettori ad aspettare che la bufera passasse. Al momento è arrivata solo una schiarita, ma è l’occasione per JD Vance di uscire…
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Dal cessate il fuoco, anche in Libano, alle sanzioni, “passando” per lo Stretto di Hormuz. Restano accesi i riflettori dei media internazionali sui dieci punti proposti dall'Iran, sui quali si è arrivati alla tregua di due settimane tra Washington e Teheran, in attesa dei negoziati veri e propri, previsti per sabato a Islamabad, in Pakistan. Il Wall Street Journal ha proposto uno schema, analizzato punto per punto.
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Il peggio è stato scongiurato o forse è stato soltanto rimandato di due settimane. La tregua raggiunta allo scadere dell’ultimatum di Donald Trump, tra Stati Uniti e Iran, rimane molto fragile. Basta poco per far saltare il banco, costruito con tanta fatica dal Pakistan con l’aiuto della Cina. Alle 2 del mattino le premesse delle parti (anche quelle di Israele) erano chiare. Tutti hanno accettato nell’ordine: un cessate il fuoco temporaneo, di riaprire lo Stretto di Hormuz e di…
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