Lunedì sera a Palazzo Chigi hanno compulsato il pallottoliere fine a tardi. Poi - preso atto che per eleggere Francesco Saverio Marini giudice della Corte costituzionale sarebbe stato impossibile arrivare alla soglia dei tre quinti del Parlamento riunito in seduta comune (363 voti su 605) - si è deciso di procedere con la scheda bianca. Una scelta dettata dai numeri, ma su cui Giorgia Meloni ha provato a resistere fino all'ultimo.
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Ci hanno provato fino all’ultimo a giocare a braccio di ferro, nonostante già da lunedì sera i segnali si stessero facendo sempre più chiari. L’opposizione ha fatto quadrato, ha tenuto una linea unitaria, non è entrata in Aula o non ha ritirato la scheda — senza defezioni — e il quorum per eleggere il giudice della Consulta (363 voti) non è stato nemmeno sfiorato. È l’ottava fumata nera, ora si procederà — giurano dal…
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Ottava fumata nera per l'elezione del giudice dalla Corte Costituzionale. Le due camere, riunite in seduta comune, non sono riuscite ad eleggere nessun candidato, in una votazione che richiedeva una maggioranza dei tre quinti dei componenti, pari a 363 parlamentari. Un voto segnato dalla compattezza delle opposizioni, che non hanno partecipato alle operazioni e dalle palesi difficoltà della maggioranza, che ha votato scheda bianca per non bruciare il nome del candidato…
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