Nelle liste di tutte le circoscrizioni sono almeno una cinquantina i candidati che hanno un nome o soprannome alternativo che gli elettori possono scrivere sulla scheda. Ecco alcuni casi, tra cui anche quello della premier Meloni
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Non c'è solo Giorgia Meloni detta "Giorgia", la scelta da "sorella del popolo", così come viene commentata la sua personalizzazione del voto europeo. La presidente del Consiglio è davvero in buona compagnia. Perché la sua iniziativa di far scrivere nella scheda solo "Giorgia", lanciata alla convention pre elettorale di Pescara (alla quale peraltro non ha…
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Ovvio, gli agenti segreti. E quelli per forza devono avere un nome in codice, da 007 a Johnny English. Il web, con i suoi nomi finti, i nickname buoni per tirare il sasso senza farsi beccare. La versione nobile, i partigiani, con Onorina Brambilla che ricordava come gli uomini scegliessero nomi di fantasia, Falco, o Lupo, mentre le donne cambiavano più tranquillamente, se una si fosse chiamata Luisa avrebbe scelto ad esempio di…
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Cosa accade tra le stanze damascate dei palazzi della politica? Cosa si sussurrano i deputati tra un caffè e l'altro? A Roma non ci sono segreti, soprattutto a La Buvette. Un podcast settimanale per raccontare tutti i retroscena della politica. Gli accordi, i tradimenti e le giravolte dei leader fino ai più piccoli dei parlamentari pronti a tutto pur di non perdere il privilegio, la poltrona. Il potere.
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Il politologo Marco Tarchi giudica la personalizzazione del voto europeo messa in campo da Giorgia Meloni come «l’accelerazione di una strategia messa in campo da anni» e spiega che Salvini, «se scendesse sotto l’ 8%, e sotto Forza Italia, rischierebbe». Professor Tarchi, in vista delle europee i partiti hanno chiuso le liste e depositato i simboli. vede possibili degli stravolgimenti post voto rispetto alle dinamiche politiche nazionali? Al momento, sostanziosi…
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U n tempo l’indicazione “detto” sulla scheda serviva davvero a far individuare un candidato: senza quella specificazione molti elettori avrebbero cercato invano sui manifesti elettorali Marco Pannella, inconsapevoli che all’anagrafe fosse Giacinto. Però tutti gli elettori di Giorgia Meloni sono al corrente che si chiama Giorgia Meloni, per cui quel “detta Giorgia” non serve a risolvere alcun dubbio bensì a creare il brand populista di una premier de noantri, una potente che non si è montata la capoccetta e infatti tutti la chiamano per nome perché è di casa.
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Non ci sarà solo Giorgia Meloni “detta” Giorgia che punta dritto al plebiscito sul nome suo. Le liste per le Europee sono un fiorire di candidati che sulla scheda puntano sul diminutivo, il nome d’arte e di fantasia per acchiappar voti, o meglio, per non perderli magari a causa di un fatal refuso elettorale. Alle …
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Non c'è solo 'Giorgia'. Nelle liste per le europee i soprannomi o 'detti' sono una valanga: si va da Letizia Maria Brichetto Arnaboldi, detta 'Letizia Moratti' (FI) a Domenico Lucano detto... Leggi tutta la notizia
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Quello di Giorgia Meloni detta “Giorgia” è il caso che ha fatto più discutere. Più che un soprannome è questo l’escamotage trovato dalla presidente del Consiglio che pochi giorni fa ha dato le indicazioni di voto ai suoi elettori: “Scrivete solo Giorgia”. Ma oltre alla leader di Fratelli d’Italia sono tanti i candidati in corsa alle prossime elezioni europee che, al momento della presentazione delle liste…
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Chiamare per nome è qualcosa che tu fai con gli amici, non con le più alte cariche dello Stato. Così facendo, Meloni lancia un messaggio: sono una di voi. È un segnale di prossimità, di riconoscenza, verso un popolo al quale dice di appartenere, senza mai rinunciare alla linea narrativa dell’underdog: mi avete presa in giro, voialtri snob, e adesso eccomi qua, così in alto. È la mia rivincita personale (segnatevi questo aggettivo perché ci torniamo fra un attimo).
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Ha fatto scalpore la premier Giorgia Meloni quando ha annunciato, dal palco della convention di Fratelli d’Italia, che si sarebbe presentata alle urne per le Europee anche solamente con il suo nome. Basterà scrivere “Giorgia” sulla scheda per dare una preferenza alla presidente del Consiglio, anche se poi a Strasburgo non andrà. Ma è destinato a fare rumore anche l’assessore alle attività produttive della…
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“A me questa scelta della Meloni sembra un po’ riduttiva. Io suggerirei di scrivere sulla scheda elettorale per esteso: ‘Io sono Giorgia, io sono donna, io sono madre, io sono cristiana, io sono io e voi non siete un…’“. È il sarcastico commento di Pier Luigi Bersani, ospite di Tagadà (La7) in collegamento da Bagnolo in Piano (Reggio Emilia), alla nuova trovata di Giorgia Meloni che ha invitato…
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Votami con il mio nome Ci siamo quasi. L'appuntamento è per l'8 e il 9 giugno: si voterà per le elezioni europee. Saranno tanti i leader in campo, soprattutto donne. Ne parliamo nella prima puntata del podcast di Agi 'L'Europa s'è desta'. In studio il direttore Rita Lofano, il vicedirettore Alberto Di Majo, il corrispondente da Bruxelles Brahim Maarad e la candidata di 'Libertà' Laura Castelli
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Call me by my nickname. La pratica di presentare la propria candidatura anche con il soprannome ha fatto la sua irruzione nella campagna per le Europee 2024 quando la premier, dal palco della convention di Fratelli d’Italia, ha scandito: «La maggior parte di cittadini che si rivolge a me continua a chiamarmi semplicemente Giorgia, è una cosa che mi rende fiera, sarò sempre una persona a cui dare…
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Sandra Lonardo con il cognome del marito Clemente Mastella. Roberto Vannacci vuol farsi aggiungere: ‘detto generale’. Fulvio Martusciello rivendica di essere stato il primo: “Detto Fulvio”. E Elly Schlein “detta Elly”, chiede venia, ma quanti sanno che lei in realtà si chiama Elena Ethel? La presidente del consiglio Giorgia Meloni – detta Giorgia - ha dato la stura a una tecnica della politica che sa di antico.
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Guarda come rosicano. Guarda come si agitano. Si torna alla frase pronunciata da Giorgia Meloni alla kermesse di Pescara, l'apertura della campagna elettorale di FdI in vista dalle Europee: "Scrivete Giorgia", questo il sunto di quanto detto dal premier. Ovvero, sulla scheda sarà sufficiente scrivere "Giorgia", appunto, per esprimere la preferenza. Sulla vicenda è arrivato lo scontato ok del Viminale, ma come detto a sinistra si agitano, e parecchio.
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C’è tutto un chiacchiericcio intorno alla trovata di Meloni che ha annunciato che sulla scheda sarà candidata come “detta Giorgia”, si può fare, non si può fare, ci saranno ricorsi le schede verranno annullate, è dovuto intervenire anche il Viminale dando la sua interpretazione autentica. Una roba vecchia come le elezioni, utilizzata soprattutto per non disperdere preferenze per chi ha un cognome un po’ più complicato del solito…
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La Costituzione parla chiaro, alle urne conta la volontà dell’elettore Che sia Meloni o che sia Giorgia l’importante che l’espressione del voto sia chiara e si possa sempre desumere la volontà effettiva dell’elettore. alfonso celotto
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Professor Tarchi, politologo all’Università di Firenze, come valuta l’indicazione di Giorgia Meloni di far scrivere solo il nome sulla scheda? Come ulteriore tappa della strategia di iper-personalizzazione che sta perseguendo da molto tempo e che le permette al contempo di adottare un approccio con gli elettori che ormai va di moda e di inserirsi nella …
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La candidatura di Giorgia Meloni alle elezioni europee annunciata domenica dal palco della conferenza programmatica di Fratelli d’Italia – con la trovata comunicativa di far scrivere “Giorgia” sulla scheda – non ha portato con sé solo toni entusiastici all’interno del suo partito e tra gli alleati. La Lega, unico partito della maggioranza che non candiderà …
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Basterà scrivere «Giorgia» per votare Giorgia Meloni nelle liste di FdI e sarà sufficiente scrivere «Elly» per accordare una preferenza a Elena Ethel Schlein in quelle del Pd, anche se per la presidente del Consiglio è un inedito non dettato da ragioni di complicanza lessicale o di notorietà mentre per la segretaria del Pd era già stato così tutte le volte che il suo nome era finito su una scheda elettorale.
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