Israele, con il consenso della Casa Bianca, bombarda un importante impianto di produzione del gas naturale in Iran. Fino a ieri gli americani avevano chiesto a Tel Aviv di risparmiare le strutture energetiche. Quando due giorni fa gli Usa hanno attaccato l’isola di Kharg, principale terminale per le esportazioni di greggio iraniano, si erano limitati a distruggere postazioni militari. L’azione israeliana di ieri contro il giacimento South Pars…
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Approfondimenti:
La guerra si allarga, colpisce l'energia e fa schizzare il prezzo del petrolio ancora più su. L'attacco di Israele al principale giacimento di gas di South Pars in Iran e la rappresaglia di Teheran, che colpisce un maxi impianto di GNL in Qatar, alzano ulteriormente la tensione con effetti inevitabili sui mercati. Il prezzo del Brent ha toccato quota 110 dollari al barile, con un'ulteriore impennata rispetto alla quotazione di 107-108 dollari raggiunta nel corso della giornata.
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L'Iran attacca il principale sito di gas del Qatar. Teheran lancia 5 missili, 4 vengono intercettati. Uno colpisce l'impianto di Ras Laffan, provocando un'esplosione e un incendio in una giornata che rischia di far partire un'ulteriore escalation nella guerra. 'Ci riserviamo il
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Roma, 18 mar. – Israele aveva promesso ieri “grandi novità” nel conflitto con l’Iran e puntualmente l’escalation è arrivata questa mattina con l’attacco agli impianti per la lavorazione del gas naturale di South Pars, la più grande riserva di gas conosciuta al mondo, che fornisce circa il 70% del fabbisogno in Iran: e tuttavia, le conseguenze dell’operazione – decisa a detta di Tel Aviv in coordinamento con la Casa Bianca – rischiano di sfuggire di mano.
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Petrolio oltre i 108 dollari: l’attacco ai giacimenti iraniani infiamma i mercati e allarma l’Italia
Il governo Meloni avvia un vertice d’urgenza sul caro-carburanti (possibile CdM già stasera) mentre Teheran minaccia i paesi del Golfo e Mosca valuta il ritiro preventivo dai mercati energetici dell’UE. L’aggressione militare alle infrastrutture energetiche dell’Iran ha innescato una violenta ondata di volatilità sui mercati mondiali, portando il barile di Brent a sfondare quota 108 dollari con un balzo del 5%.
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