Nota a cura di Chiara Amati, Giampaolo Galli e Gianmaria Olmastroni Il rapporto tra debito e Pil dell’Italia era del 137% a fine 2025, il massimo storico escludendo il periodo Covid (2020-2022). Nel 2026 il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede che salga al 138%, valore che sarà il più alto d’Europa, superiore anche alla Grecia (136%, Fig. 1).1 Il Paese ellenico ha infatti ridotto di molto il proprio debito, così come altri Paesi del Sud Europa che, come l’Italia…
Leggi
Altre informazioni:
L'Italia chiude l'anno con un deficit pari al 3,1% del PIL, superando la soglia del 3% prevista dalle regole europee. Un dato che, letto superficialmente, potrebbe apparire contenuto rispetto ad altri contesti internazionali, ma che assume un significato ben più pesante se osservato alla luce delle criticità strutturali che continuano a caratterizzare la gestione delle finanze pubbliche nel nostro Paese.
Leggi
Il rapporto deficit/Pil nel 2025 è stato del 3,1 per cento e l’Italia resta in procedura di infrazione. Una politica fiscale più prudente avrebbe permesso di abbassare definitivamente il debito, approfittando di crescita post-Covid e inflazione. La conferma ufficiale È da poco arrivata la conferma da parte di Eurostat che il rapporto deficit/Pil italiano nel 2025 si è attestato al 3,1 per cento, in linea con le previsioni di inizio aprile dell’Istat.
Leggi
Sono volate parole pesanti verso i “burocrati” di Bruxelles, qualcuno alla vicepresidenza del governo in Italia li considera “cretini” perché non capirebbero la gravità del momento con la conseguenza di aggrapparsi ai numeri, anche solo a pochi decimali, per condannare un Paese alla recessione per poi curarlo quando sarà morto. Sarebbe facile rispondere che “pacta sunt servanda“: se proprio il tuo governo nel 2024 ha sottoscritto liberamente , magari senza rendersi conto degli impegni presi, un patto con…
Leggi
Il bilancio dello Stato 2025 non ha raggiunto il risultato sperato: contenere entro il 3 per cento il disavanzo. Esso è stato appena superiore al 3,1 per cento, ma il risultato è grave perché mantiene in vita la procedura di infrazione che l’Unione europea ha aperto a carico dell’Italia da molti anni. Nonostante il comportamento ragionieristico del ministro Giancarlo Giorgetti, la quadratura non c’è stata perché, da un canto, le uscite sono state tagliate in modo insufficiente e, dall’altro, non è aumentato il Pil in modo tale da aumentare le…
Leggi
Non è il fragore di una bocciatura clamorosa a fare rumore, ma il sibilo quasi impercettibile di un decimale che l'Istat trasforma in sentenza. È lì, in quella frazione infinitesimale, che oggi si misura la distanza tra l'Italia reale e una rappresentazione contabile che finisce per deformarla. Perché basta uno scarto minimo, una differenza che nel bilancio complessivo dello Stato vale quanto una piega statistica, per trasformare un percorso di risanamento lungo tre anni in un risultato sospeso, rinviato, di fatto negato.
Leggi
