Brevettare la voce. La propria voce: depositarla e provare a proteggerla con copyright. Provare, certo. Perché siamo qui ad arginare l’oceano a mani nude, un’impresa abbastanza disperata e probabilmente inutile, ma qualcosa bisogna pur fare. La voce di ciascuno è unica al mondo, non ne esistono due uguali: è il più misterioso degli organi, sebbene non sia propriamente un organo. Non sappiamo dove abbia sede, nel corpo, la voce: dove abita, da dove arriva? Sappiamo da dove esce, dove risuona, cosa fa vibrare ma da dove provenga no, non lo…
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Altre notizie:
Luca Ward ha depositato ufficialmente il marchio sonoro della propria voce. Una posizione chiara e netta contro l'uso non regolamentato dell'Intelligenza Artificiale, che nel settore del cinema come in quello del doppiaggio ha scatenato varie polemiche. Ward è tra i primi attori e doppiatori in Italia ad adottare una strategia giuridica di questo genere. "Purtroppo le istituzioni non ci tutelano. Il singolo sente che la propria arte è minacciata dall'Intelligenza…
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Roma, 24 feb. – “Purtroppo le istituzioni non ci tutelano. Il singolo sente che la propria arte è minacciata dall’Intelligenza Artificiale. Mancando delle leggi a nostra protezione, l’unico modo è muoversi in autonomia. Per questo ho scelto di brevettare la mia voce. Ho preso ispirazione dal modello americano, da quello che stanno facendo molti attori a Hollywood. Ci sono leggi internazionali che lo consentono.
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Il doppiatore Luca Ward, una delle voci più iconiche e riconoscibili del panorama italiano, ha depositato ufficialmente il marchio sonoro della propria voce: l'obiettivo, è contrastare in modo più efficace la crescente diffusione di copie vocali false generate tramite intelligenza artificiale. L’iniziativa è stata curata dallo studio legale MPMLegal, per il tramite dell'avvocato Marco Mastracci, e rappresenta un passo innovativo e…
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@lucaward La voce come firma. E come bene da proteggere. Luca Ward ha depositato il marchio sonoro della propria voce, scegliendo una strada nuova per difendere uno strumento di lavoro che, oggi più che mai, può essere replicato con facilità dalle tecnologie di intelligenza artificiale. L’obiettivo è chiaro, avere un mezzo giuridico in più contro l’uso non autorizzato di riproduzioni vocali artificiali, sempre più diffuse online.
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